Economia

Caltagirone (deluso da editoria e mattone) si eccita con Mediobanca e Generali

di

Francesco Gaetano Caltagirone entra nel capitale di Mediobanca attraverso l’Istituto Finanziario 2012. Tutti i dettagli e i perché

Continuano le mosse finanziarie – vista la crisi dei settori editoriali e immobiliari – del costruttore ed editore Francesco Gaetano Caltagirone. Ecco le ultime novità che riguardano l’ingresso di Caltagirone in Mediobanca.

COME CALTAGIRONE S’INTRUFOLA IN MEDIOBANCA

Francesco Gaetano Caltagirone entra nel capitale di Mediobanca attraverso l’Istituto Finanziario 2012.  La quota è pari all’1,014% e secondo quanto emerge dalle comunicazioni alla Consob sulle partecipazioni rilevanti e’ stata acquisita il 23 febbraio. Tra i soci storici delle Generali, dove spesso è stato considerato “alleato” di Leonardo Del Vecchio Caltagirone affianca cosi’ lo stesso Del Vecchio anche nella partita Mediobanca, che di Generali e’ il primo azionista.

LA PRESENZA DI CALTAGIRONE IN GENERALI

Caltagirone ha una partecipazione diretta del 5,647% in Generali, soggetta a continui arrotondamenti negli ultimi anni.

CALTAGIRONE IN SIMBIOSI CON DEL VECCHIO? CHISSA’

L’arrivo di Caltagirone con una quota rilevante in Mediobanca segue l’ingresso in forze, nel capitale dell’istituto, di Leonardo Del Vecchio che di Piazzetta Cuccia ha in mano il 13,2% e il via libera della Bce a salire fino al 20%.

LE SINTONIE FRA CALTAGIRONE E DEL VECCHIO TRA MEDIOBANCA E GENERALI

Per quanto riguarda il numero uno di EssilorLuxottica il suo investimento in Mediobanca è stato fin dall’inizio collegato alla volontà di arrivare dall’alto, e con minor dispendio di risorse, a pesare in Generali, di cui l’istituto guidato da Alberto Nagel è l’azionista di maggior peso con una quota di circa il 13%. Caltagirone potrebbe aver fatto valutazioni simili, scrive l’Ansa.

IL PESO DI CALTAGIRONE IN GENERALI

L’imprenditore romano è comunque già il maggior socio privato di Generali, oltre che vicepresidente, con una partecipazione del 5,65%, seguito a ruota dalla Delfin di Del Vecchio (al 4,84%) e, più distanziati, dai Benetton (3,98%).

I RISULTATI NON BRILLANTISSIMI DEL GRUPPO CALTAGIRONE

I conti del gruppo fondato dal costruttore siciliano non brillano. I risultati del 2019? L’esercizio si è chiuso con ricavi per 1,47 miliardi di euro, in contrazione del 2,6% rispetto agli 1,51 miliardi contabilizzati nell’esercizio precedente, per effetto principalmente alla diminuzione dei ricavi nei settori delle costruzioni e dell’editoria.

COME VA L’EDITORIA DI CALTAGIRONE? PIUTTOSTO IN CRISI, COME TUTTO IL SETTORE

Infatti la crisi dell’editoria cartacea si abbatte anche sui bilanci di Caltagirone Editore, società dell’onomimo gruppo che fa capo al costruttore Caltagirone e che edita quotidiani come Il Messaggero di Roma, Il Gazzettino di Venezia e Il Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto.

ECCO LA SEMESTRALE 2020 DI CALTAGIRONE EDITORE

Caltagirone Editore ha approvato i conti semestrali 2020 con ricavi a 54,6 milioni di euro (66,9 milioni nello stesso periodo del 2019), un ebitda negativo per 1,8 milioni (-911mila euro nei primi sei mesi del 2019) e una perdita netta di 18,2 milioni (+1,6 milioni nel primo semestre del 2019) su cui hanno inciso svalutazioni per 22 milioni di testate di giornali.

Articoli correlati