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A cosa serviranno i 6 milioni del Mise al Cetma (Enea)?

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha autorizzato un accordo per l’innovazione con il Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali “Cetma” in Puglia che prevede un investimento di 6 milioni di euro 

Iniezione da 6 miliardi di euro dal Mise per il Cetma, Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali in Puglia.

Il 6 maggio il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (Lega), ha autorizzato un accordo per l’innovazione con il Cetma che prevede un investimento di 6 milioni di euro. Lo riferisce il Mise in una nota, spiegando che si tratta di un progetto che punta a sviluppare un’innovativa piattaforma informativa per la gestione delle attività di manutenzione dei macchinari e degli impianti di produzione, al fine di prevenire eventuali guasti.

La proposta progettuale, presentata da Cetma, in qualità di capofila, insieme alle aderenti Politecnico di Bari e Aziende Campobasso Srl, è denominata «Caretron – Computerized mAintenance management system for industRial EquipmenT opeRatiONs».

Inoltre, permetterà a Cetma, in collaborazione con il Politecnico di Bari, di consolidare metodologie, tecnologie e sistemi per rendere più competitiva l’offerta dei servizi di innovazione e trasferimento tecnologico per le imprese, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno.

Quindi può tirare un sospiro di sollievo il Cetma.

Nel 2017 infatti il della Puglia lanciava l’allarme sul Cetma all’allora premier Gentiloni per salvarlo dal “rischio di collasso a cui sembra destinato nel caso in cui non dovessero arrivare in tempi brevi i contributi relativi a progetti di ricerca conclusi negli anni passati” riportava Brindisireport.

Gli organismi di ricerca pugliesi avevano una esposizione debitoria superiore al 1 milione di euro per contributi spettanti su progetti di ricerca cofinanziati dal Miur.

Tutti i dettagli.

LE RISORSE DAL MISE

In particolare, il Mise agevolerà l’investimento con 2,3 milioni di euro. Quest’ultimi “consentiranno di incrementare dell’11% i posti di lavoro con nuove professionalità, nonché attivare circa 12 collaborazioni tra giovani laureati, dottorati e tecnici specializzati da impiegare nelle attività di ricerca e sviluppo delle sedi di Brindisi, Bari e Valenzano (Ba)” aggiunge la nota.

COS’È IL CETMA

Il Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali (Cetma) è un consorzio di diritto privato con sede a Brindisi, in Puglia.

Fondato nel 1994 grazie ad una collaborazione pubblica-privata promossa da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ha la finalità di potenziare i processi di trasferimento tecnologico e di innovazione del Sistema Industriale nazionale, in particolare delle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.

COSA FA

Il Cetma svolge attività di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale accrescendo ed integrando discipline pervasive ed abilitanti quali l’ingegneria informatica e dell’automazione, ingegneria dei materiali, disegno industriale.

I SOCI

Ecco chi sono i consorziati: ENEA (50%), Rina Consulting S.p.A. (9%) ASA – Azienda Servizi A.N.I.M.A. s.r.l. 9% Axist s.r.l. 6% G.M.T. Sud s.r.l. 6% Università del Salento 5% Digimat S.r.l. 5%, Lattanzio Group S.p.A. 4%, Marlanvil S.p.A. 4% e Sysman S.r.l.2%.

Come si legge sul sito web, il Cetma è aperto ad altre partecipazioni, come previsto da Statuto, e oggi ne conta n. 11 nella sua compagine consortile.

LA GOVERNANCE

Dal 1 agosto 2021 il Cetma è guidato dal direttore generale Marco Alvisi, già consigliere d’amministrazione. Alvisi succede a Luigi Barone, alla guida del Consorzio per oltre 25 anni.

Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, la relativa pagina sul sito non è aggiornata dal 2016. Infatti risulta così composto: Francesco Saponaro (presidente); Giuseppe Oliva; Orazio Manni e Marco Alvisi appunto.

I PERCORSI DI INNOVAZIONE

Come spiega sul proprio sito, Cetma ha supportato aziende pugliesi, nazionali ed estere nei rispettivi percorsi di innovazione mediante l’erogazione di servizi avanzati di innovazione. Si citano ad esempio: le attività sulla fibra di carbonio da riciclo da destinare al settore dei trasporti che hanno portato Cetma a diventare leader a livello europeo in tale specifico ambito di competenza; le attività di supporto ad un’azienda di produzione di scarpe antinfortunistiche per l’innovazione sui materiali e i processi produttivi dei componenti della scarpa e le attività sullo sviluppo di processi di riciclo per plastiche da pannolini usati; le attività di eco-innovazione nel settore edilizio focalizzate sull’uso di materiale da riciclo e sul recupero di scarti da demolizione e le attività di ricerca e sviluppo su materiali compositi innovativi per il settore aeronautico.

I PROBLEMI FINANZIARI

Nel 2017, la regione Puglia tuonava l’allarme che gli organismi di ricerca pugliesi (tra cui Cetma) avevano una esposizione debitoria superiore al 1 milione di euro per contributi spettanti su progetti di ricerca cofinanziati dal Miur.

“Il Consorzio Cetma versa in condizioni disperate, non riesce più a garantire gli stipendi ai dipendenti, per colpa di una situazione paradossale determinata da vincoli burocratici: il Governo faccia la sua parte e sblocchi i fondi, la Regione è pronta ad attuare un fondo rotativo per anticipare le somme dovute dal Ministero”. Scriveva così il governatore della Puglia, Michele Emiliano, all’allora presidente del Consiglio dei ministeri, Paolo Gentiloni, come riporta Brindisireport.

Per quelli del Pon Rec 2007-2014 terminati nel 2015, il Cetma ha sostenuto una spesa di circa diciotto milioni di euro, spiegava la testata. Dunque al 2017 restavano ancora da incassare oltre quattro milioni ai quali occorre sommare quelli maturati nel corso del 2016 e 2017 pari a sei milioni di euro a fronte di oltre otto milioni di spese.

“L’ovvia considerazione che nessuna azienda può sopportare un ritardo dei pagamenti di questa entità si rafforza se a subirne le conseguenze è un Centro di Ricerca che non ha fondi di dotazione pubblici”, sottolineava Emiliano nella missiva.

Infine, quei fondi arrivano oggi tramite Mise.

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