Economia

Che cosa cela la decisione di Banco Bpm su Cattolica Assicurazioni

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cattolica assicurazioni

Tutti i dettagli sulle tensioni fra Cattolica Assicurazioni e Banco Bpm dopo la mossa dell’istituto di credito sulle due joint venture bancassicurative con Cattolica. Fatti, numeri, analisi e scenari.

Tensioni – con possibile cause legali in vista – fra Banco Bpm e Cattolica Assicurazioni (con riflessi borsistici sui due titoli) dopo che l’istituto di credito guidato dall’ad, Giuseppe Castagna, ha deciso di esercitare l’opzione di acquisto sulle due joint venture bancassicurative con Cattolica facendo perno sulla clausola del cambio di controllo (legata all’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica con il 24,46%).

I RIFLESSI IN BORSA PER BANCO BPM E CATTOLICA ASSICURAZIONI

La fine della joint venture tra Banco Bpm e Cattolica Assicurazioni produce effetti opposti sui due titoli a Piazza Affari. La banca è tra i migliori del Ftse Mib dove guadagna 1% mentre la compagnia assicurativa fin dalle prime battute scivola del 4%. L’appetibilità del titolo di Bpm cresce visto che, dopo il suo addio a Cattolica, avrà mani libere su fronte bancassurance nel 2021, ha sottolineato Radiocor: “Partner che, se si concretizzasse l’ipotesi di aggregazione con Bper, sarebbe facile individuare in Unipol, primo azionista dell’istituto modenese, che, forse non a caso, oggi e’ la migliore del listino con un rialzo del 2,2%”.

I MOTIVI DELLA ROTTURA DECISA DA BANCO BPM

Ma da dove nasce la rottura? Secondo diverse fonti, l’istituto di credito sarebbe stato insoddisfatto dell’andamento della partnership; a influire sulla decisione – secondo molti analisti – è stata anche una mancata chiarezza sulle conseguenze dell’ingresso di Generali come nuovo primo azionista di Cattolica (da qui la decisione di esercitare l’opzione per acquistare il 65% del capitale delle jv Vera Vita e Vera Assicurazioni dalla compagnia veronese), ha aggiunto Radiocor.

LA NOTA DI CATTOLICA SU BANCO BPM

“La posizione assunta dal Banco Bpm è del tutto priva di fondamento, sotto ogni profilo, non trovando riscontro in alcuna previsione né di legge né di contratto come attestato da autorevoli pareri legali indipendenti e dagli orientamenti espressi dalle Autorità di Vigilanza, in particolare col provvedimento di autorizzazione rilasciato da IVASS all’ingresso di AG nel capitale”, ha commentato ieri la compagnia assicurativa in una nota: “Sull’iniziativa di Banco Bpm – che ha effetti solo potenziali e del tutto teorici, perché integralmente e radicalmente contestata dalla Società, che anzi ritiene di avere rilevanti crediti derivanti dagli inadempimenti del BancoBPM agli accordi di Bancassicurazione – ci si riserva ogni azione a tutela della posizione di Cattolica anche sul piano risarcitorio e reputazionale”. “In conformità con le previsioni del patto parasociale sottoscritto tra Cattolica e BancoBPM in data 29 marzo 2018 (come successivamente modificato in data 29 ottobre 2018) – si legge nel comunicato stampa – il prezzo per l’esercizio dell’opzione di acquisto qualora si verificasse un evento di cambio di controllo sarebbe determinato in funzione dell’ammontare dei c.d. own funds, ossia i fondi propri, delle compagnie oggetto della partnership. Si segnala che, al 30 settembre 2020, la cessione in favore di BancoBPM delle partecipazioni detenute da Cattolica in Vera Vita e in Vera Assicurazioni avrebbe potuto determinare un effetto negativo pari a -€377 milioni sul conto economico IAS/IFRS del Gruppo. Al contrario, l’impatto sulla posizione di solvibilità alla medesima data sarebbe stato positivo per ca. 15 p.p. sul S-II ratio del Gruppo Cattolica (portandolo a ca. 176% rispetto al valore comunicato pari a 161%)”

CHE COSA SUCCEDERA’ DOPO LA DECISIONE DI BANCO BPM SU CATTOLICA

La partnership con Cattolica riguarda la rete ex Banco Popolare e nel 2021, inoltre, è in scadenza anche l’alleanza con Covea sugli sportelli ex Bpm. “Sebbene si possa creare incertezza in merito a una possibile battaglia legale con Cattolica – sottolineano gli analisti di Equita – la risoluzione degli accordi bancassicurativi permetterà a Banco Bpm di avere maggiore flessibilità strategica e potere negoziale in ottica di M&A. La notizia aumenta l’appeal speculativo della banca e le chance di una business combination con Bper, il cui primo azionista Unipol, potrebbe subentrare a Cattolica negli accordi bancassicurativi’. Scenario opposto per Cattolica, che si è già scagliata contro la decisione definendola “senza fondamento”.

LE PREVISIONI DI EQUITA SU CATTOLICA DOPO LA MOSSA DI BANCO BPM

Ma quali saranno gli effetti della decisione del Banco Bpm su Cattolica Assicurazioni? Gli analisti di Equita parlano di una notizia “particolarmente negativa” per la società a causa del potenziale calo della redditività: “Il venir meno dell’accordo con Banco Bpm (circa 40 milioni di impatto sull’utile) e di quello, altamente probabile, con Ubi (circa 30 milioni di impatto sull’utile, a fronte di rimborso degli own funds di circa 250 milioni) porterebbero a una significativa contrazione di redditività della compagnia (oltre il 40% dell’utile atteso), che perderebbe entrambi i principali accordi bancassicurativi”. In ogni caso, anche se venisse respinto l’esercizio della call di Banco Bpm, si dovrebbe considerare “l’inevitabile deterioramento dei rapporti tra le due societa’ e la difficolta’ a spingere sulla nuova produzione”.

L’ANALISI DI INTESA SANPAOLO

“In questa fase è difficile capire quale interpretazione prevarrà. Consideriamo positivo l’esercizio dell’opzione call per Banco Bpm in quanto banca avrebbe la possibilità di riacquistare il 65% del capitale sociale delle joint venture a meno della metà del prezzo a cui è stato ceduto nel 2018 (335,7 milioni di euro contro 764 milioni di euro prezzo di cessione nel 2018, escluso dividendo speciale)”, commentano da Intesa Sanpaolo, aggiungendo che la mossa è positiva in un’ottica di fusione e acquisizione per la banca, “in quanto lascerebbe Banco Bpm libera di negoziare nuove partnership di bancassicurazione in qualsiasi operazione di M&A (la partnership con Covea terminerà nel 2021), in particolare in un accordo con Bper (dove si trova Unipol il maggior azionista unico)”.

LE PREVISIONI DI MEDIOBANCA

Invece Mediobanca Securities dà per altamente probabile una lunga causa legale, con Cattolica che cercherà di difendere la sua posizione e un 50% di probabilità che la mossa del Banco vada a buon fine. Ma un’incertezza per la compagnia di Verona non è affatto positiva e il danno potenziale molto alto visto che a rischio c’è il 30% degli utili di Cattolica, tanto che Mediobanca hanno deciso di ridurre il giudizio da outperform a underperform, con il target price tagliato a 4,2 euro. Non solo. Se ad averla vinta fosse l’istituto guidato da Castagna la valutazione per Verona potrebbe scendere addirittura a 3,6 euro. Mentre per quanto riguarda la posizione di Generali (che da questa partita potrebbe perderci 100 milioni) gli analisti la considerano in un limbo. Il calo delle valutazioni di Cattolica potrebbe essere l’occasione per salire ulteriormente nel capitale di Verona, d’altro canto una mossa in questa direzione potrebbe avvalorare le ragioni di Banco Bpm. Insomma, una situazione decisamente complicata con il mercato che per ora resta a guardare

IL REPORT DI FIDENTIIS

“Le jv con Cattolica sono state sottoscritte nel 2018 e non hanno mai fornito i risultati previsti, anche a causa di alcune problematiche di governance in Cattolica (la sostituzione dell’amministratore delegato), problematiche informatiche relative al business Banco Bpm WM e, non ultima, la pandemia”, osservano da Fidentiis dove danno per scontato il consumo di capitale di 5 punti base in caso di applicazione del compromesso danese da parte del regolatore e aggiungono che le due joint venture hanno generato un utile netto di 43 milioni di euro nel 2019 (53 milioni di euro nel 2018) e 15 milioni di euro per Banco Bpm. Quindi riacquistare la quota del 65% significa per Banco Bpm 28 milioni di euro aggiuntivi sull’utile netto 2019.

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