Il gruppo bancario Bff Bank non è riuscito a fare prezzo sulla Borsa Italiana, con un ribasso di circa il 30 per cento, dopo aver ridotto significativamente gli obiettivi economici per il 2026 e sostituito l’amministratore delegato: Massimiliano Belingheri si è infatti dimesso (ma resterà consigliere non esecutivo) e al suo posto è stato nominato Giuseppe Sica, già direttore finanziario.
IL FACTORING
Bff Bank è specializzata nel factoring, ovvero l’acquisto dei crediti vantati dalle imprese verso la pubblica amministrazione (ma non solo), anticipando i pagamenti e incassando poi il credito una volta che viene saldato.
Come scrive Teleborsa, Bff ha avviato delle azioni di de-risking sul suo portafoglio factoring, decidendo cioè di ridurne il rischio in vista di una possibile cartolarizzazione: si chiama così la trasformazione dei crediti in titoli a vendere agli investitori. Il de-risking ha comportato un accantonamento straordinario – una somma che la banca “mette da parte” per coprirsi in caso di incassi mancati nel futuro, semplificando – di circa 95 milioni di euro per il 2025.
La società ha anche effettuato un restatement per 14 milioni di euro del patrimonio del 2024 a causa di alcuni errori di contabilizzazione degli incassi sempre nel factoring.
LE NUOVE PREVISIONI SUI RISULTATI ECONOMICI
Nel 2024 Bff ha registrato un utile netto rettificato di 143 milioni di euro. Nel primo semestre del 2025, invece, ha riportato un utile netto rettificato di 75,3 milioni (rispetto ai 71 milioni di un anno prima) e ricavi totali rettificati per 347,7 milioni (-13 per cento su base annua). I costi del funding sono ammontati a 149,2 milioni (-26 per cento su base annua), mentre i costi operativi totali rettificati sono stati di 94,7 milioni (contro i 91,3 milioni della prima metà del 2024).
Per l’intero anno di esercizio 2025 Bff prevede un utile netto rettificato di circa 150 milioni (+5 per cento su base annua) e un utile netto contabile di 70 milioni.
Ad aver innervosito i mercati, però, sono state le nuove previsioni economiche per il 2026 approvate dal consiglio di amministrazione, più prudenti di quelle iniziali: l’utile netto rettificato passa infatti da 240 a 160 milioni, l’utile per azione da 0,8 euro a 1,3 euro, il return on tangible equity (Rote) da oltre il 40 per cento al 24 per cento. Il rapporto tra costi e ricavi sarà inferiore al 50 per cento, anziché sotto il 40 per cento.
Il nuovo piano strategico verrà presentato nella seconda metà del 2026.
COME CAMBIA IL VERTICE DI BFF BANK
Al di là del budget più conservativo per il 2026, Bff ha anche fatto sapere che Massimiliano Belingheri ha rimesso le deleghe da amministratore delegato (ma rimarrà nel consiglio di amministrazione come consigliere non esecutivo). Al suo posto è stato nominato Giuseppe Sica, che avrà la carica di direttore generale con tutte le deleghe precedentemente esercitate da Belingheri.
Sica è entrato in Bff nel mese di febbraio 2025 come direttore finanziario. Prima ha lavorato in Morgan Stanley come consulente per Bff “nei momenti chiave della sua crescita”, si legge nel comunicato: ovvero “nel passaggio di proprietà dal fondo Apax Partners a Centerbridge Partners nel 2015, nell’acquisizione strategica in Polonia nel 2016, fino alla quotazione della società al mercato telematico azionario di Borsa Italiana nel 2017”.
CHI SONO GLI AZIONISTI DI BFF
Massimiliano Belingheri e le sue persone strettamente legate detengono, direttamente o indirettamente, 11,4 milioni di azioni di Bff, pari a circa il 6 per cento del capitale sociale.
Dal sito della Consob, aggiornato al 19 giugno 2025, risulta che The Bali Trust (ovvero la famiglia Belingheri) ha il 4,8 per cento di Bff e la società di investimento statunitense Artisan Partners il 5 per cento.




