Economia

Buoni pasto, turnover, assunzioni. Come cambierà la pubblica amministrazione secondo Bongiorno

di

digitalizzare pubblica amministrazione

L’articolo di Luigi Oliveri sulla legge concretezza, cioè la riforma della pubblica amministrazione voluta da Giulia Bongiorno

Addio al cartellino vecchio stile nella pubblica amministrazione. Nel momento in cui il lavoratore accede ai locali e marca la presenza, dovrà essere riconosciuto personalmente, in modo che alla timbratura corrisponda l’effettiva presenza fisica. Ciò accadrà grazie a «sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza» che saranno adottati «in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica, attualmente in uso». A prevederlo è il cosiddetto disegno di legge concretezza, cioè la riforma della pubblica amministrazione voluta dalla titolare della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, che sarà domani sera in consiglio dei ministri del testo definitivo, il quale presenta poche modifiche rispetto all’impianto elaborato a fine estate. Resta tuttavia il problema delle modalità di trattamento dei dati biometrici e la loro conservazione. Si richiede un’intesa col Garante per la protezione dei dati personali di non semplice ottenimento. L’altro problema non di poco conto è il costo complessivo. Gli strumenti di rilevazione ovviamente costano e l’impatto finanziario non sarà banale. Vediamo gli altri punti chiave del ddl.

Nucleo concretezza. Si conferma la costituzione della task force di 53 componenti che opereranno presso la Funzione Pubblica allo scopo di redigere e verificare l’attuazione di un piano triennale della concretezza, sia, soprattutto, di verificare che l’azione delle pubbliche amministrazioni rispetti i principi di efficienza, imparzialità e buon andamento. Anche avvalendosi della collaborazione delle prefetture (necessaria per i rapporti con gli enti locali), il Nucleo della concretezza potrà effettuare sopralluoghi nelle pubbliche amministrazioni, col compito di definire azioni correttive nel caso si evidenzino misure organizzative e gestionali non in linea con l’efficienza.

Risorse dei contratti decentrati. Il disegno di legge conferma la norma di interpretazione autentica finalizzata nella sostanza a disapplicare l’articolo 23, comma 2, del dlgs 75/2017, che impone alla contrattazione decentrata il rispetto del tetto di spesa del 2016. Tale norma è stata improvvidamente richiamata dai contratti nazionali collettivi, finendo così per scaricare sui fondi della contrattazione decentrata il finanziamento degli incrementi dei costi per le progressioni orizzontali, le voci connesse allo stipendio tabellare (straordinari, turno, lavoro notturno e festivo), nonché dell’incremento stipendiale di 83,20 euro decorrente dal 2019. I Ccnl hanno provato a rimediare a questo effetto mediante dichiarazioni congiunte volte a chiarire che la somma di 83,20 euro e gli incrementi delle posizioni di sviluppo siano fuori dal computo degli aumenti contrattuali. Ciò ha scatenato contrasti interpretativi tra sezioni regionali della Corte dei conti, risolti solo l’altro ieri dalla deliberazione 19/2018 della Sezione Autonomie, secondo la quale il finanziamento dell’indennità di 83,20 euro e del maggior costo delle progressioni orizzontali non può ricadere sul fondo. È, comunque, un rimedio solo parziale, perché lascia a carico dei fondi le altre spese evidenziate prima. Dunque, l’interpretazione autentica del disegno di legge risulta quanto mai necessaria, anche se giungerà molto tardi, visto che le amministrazioni debbono chiudere la contrattazione decentrata entro il 31 dicembre. L’opportunità dell’interpretazione autentica è ulteriormente confermata, perché consente anche di non caricare sul fondo gli oneri per le stabilizzazioni del personale attivate in applicazione della riforma Madia.

Turnover. Il disegno di legge intende attuare l’intenzione del ministro Bongiorno di consentire la sostituzione di tutto il personale pubblico che andrà in pensione nel prossimo triennio, per complessivi circa 450 mila pensionamenti. Si prevede, quindi, che le amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, agenzie ed enti pubblici non economici a partire dall’anno 2019 effettuano le assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Non si tratterà di sostituzione nei lavori. Le figure professionali obsolete o comunque non più funzionali all’attività delle pubbliche amministrazioni andranno sostituite da profili maggiormente avanzati e qualificati. Il disegno di legge suggerisce di assumere in via prioritaria figure con specifica competenza nelle materie della digitalizzazione, della razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, della qualità dei servizi pubblici, della gestione dei fondi strutturali e della capacità di investimento, della contrattualistica pubblica e del controllo di gestione e attività ispettiva. Per accelerare le procedure di assunzione, il disegno di legge consentirà di derogare all’obbligo di espletare preventivamente la mobilità volontaria e rinvia a modalità di gestione delle prove concorsuali di tipo semplificato.

Buoni pasto. Infine, il ddl cerca di risolvere l’enorme problema causato dal crack finanziario dell’appaltatore selezionato dalla Consip per un rilevantissimo numero di lotti di fornitura dei buoni pasto, in conseguenza del quale la Consip ha risolto il contratto. Una volta entrato in vigore il disegno di legge, le amministrazioni si faranno restituire dai dipendenti i buoni pasto maturati e non spesi, per sostituirli con altri buoni pasto di valore nominale corrispondente, acquistati con le modalità previste dalla normativa vigente.

Articolo pubblicato su ItaliaOggi

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