Economia

Cgil, ecco i messaggini privati del fronte Camusso-Landini contro Colla

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Come il fronte Camusso-Landini cerca di offuscare la candidatura di Colla alla segreteria generale della Cgil. L’articolo di Giuliano Cazzola

‘’Care cari, vi inviamo la nota/resoconto che abbiamo preparato sul direttivo di ieri, inviatela a chi ritenete opportuno. Per cause tecniche non riusciamo a inviarvi i due allegati che cmq riceverete entro domani. Buona serata’’.

Comincia così una mail scritta ed inviata da una “manina’’ anonima (alla fine si legge soltanto ‘’Inviato dal mio dispositivo Huawei’’) appartenente – lo si evince dal tono – all’area Camusso-Landini.

L’anonimato è una forma di protezione. Infatti la nota, a quanto se ne sa, è stata inviata solo ai fedelissimi. E’ stata pubblicata, per alcuni giorni, sul sito Fortebraccio.blog (lo pseudonimo usato da un dirigente vicino a Susanna Camusso), poi è stato rimosso.

E’ un esempio di come si sia arrivati, anche in Cgil, a ricorrere alle versioni di parte, pur di mettere in difficoltà gli avversari. E’ utile riportare interamente il testo: un caso tipico di quella ‘’disinformatia’’ che gli opposti schieramenti usano quando si avvicina il momento della battaglia.

‘’Ciao a tutte e tutti.

Come sapete ieri si è svolta la riunione del CD nazionale.

Dopo l’approvazione (4 astenuti e nessun contrario) della delibera sul piano di riequilibrio e la relazione (più dibattito) sulla piattaforma unitaria relativa alla prossima manovra economica, Susanna ha introdotto il punto sull’ascolto e sulla proposta per il prossimo segretario generale.

Il testo della relazione lo trovate sulla pagina Facebook della Cgil nazionale.

È seguito il dibattito. Primo intervento Ghiselli che ha, con tono apparentemente conciliante ma anche con passaggi molto duri, attaccato la relazione e l’operato del segretario generale e della maggioranza della segreteria.

È stato dato alle agenzie il testo di un odg con le firme di alcuni dirigenti. I lanci di agenzia hanno subito parlato di “sfiducia a Camusso”, di “attacco” e via dicendo.

L’odg è stato poi consegnato alla presidenza (vedi testo allegato).

Sentito l’intervento di Ghiselli e visto il contenuto dell’odg (che nella forma si richiama ancora una volta alla volontà di definire percorsi unitari ma che nella sostanza tende alla negazione del diritto del segretario generale e della segreteria ad avanzare una proposta dopo ampio ascolto ) abbiamo deciso di presentare un ns odg (secondo allegato).

Fin dal mattino e per tutto l’arco della giornata, è apparso chiaro come l’odg presentato da Ghiselli e altri non disponesse della maggioranza dei consensi.

Per questo hanno fatto iscrivere al dibattito moltissimi compagni/e con il chiaro intento di impedire il voto o ribaltare i numeri delle presenze.

Verso le 17 alcuni compagni/e hanno presentato una mozione d’ordine che chiedeva di interrompere gli interventi e votare gli odg.

Contro questa proposta sono insorti.

Nicolosi, dopo aver insultato pubblicamente Susanna, ha sottratto alla presidenza l’odg ed ha lasciato la riunione.

È poi intervenuto lo stesso Colla che si è lamentato del fatto che una parte della segreteria (noi) avesse presentato un odg senza che lui ne fosse informato (sic!) ed ha denunciato l’intento antidemocratico della mozione d’ordine ed ha abbandonato il direttivo, seguito solo da una parte dei suoi sostenitori.

A quel punto, è intervenuta Susanna Camusso per fare una proposta chiara: aggiornamento del CD a condizione che i firmatari dell’odg firmassero una dichiarazione stampa nella quale smentivano che il loro odg fosse un atto di sfiducia al segretario generale.

Cosa che è puntualmente avvenuta, senza che Colla ritenesse peraltro utile ritornare in sala.

Nelle prossime ore decideremo la nuova data di convocazione del CD, avendo prima fatto una verifica dei calendari dei congressi e delle presenze.

La nostra valutazione per punti: (qui la mail sintetizza dei veri e propri argomenti di propaganda politica, ndr)

– hanno scelto di presentare quell’odg che nei fatti suona come atto di censura al segretario generale ed alla maggioranza della segreteria;

– con il loro comportamento hanno confermato di considerare unitario solo ciò che decidono di fare o sostenere;

– continuano nella scelta di non esplicitare la candidatura di Colla, che anzi alcuni addirittura negano;

– hanno creato e continuano ad alimentare quel “clima pessimo” (di cui scaricano la responsabilità in primo luogo su Susanna) che fortunatamente non appartiene ai congressi sin qui svolti;

– non avevano e non hanno la maggioranza nel CD;

– con la relazione di Susanna al CD è formalizzata la proposta di candidatura che è così affidata alla valutazione ed alle discussione dell’insieme dell’organizzazione;

– è grave che chi da quasi due anni lavora con altri allo scopo di essere il prossimo segretario generale della Cgil abbandoni i lavori del CD’’.

Pensiamo che l’insieme di queste valutazioni (ecco la linea, ndr) debbano essere conosciute nel corpo dell’organizzazione a partire dai congressi che si terranno nei prossimi giorni, mantenendo peraltro uno stile ed una sostanza di assoluta responsabilità verso la Cgil’’.

La rappresentazione del dibattito in corso che emerge da questa nota è molto grave. A pensarci bene, il tono sembra rivolto alla ‘’Banda dei Quattro’’. Non si replica a considerazioni di merito che sono state fatte in diversi articoli apparsi su Il diario del lavoro e che, immagino, saranno state ripetute negli interventi svolti in Direttivo dai sostenitori di Vincenzo Colla, i quali nella nota/resoconto vengono presentati come rompiscatole che non la smettono più di iscriversi a parlare soltanto per perdere tempo (visto che i loro argomenti non vengono presi in considerazione). A costoro sono rivolte critiche di metodo, accuse di scorrettezza, di lesa maestà verso Susanna 1°, di tresche correntizie.

E’ evidentemente riferito a Colla il rimprovero a chi, pur avendo lavorato per anni allo scopo di diventare segretario generale, ora ha abbandonato la riunione del Direttivo (sospesa dopo il venir meno del numero legale e riconvocata per l’11 novembre).

In sostanza, sia pure con termini molto più civili (noblesse oblige) rispetto all’andazzo corrente, anche in Cgil cominciano a farsi strada l’uso della gogna al posto del confronto politico, l’attacco alla persona anziché alle sue idee.

E’ importante, comunque (o se si vuole, cmq), che nella riunione di sabato scorso sia venuta allo scoperto, in Cgil, una componente riformista, orientata a contrapporsi – sul piano dei valori – alla svolta sovranpopulista.

Per essere credibile, tuttavia, oltre a battersi per un diverso futuro, non guasterebbe rivolgere lo sguardo anche al recente passato e riconoscere che la coalizione giallo-verde sta strimpellando, su di una pianola non accordata, la stessa musica degli spartiti che la Cgil aveva composto per coro ed orchestra.

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