Economia

Cdp e debito pubblico, cosa c’è (e cosa non c’è) nel programma M5S-Lega

di

italia emergenze crisi Covid-19

L’analisi dell’editorialista Guido Salerno Aletta dei capitoli contenuti nell’ultima bozza del contratto di programma fra Movimento 5 Stelle e Lega su come tagliare il debito e il ruolo della banca pubblica degli investimenti (Cdp?)

Avevano suscitato troppe polemiche, e la reazione negativa del mercato: così, sono sparite dal Contratto per il Governo del Cambiamento le misure straordinarie volte ad abbattere il debito pubblico, contenute nella bozza pubblicata.

CHE COSA PREVEDE L’ULTIMA BOZZA

La sterilizzazione dei titoli acquistati attraverso il Qe (250 mld di euro) non c’è più nella versione definitiva del Contratto. Niente invece rimane del Fondo patrimoniale per la cessione alle famiglie degli immobili pubblici (200 mld).

COME SARA’ RIDOTTO IL DEBITO

La riduzione del debito sarà ottenuta «per il tramite della crescita del pil, attraverso la ripartenza della domanda interna e con investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie».

LA RICHIESTA PER SCORPORARE LE SPESE PER INVESTIMENTI

Verranno scorporate dal deficit le spese per investimenti, adottando il criterio «annunciato più volte dalla Commissione europea e mai effettivamente e completamente applicato»: si reitera la richiesta che fu fortemente sollecitata, senza successo, da Matteo Renzi nell’estate del 2014 quando assunse la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Unione. A Bruxelles ebbero buon gioco nel sostenere che le regole in essere erano già ampiamente flessibili.

COME SARA’ L’INTERVENTO PUBBLICO

Per rendere efficace l’intervento pubblico, ed utilizzando le strutture e le risorse già esistenti, si prevede la creazione di una Banca per gli investimenti, lo sviluppo dell’economia e delle imprese, traspare quindi la volontà di trasformare la Cassa depositi e prestiti, imitando la consorella tedesca KfW.

IL RUOLO DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Sarà una impresa-organo a tutti gli effetti: la raccolta avrà la esplicita garanzia dello Stato, ed i Ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico saranno presenti nell’organismo pubblico di supervisione. L’obiettivo è di coordinare i molteplici strumenti che, anche a livello decentrato, si occupano di politica industriale, di credito e di innovazione.

I SETTORI DI INTERVENTO

I settori di attività sono tre: in primo luogo, ci sono il supporto alle piccole e medie imprese per il cofinanziamento con il sistema bancario, e la gestione del Fondo di Garanzia per le pmi, per favorire il risparmio patrimoniale necessario al rispetto dei requisiti normativi sempre più stringenti. Ci sono poi le iniziative legate all’export ed al project finance, svolte in concorrenza, ed il credito di aiuto alle imprese italiane che operano nei Paesi in via di Sviluppo come investimento ad utilità differita per acquisire posizioni di vantaggio.

TRA FSI, SACE E SIMEST

Infine, dovrà occuparsi del finanziamento delle iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale, e di perseguire l’innovazione secondo l’indirizzo del Mef. Si tratta di dare organicità alle iniziative già messe in cantiere dalla Cassa in questi anni, con il Fondo strategico italiano, Simest e Sace. Se le Poste Italiane  dovrebbero mantenere il ruolo di rete principale di raccolta, non è precisato il ruolo al Monte dei Paschi  di Siena.

CONCLUSIONE

Nel paragrafo relativo al credito ed al risparmio, si afferma solo che «lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio». Anche senza le misure sul debito, di carne al fuoco, ce n’è sempre davvero tanta.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati