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Unipol

Bper e Popolare di Sondrio fanno brillare i conti di Unipol (e Cimbri fa marameo alla Bce)

Che cosa emerge dalla trimestrale del gruppo assicurativo Unipol. Gli effetti delle partecipazioni in Bper e Popolare di Sondrio. Fatti, numeri e approfondimenti

Sorridono i conti di Unipol, che fa marameo alla Bce.

Ecco tutti i dettagli.

COME VA UNIPOL

Positiva la trimestrale di Unipol, il gruppo guidato da Carlo Cimbri (nella foto) che nei primi tre mesi del 2024 ha visto l’utile crescere del 57% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A giovare il contributo delle banche in cui Unipol detiene partecipazioni bancarie poco sotto il 20% ovvero Bper e Popolare di Sondrio. Va ricordato che entrambi gli istituti di credito hanno messo a segno utili sopra le attese nel primo trimestre, rispettivamente a quota 457,3 milioni (+57% su base annua) e 45,2 milioni (+53,8% su base annua).

LA TRIMESTRALE DI UNIPOL

Come si diceva, nel primo quarto dell’anno Unipol ha registrato un utile netto consolidato contabile di 242 milioni di euro (+7% su anno) che aumenta a 363 milioni (+27,8%), se viene ricalcolato includendo il contributo delle partecipazioni bancarie in Bper e Popolare di Sondrio, alla luce dei risultati trimestrali approvati nei giorni scorsi dai due istituti, consolidati a patrimonio netto.

Per quanto riguarda la raccolta, si riscontra che è cresciuta del 9,8% a 4,2 miliardi di euro, con il settore danni a 2,3 miliardi (+8,7%) e il settore vita a 1,9 miliardi (+11,1%). Per il ramo danni, informa una nota del gruppo, hanno contribuito tutti i canali di vendita del gruppo e i principali rami di attività, soprattutto UniSalute (+23,1%), mentre la raccolta premi del comparto auto è salita dell’11,2% a poco più di 1 miliardo e quella del non auto del 6,6% a 1,2 miliardi. In miglioramento il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica assicurativa, dal 94,4% al 91,1%.

Passando al comparto vita, la raccolta diretta si è attestata a 1,9 miliardi (+11,1%) “in un contesto di mercato che vede ancora tassi di interesse sostenuti”, e il risultato ante imposte è stato pari a 66 milioni a fronte dei 52 milioni del primo trimestre 2023. Da notare il risultato ante imposte del settore ‘holding e altre attività’, negativo per 3 milioni rispetto all’utile di 17 milioni del primo trimestre 2023. Infine, in miglioramento l’indice di solvibilità: quello consolidato è passato dal 215% di fine 2023 al 217%, quello del settore assicurativo dal 267% al 269%.

LA TRIMESTRALE DI UNIPOLSAI

Bene anche i numeri di Unipolsai, la controllata in cui sono concentrate le attività assicurative di Unipol. Il primo trimestre si è chiuso infatti con utile netto di 235 milioni (+1,7% su anno). La raccolta è salita a 4,2 miliardi, +8,7% che è +9,8% a parità di perimetro, escludendo dal computo dei risultati 2023 il contributo di Incontra Assicurazioni, ceduta lo scorso anno, spiega una nota. Il risultato ante imposte del settore danni è arrivato a 290 milioni da 284 milioni di un anno prima “riflettendo da un lato un miglior contributo tecnico assicurativo – per effetto di un miglioramento del combined ratio dal 94,4% al 91,1% – e dall’altro un minor risultato finanziario” e il risultato del settore vita da 53 a 68 milioni. In calo l’indicatore di solidità patrimoniale Solvency ratio individuale dal 313% al 307%, comunque più di tre volte sopra i minimi regolamentari.

LE PARTECIPAZIONI BANCARIE

Ad ottobre scorso Unipol è salito nel capitale di Popolare di Sondrio, completando l’acquisto di 46,3 milioni di azioni ordinarie, circa il 10,2% del capitale sociale della banca per un esborso totale di circa 235,6 milioni. In questo il gruppo bolognese è salito dal 9,5% al 19,7% del capitale di Popolare di Sondrio, dove già era primo azionista. È pari al 19,9%, invece, la partecipazione in Banca Popolare Emilia Romagna. Anche qui Unipol è primo azionista. Dunque, considerando le due quote, l’investimento del gruppo bolognese nel settore bancario, che peraltro è anche funzionale a vincolare Bper e Popolare Sondrio a distribuire i suoi prodotti assicurativi, è pari – stando ai valori di Borsa – a circa 1,3 miliardi.

In sostanza, si tratta di due partecipazioni pesanti e che portano frutto, come si è visto anche in quest’ultima trimestrale, ma che al momento dovrebbero rimanere tali. Tanto è vero che la stessa Unipol ha motivato la crescita nel capitale di Sondrio con l’obiettivo di “consolidare la partnership industriale e societaria” nel settore della bancassicurazione e di “aumentare la stabilità dell’assetto azionario” della banca per stimolarla “secondo le migliori practice di mercato”.

Insomma, la possibile fusione dei due istituti non sembra all’ordine del giorno per il gruppo assicurativo. In questo modo, Cimbri – rimanendo anche sotto quota il 20% come quote nelle banche – evita pure la vigilanza della Bce. A Francoforte, secondo le indiscrezioni di Start Magazine, si osserva con scarso entusiasmo che Unipol stia diventando di fatto anche una capogruppo bancaria senza però essere vigilata dalla Banca centrale europea.

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