Economia

Che cosa combinerà Bper dopo l’aumento di capitale?

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L’aumento di capitale da 802 milioni di euro di Bper si è concluso con successo. E ora quali saranno le prossime mosse della banca? Fatti, numeri, commenti e scenari

 

L’aumento di capitale da 802 milioni di euro di Bper si è concluso con successo: è stato infatti sottoscritto il 99,21% delle nuove azioni, per un ammontare pari a circa 795,9 milioni di euro. Nella seduta di Borsa odierna e in quella del 28 ottobre sarà offerto l’intero quantitativo dei diritti inoptati.

A COSA SERVIRA’ LA RICAPITALIZZAZIONE

La ricapitalizzazione servirà a rilevare un ramo d’azienda costituito da 532 filiali di Ubi Banca, che Intesa Sanpaolo deve cedere su richiesta dell’Antitrust. Tramite questa operazione entreranno nel bilancio di Bper 26 miliardi di prestiti, 29 miliardi di depositi e 31 miliardi di raccolta indiretta. L’utile netto consolidato stimato dalla Combined Entity (Gruppo Bper inclusivo del ramo d’azienda) al 2021 è atteso a circa 350 milioni di euro. Inoltre, la significativa crescita dimensionale, come sottolineato dall’agenzia di rating Fitch, dovrebbe contribuire a sostenere la redditività del gruppo Bper nei prossimi anni.

IL PARERE DEGLI ANALISTI

Mediobanca Securities, che ha riavviato la copertura su Bper con rating neutral e target price a 1,5 euro per azione, ritiene che l’acquisizione delle 532 filiali sia una mossa strategica per crescere dal punto di vista dimensionale (+50% la base clienti) e migliorare il profilo di rischio. Gli analisti si aspettano che il Rote di Bper si attesti al 3,6% e al 4,6% nel 2021-2022, l’1,4% al di sopra dei competitor (Banco Bpm, Creval, Banca Popolare di Sondrio e Credem), mentre il Cet1 a circa il 13% nel 2021-2023.

IL BUFFER DI CAPITALE

Mediobanca Securities pone poi l’accento sul solido buffer di capitale di Bper che potrebbe potenzialmente finanziare il taglio dei costi, una pulizia di bilancio e una crescita inorganica. La preferenza degli esperti, una volta completa l’integrazione delle 532 filiali, è per acquisizioni bolt-on che possano accrescere l’Eps di Bper con un basso rischio di esecuzione rispetto a deal ‘transformational’.

IL REPORT DI MEDIOBANCA

Gli analisti di Mediobanca Securities pensano che Bper preferirà muoversi su tre fronti: primo, tagliare i costi (-30 punti base di Cet1) tramite la chiusura di filiali e i prepensionamenti per aumentare il Rote di 130 punti base. Secondo, migliorare il ratio Npe (-20/30 punti base di Cet1) e terzo crescere in modo inorganico: non è chiaro se l’appetito di Bper per l’M&A porterà ad acquisizioni bolt-on o a deal ‘transformational’. In merito all’ultimo punto, Mediobanca Securities ha effettuato due simulazioni. La prima è l’acquisizione di Banca Popolare di Sondrio da parte di Bper che potrebbe tradursi in un deal con un Roi superiore al 20%, neutrale sul fronte del Cet1 e accrescitivo del 20% sull’utile per azione. La seconda è una fusione con Banco Bpm che vedrebbe un Roi a circa il 18%, un +4% dell’Eps al 2022 e nessun impatto sul Cet1.

LE PROSSIME MOSSE DI BPER

Qualche indicazione sulle prossime mosse di Bper potrebbe arrivare in occasione della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2020 che il Cda approverà il 4 novembre. Banca Akros in occasione dei conti si aspetta nei tre mesi un utile netto pari a 50 milioni di euro e ricavi a quota 632 milioni di euro. Gli analisti, in attesa dei dati, hanno alzato il rating di Bper ad accumulate da neutral (prezzo obiettivo a 1,5 euro) alla luce del successo dell’aumento di capitale e della debole performance del titolo in Borsa. Il titolo Bper, che ha chiuso la seduta del 26 ottobre a 1,19 euro, a metà febbraio valeva 3,14 euro.

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