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Mancherà il grano per la pasta?

Canada Grano

Aziende del settore parlano del rischio di carenza di grano e di aumenti del prezzo della pasta: il problema parte dal Canada. Ecco perché

 

In un’intervista al Sole 24 Ore Giuseppe Ferro, amministratore delegato di La Molisana, società specializzata nella produzione di pasta, ha dichiarato che “tra marzo e maggio non avremo abbastanza grano per fare la pasta”. “Il cuore del problema”, spiega, “è in Canada”, che quest’anno ha finora prodotto 3,5 tonnellate di grano duro “anziché le solite 6,5”.

AUMENTO DEI PREZZI DELLA PASTA

La carenza della materia prima si sta ripercuotendo lungo tutta la filiera della pasta, con difficoltà di approvvigionamento e aumenti del prezzo che interesseranno anche i consumatori finali.

“So che Lidl”, la catena di supermercati del gruppo tedesco Schwarz, “ha già aumentato il prezzo della pasta di 10 centesimi, e mi aspetto che ben prima di Natale tutti prevedano aumenti tra i 15 e i 20 centesimi al pacco”, ha detto Ferro.

COSA SUCCEDE IN CANADA

In Canada, uno dei maggiori produttori di grano al mondo (incluso il grano duro), gli agricoltori prevedono un calo importante delle esportazioni a causa della siccità della primavera e dell’estate scorse, che ha danneggiato la produzione e fatto scendere i livelli delle scorte.

Il paese prevede un crollo del 26 per cento nelle forniture delle sue colture principali, come il grano e la colza. Alla fine di luglio quasi tre quarti della superficie agricola canadese risultavano in condizioni di aridità anomala o di siccità.

I PREZZI

Bloomberg scrive che l’imprevedibilità climatica in tutto il mondo sta contribuendo a far alzare il prezzo delle colture di base fino ai livelli massimi da diversi anni.

Già a giugno Argus, portale di informazioni specializzato in materie prime, faceva sapere che i prezzi del grano canadese Western Red Spring (un tipo di grano duro dal contenuto proteico del 13,5 per cento) erano cresciuti di quasi 70 dollari a tonnellata in un mese, arrivando a 340 dollari a tonnellata: è il valore più alto degli ultimi sette anni.

L’IMPATTO DELLA SICCITÀ

Sempre Argus avvertiva che il clima arido stava impattando sull’umidità dei terreni agricoli nelle province canadesi delle Praterie (innanzitutto l’Alberta e il Saskatchewan), dove si concentrano le coltivazioni. I livelli di umidità troppo bassi hanno messo le piante sotto stress e prodotto raccolti insoddisfacenti, sia per qualità che per quantità.

LE PREVISIONI

L’ente di statistica Statistics Canada prevede che i raccolti di grano ammonteranno a 22,9 milioni di tonnellate, il 35 per cento in meno dell’anno scorso. Quella di colza a 14,7 milioni di tonnellate (-24 per cento).

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