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Carmine Di Nuzzo, chi è e cosa farà Mister Recovery scelto da Draghi e Franco

Carmine Di Nuzzo

Ecco il curriculum integrale di Carmine Di Nuzzo, dirigente della Ragioneria dello Stato, che guiderà la unità di missione al Mef per coordinare il Recovery Plan

 

Sarà Carmine Di Nuzzo, dirigente della Ragioneria generale dello Stato, a guidare la «unità di missione» che al Mef si occuperà di coordinare il Recovery Plan per conto del governo.

Sarà lui Mister Recovery, una sorta di general manager del Piano, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

Ecco competenze e curriculum di Di Nuzzo.

COMPETENZE DI CARMINE DI NUZZO

Definizione delle strategie, pianificazione, gestione, monitoraggio e sviluppo delle attività informatiche del Dipartimento, realizzate anche attraverso rapporti operativi con la società dedicata di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414; gestione informatica dei dati sulle spese e sui flussi di entrata relativi al bilancio dello Stato.

Realizzazione di sistemi per le amministrazioni finalizzati all’integrazione dei relativi bilanci con il Sistema informativo della ragioneria generale dello Stato, nonché di sistemi informativi direzionali a supporto del Dipartimento, delle amministrazioni e del Parlamento; programmazione dei fabbisogni e acquisizione diretta e indiretta delle risorse informatiche e strumentali del Dipartimento; gestione del patrimonio e dell’inventario dei beni informatici del Dipartimento e relativa logistica; attività di consulenza in materia informatica.

CURRICULUM VITAE DI CARMINE DI NUZZO

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE

Il governo ha deciso: sarà Carmine Di Nuzzo, dirigente della Ragioneria generale dello Stato, a guidare la «unità di missione» che al Mef si occuperà di coordinare il Recovery Plan. Sarà lui Mister Recovery, una sorta di general manager del Piano. Monitoraggio, rendicontazione puntuale degli investimenti programmati, come prevede la legge di bilancio 2021 (articolo 1, comma 1050), ma anche «compiti di coordinamento e raccordo» che non saranno limitati al Mef, ma saranno estesi all’intero governo. In altre parole, la struttura guidata da Di Nuzzo sarà il perno del confronto con gli altri ministeri per la predisposizione (e poi per l’attuazione) del nuovo Recovery. Era stato lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo discorso al Senato, a sbrigare con poche parole la partita della governance del Piano, dicendo che «la regià del Recovery Plan sarà al Mef».

A scegliere Di Nuzzo è stato il ministro dell’Economia, Daniele Franco: la nomina dovrebbe arrivare a giorni, se non a ore. Di Nuzzo è considerato un fedelissimo del ministro, fin dai tempi in cui Franco era Ragioniere generale a Via Venti settembre. Ma c’è anche la diffusa convinzione che Di Nuzzo sia la persona più adatta, essendo stato in passato a capo dell’Igrue, l’Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l’Unione europea, dove ha anche diretto il progetto di definizione del sistema informativo a supporto della gestione finanziaria della Ragioneria.

Sono proprio questi due – regole finanziarie europee e abilità non comune nei sistemi informativi – gli assi di Di Nuzzo. Draghi e Franco non sottovalutano affatto il delicatissimo e complesso aspetto del rispetto di linee guida, regolamenti e procedure messe in campo dalla commissione Ue per il Recovery, ben più rigorose e severe di quelle generalmente utilizzate per altre forme di finanziamento, come ad esempio i fondi di coesione.

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