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Carrefour, ecco perché il governo francese stoppa lo shopping della canadese Couche-Tard

Couche-Tard Carrefour

“Non siamo favorevoli a questa operazione”, ha detto il ministro dell’Economia francese, Le Maire, bocciando di fatto l’acquisizione di Carrefour da parte del gruppo canadese Couche-Tard

 

25 miliardi di dollari canadesi, circa 16 miliardi di euro. È questo quanto il gruppo della grande distribuzione canadese, Couche-Tard, ha messo sul piatto per provare ad acquisire la francese Carrefour, colosso europeo del settore.

A confermare le intenzioni della catena d’Oltreoceano è anche la stessa Carrefour, che parla di fusione e di proposta “amichevole”, ma il Governo francese blocca l’operazione.

Tutti i dettagli.

LO STOP DEL GOVERNO FRANCESE

Partiamo da quella che sembra essere una certezza. Per il Governo francese questo matrimonio tra Couche-Tard e Carrefour non s’ha da fare.

“Non siamo favorevoli a questa operazione, lo diciamo con molto rispetto per Couche-Tard e per Carrefour”, ha detto il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, intervenendo a Bfmtv-Rmc. “E’ un ‘no’ cortese, ma chiaro e definitivo”, ha aggiunto il ministro, che intende, con questa scelta proteggere “la sicurezza alimentare” dei francesi.

L’OFFERTA DI COUCHE-TARD

Facciamo un passo indietro. La società canadese, che possiede complessivamente 14.200 punti di vendita, ha messo sul piatto, per la fusione con il gigante francese Carrefour, fino a 16 miliardi di euro, ovvero 25 miliardi di dollari canadesi. L’offerta, prevalentemente in cash, scrive il Corriere della Sera, sarebbe di circa 20 euro per ogni azioni Carrefour.

CARREFOUR FAVOREVOLE A FUSIONE?

La cifra non sembra dispiacere a Carrefour, che dopo aver confermato i colloqui esplorativi con Couche-Tard, ha detto che “esaminerà la proposta e il progetto per valutare se risponde agli interessi del gruppo, dei suoi collaboratori, e se è un elemento utile per accelerarne la crescita”.

AZIONISTI PRONTI AD USCIRE?

L’entusiasmo dell’azienda non stupisce. “Non va sottovalutato che i due principali azionisti del gruppo, Bernard Arnault e la famiglia Moulin, sono anni che sperano di uscire dalla azienda e quindi per loro questa proposta  di acquisto dei canadesi rappresenta un’opportunità. Bernard Arnoux detiene circa il 6% del gruppo. È il vero riferimento ed è lui che ha proposto il Coe di Carrefour Alexandre Bompard nel 2017. La famiglia Moulin possiede il 12%, ma è molto più fragile nel contesto economico francese attuale”, scrive l’esperto di grande distribuzione Mario Sassi.

I NUMERI DI CARREFOUR

E non stupisce nemmeno il fatto che Carrefour faccia gola alla canadese. La società conta oltre 12.300 punti vendita, è presente in trenta Paesi con più di 320.000 dipendenti e vanta un fatturato (2019) di 80,7 miliardi di euro, con un valore di borsa che sfiora i 13 miliardi di euro.

IL VETO DEL GOVERNO FRENA CARREFOUR IN BORSA

Ed è proprio in Borsa che ora Carrefour soffre. Il veto alla fusione del Governo francese, fa perdere al titolo il 3,98% a 16,42 euro (ore 12.00).

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