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Tutti i perché sull’impennata del Bitcoin (non solo Libra di Facebook)

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Fatti, numeri, confronti e previsioni sul Bitcoin, la moneta digitale più famosa

Il Bitcoin, la più famosa moneta digitale, torna a fare capolino sulle cronache dei giornali. Perché? Perché il suo valore è tornato sopra la soglia di 9 mila dollari, un livello che non vedeva dal maggio del 2018.

E c’è chi scommette in un nuovo boom, in vista del dimezzamento della produzione della moneta digitale entro il prossimo anno.

IL VALORE DEL BITCOIN

Il valore del Bitcoin, secondo la piattaforma Coindesk, è cresciuto del 225 % negli ultimi 30 giorni, toccando la soglia di 9.385 dollari.

ANCORA (TANTO) AL DI SOTTO DEL MASSIMO STORICO

Sebbene la crescita sia da record, è anche vero che la soglia raggiunta non è nemmeno la metà del massimo storico fatto registrare nel dicembre 2017, a 19.511 dollari. A fine 2016 e nel 2018, la criptovaluta ha intrapreso una lunga discesa, arrivando anche sotto i 3mila dollari, a dicembre 2018.

NELL’ANNO UNA CRESCITA COSTANTE

Il 2019, invece, è stato decisamente positivo: la moneta digitale, infatti, ha registrato una crescita costante, portandosi oltre quota 7mila dollari, per un più 100%.

TUTTO GRAZIE A FACEBOOK?

Ma cosa ha provocato il boom degli ultimi giorni? Secondo gli analisti l’impennata può essere dovuta all’aumento delle indiscrezioni sulla criptovaluta a cui sta lavorando Facebook e che domani dovrebbe essere presentata ai mercati (dove però sarà lanciata a partire dal 2020).

UNA QUESTIONE TECNICA

L’incremento dei prezzi, però, dicevamo, è stato constante. E le ragioni più profonde di questa crescita potrebbero essere tecniche.“Raggiunta quota 3mila non erano praticamente rimasti più venditori sul mercato. Il mercato delle criptovalute funziona un po’ a pump and dump, cioè con crescite paraboliche e poi crolli per poi trovare una nuova base di supporto da cui ricominciare il ciclo. E sembrerebbe proprio che i 3.000 abbiano fornito un supporto per avviare una fase rialzista”, spiega Piermattia Menon, analista dell’ufficio studi e ricerche di Consultique, a L’Economia del Corriere della Sera.

C’E’ CHI SCOMMETTE SU UN FUTURO PIU’ ROSEO

E i rialzi ed i boom potrebbero essere una notizia consueta nei prossimi anni. Secondo Christian Miccoli, Ceo e co-founder di Conio, con l’avvicinarsi di un nuovo “Halving”, il prezzo del bitcoin potrebbe toccare i 400.000 dollari.

IL DIMEZZAMENTO DELLA PRODUZIONE

A testimonianza di quanto riporta Miccoli, ci sarebbe la storia della moneta. Per Halving si intende il dimezzamento della produzione della moneta.

In occasione del primo dimezzamento, infatti, il Bitcoin è cresciuto da un minimo di 10 dollari a quota 1.000, per poi sgonfiarsi fino a 200 dollari, come racconta il Corriere della Sera.

Per il secondo dimezzamento, tra il 2015 e il 2017, la criptovaluta è cresciuta fino a quasi 20.000 dollari.

“Ora, con l’arrivo del nuovo Halving, previsto a giugno 2020, che dimezzerà la generazione di nuovi Bitcoin, passando dagli attuali 12,5 ogni 10 minuti per singolo blocco ai 6,25 previsti, è possibile che come avvenuto in precedenza si assisterà a una nuova fase di importante crescita dei prezzi e ad un’espansione dei volumi delle transazioni. E se il rialzo manterrà le stesse proporzioni viste nei precedenti Halving, allora potremmo davvero ritrovarci con un Bitcoin molto vicino a 400.000 dollari”, ha detto Miccoli.

SEGUIRA’ NUOVO CRASH?

Se il rally dovesse ripetersi, come scrive Aaron Brown su Bloomberg, potrebbe essere seguito da un nuovo crash, proprio come è stato in passato. Nemmeno il fatto che il quadro normativo sia chiarito elimina il rischio di una bolla (proprio come accaduto in passato per l’oro).

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