Economia

Carige, ecco perché Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi e Banco Bpm nicchiano sull’offerta di Apollo

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Tutte le ultime novità in casa di Carige

 

Stallo in Carige per la perplessità delle banche riunione nel Fondo Fitd (composto dalle grandi banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e Ubi) sulla proposta del fondo americano Apollo. Significative queste parole di Giuseppe Castagna, capo azienda di Banco Bpm: “Mi sembra che non si sappia nemmeno chi sia il fondo. Guarderemo ma mi sembra abbastanza indefinita”. Ma torniamo alla riunione del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

LA FREDDEZZA DI FITD SU APOLLO PER CARIGE

Infatti il consiglio di amministrazione del Fondo Interbancario “ha accolto con freddezza la bozza presentata nei giorni scorsi dal fondo Apollo”, racconta una fonte.

CHE COSA NON HA DECISO IL BOARD DEL FONDO FITD

Il board ha deciso di esimersi “dall’esprimere qualsiasi valutazione e rimandando l’esame della proposta alla prossima seduta”. Una proposta alla prossima seduta”.

LE CAUTELE DI INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, UBI BANCA E BANCO BPM

Una proposta che è stata accolta con cautela e che è stata giudicata “per diversi aspetti peggiorativa rispetto a quella presentata (e poi ritirata) da BlackRock”.

CHE COSA PREVEDE LA BOZZA DI APOLLO SU CARIGE

La bozza di offerta di Apollo prevede un aumento di capitale in due fasi da circa 500 milioni di euro rispetto ai 720 milioni previsti nel piano (poi fallito) di BlackRock. Il primo sforzo è richiesto alle banche, tramite la conversione del bond da 313 milioni sottoscritto a fine 2018; se nell’arco di qualche mese la situazione avrà dato concreti segnali di miglioramento, allora interverrà il fondo, disponibile a rilevare la banca a un prezzo simbolico e a iniettare altri 100-150 milioni.

LE INDISCREZIONI DI MILANO FINANZA SU CARIGE

Secondo Mf/Milano Finanza, “tra gli elementi di criticità su cui ieri si sarebbe concentrata la discussione ci sarebbe la conversione integrale del bond subordinato sottoscritto dal Fitd alla fine dell’anno scorso. Una mossa che, nell’ambito di un aumento di capitale da 450-500 milioni, potrebbe portare il fondo in maggioranza”.

LE RAGIONI DELLE BANCHE SECONDO IL SOLE 24 ORE SU CARIGE

Condizioni, quelle di Apollo, “inaccettabili nella sostanza e nella forma”, secondo Fitd come ha scritto il Sole 24 Ore. Sì, perché l’ipotesi prevede che, almeno provvisoriamente, lo schema volontario del Fitd salga in maggioranza, fattispecie esclusa dallo statuto del fondo stesso. Di qui il piano B che, informalmente, le banche stanno iniziando a valutare: prevede, come anticipato da Il Sole 24 Ore l’altroieri, che in prima battuta il bond da 320 milioni venga infatti acquistato proprio dal Fondo obbligatorio, che potrebbe poi convertirlo (con un potenziale vantaggio per gli istituti dello Schema volontario, che con il riacquisto dell’emissione andrebbero a ripianare le perdite accusate sul bond stesso, ampiamente svalutato). A quel punto sempre il Fondo obbligatorio, che al momento può contare su circa 1,5 miliardi di versamenti degli istituti, potrebbe iniettare altre risorse fresche.

Così gli advisor e i commissari di Banca Carige rimangono al lavoro per sondare anche altre ipotesi. In trattativa ci sarebbero Warburg Pincus e Blackstone, mentre Varde sarebbe in posizione molto più defilata.

LE PAROLE DI CASTAGNA DI BANCO BPM

Il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, è contrario a una soluzione per Carige che scarichi sul sistema bancario i sacrifici del salvataggio assicurando al cavaliere bianco dell’istituto ligure i benefici dell’operazione, sulla falsariga della proposta del Fondo Apollo. “È un po’ complicato pensare a qualcuno che entri e chieda alle banche il sacrificio per avere poi il beneficio”, ha detto oggi Castagna a margine di un evento di Anthilia Capital. Quanto alla proposta del fondo Apollo “mi sembra che non si sappia nemmeno chi sia il fondo. Guarderemo ma mi sembra abbastanza indefinita” ha aggiunto Castagna ricordando che nella riunione del Fitd “non si è presa nemmeno un’ipotesi di considerazione”. “Vediamo come si materializzano le potenziali offerte – ha proseguito – tanti ci stanno lavorando seriamente, esamineremo le cose quando saranno pronte”. Quanto alla possibile cessione del bond subordinato di Carige dallo Schema Volontario del Fitd al Fitd obbligatorio “non è un’ipotesi che a quanto ne so è stata esaminata”.

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