Economia

Carige, tutte le stranezze delle mosse dei fondi Blackrock e Varde

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Che cosa sta succedendo in Carige? Fatti, indiscrezioni, numeri e scenari

 

Gelo sul futuro di Carige. I fondi pensano di sfilarsi dall’offerta per comprare la banca ligure? D’altronde Carige sarebbe la prima banca italiana di medie dimensioni a finire sotto il controllo di uno o più fondi di investimento. Un unicum nel panorama del credito italiano.

Sono queste le ultime indiscrezioni e i primi commenti che giungono delle cronache finanziarie di oggi su Banca Carige. Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA DICE BLACKROCK SU CARIGE

«L’idea che Blackrock in modo proprietario stia per comprarsi una banca non ha base. Noi se compriamo compriamo altri asset manager o tecnologie. Questo è il nostro mestiere», ha dichiarato Andrea Viganò, responsabile di Blackrock per l’Italia.

IL DOSSIER BANCA PONTI PER CARIGE E I FONDI USA

Nessun commento sulla singola operazione relativa all’istituto ligure, che nel caso dovrebbe essere realizzata tramite un fondo specifico. Tuttavia il manager ha indirettamente escluso anche una possibile acquisizione delle divisione private di Carige, Banca Cesare Ponti, ipotesi che era circolata nei giorni scorsi (qui l’approfondimento di Start). «Che Blackrock stia per comprarsi una banca, una banca private o pezzi di una banca è una cosa che non appartiene al nostro modo di funzionare»., ha aggiunto a sorpresa Viganò dopo che per giorni, anzi per settimane, si sono lasciate correre notizie, rumors e indiscrezioni su un’acquisizione di Carige da parte del colosso americano dei fondi che era imminente.

LE MOSSE DI BLACKROCK SECONDO IL SOLE 24 ORE

Le dichiarazioni del fondo, secondo il Sole 24 Ore, significano che “BlackRock si chiama fuori dalla partita per l’acquisizione di Banca Carige, e lascia così spazio all’altro soggetto in lizza, l’americana Värde, che a breve alzerà il velo sulle proprie mosse: a quanto risulta, tuttavia, anche il fondo americano si sarebbe raffreddato rispetto al dossier”.

CHE COSA SCRIVE MF/MILANO FINANZA

Eppure, nulla è deciso sicuramente. Infatti, ha scritto Mf/Milano Finanza, salvo intoppi dell’ultima ora le offerte vincolanti per Carige dovrebbero arrivare venerdì 5 aprile: “In questi ultimi giorni quindi le due cordate capitanate da BlackRock (Mediobanca advisor) e Varde (Lazard) dovranno definire le ultime variabili, a partire dal ruolo della famiglia Malacalza. Gli storici azionisti di Carige (oggi attestati al 27% del capitale) sembrano intenzionati a evitare brusche diluizioni, anche a costo di nuovi esborsi di capitale. L’assenso della famiglia è del resto essenziale per condurre in porto un’eventuale integrazione visto che qualunque deal dovrà passare al vaglio dell’assemblea straordinaria che oggi i Malacalza sono ancora in grado di condizionare”, ha aggiunto Mf.

DOPPIO GIOCO DI BLACKROCK?

Una interpretazione simile arriva anche dal Messaggero: “Tattiche per alzare la posta”, sarebbero state definite quelle di Blockrock secondo “ambienti autorevoli vicini al dossier” secondo il quotidiano romano. Obiettivo: far convertire in equity il prestito del Fondo interbancario a Carige e smuovere l’immobilismo dei Malacalza, primi azionisti di Carige.

IL RUOLO DELLA FAMIGLIA CARIGE

Non solo i fondi Usa, comunque, sperano che i Malacalza sottoscrivano parte dell’aumento di capitale e iniettare nella banca tra 60 e 100 milioni, diluendosi così tra il 10 e il 15%. A fianco della famiglia potrebbe muoversi anche lo Schema Volontario del Fondo di tutela dei depositi (Fitd) che, secondo le attese, dovrebbe convertire in equity il prestito subordinato da 320 milioni sottoscritto a fine novembre. Il nuovo azionista a quel punto potrebbe investire una cifra compresa tra 250 e 300 milioni, sulla base dell’importo finale dell’aumento di capitale.

DOSSIER NPL

Aggiunge Mf: “Per quanto riguarda i crediti deteriorati, sembra che BlackRock non sia interessato allo stock da circa 2 miliardi messo in vendita da Carige che quindi potrebbe andare a Sga in base all’offerta formulata in tandem con Credito Fondiario nelle scorse settimane. Il gestore Usa sarebbe insomma interessato alla macchina distributiva di Carige che, liberata dagli npl, potrebbe rivelarsi un importante trampolino sul mercato italiano. Non sarebbe invece più della partita il fondo Varde che, nelle ultime settimane, aveva studiato a fondo il dossier Carige”.

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