Economia

Che cosa farà la Bce per salvare gli Stati dalla pandemia economica da Coronavirus

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Tutti i dettagli sulle decisioni della riunione straordinaria il consiglio direttivo della Bce. ll nuovo QE – ribattezzato “Pandemic Emergency Purchase Programme” – condurrà acquisti di titoli pubblici secondo i livelli nazionali già definiti, le cosiddette “capital key”, ma in maniera flessibile. Fatti, annunci e primi commenti

Al termine di una riunione straordinaria il consiglio direttivo della Bce ha deciso di lanciare un nuovo programma straordinario di acquisti da 750 miliardi per contrastare gli effetti economici dell’epidemia di Coronavirus.

Il Consiglio prevede di acquistare titoli del settore pubblico e privato, gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020 e includeranno tutte le categorie di titoli incluse nell’attuale programma di acquisti.

ll nuovo QE – ribattezzato ‘Pandemic Emergency Purchase Programme’ – condurrà acquisti di titoli pubblici secondo i livelli nazionali già definiti, le cosiddette ‘capital key’, ma in maniera flessibile, così da permettere variazioni nella distribuzione del flusso di acquisti nel tempo, sia per quanto riguarda i tipi di asset che i paesi oggetto degli interventi.

Gli interventi saranno terminati alla fine della fase di emergenza legata al coronavirus ma in ogni caso non prima della fine dell’anno.

La BCE spiega anche come sia stato allargato il range dei titoli del settore corporate acquistabili nel quadro del nuovo PEPP.

Il Consiglio direttivo della BCE ribadisce il proprio “impegno a svolgere il proprio ruolo nel supportare tutti i cittadini dell’area dell’euro in questo periodo estremamente impegnativo.

A tal fine, la BCE garantirà che tutti i settori dell’economia possano beneficiare di condizioni di finanziamento di sostegno che consentano loro di assorbire questo shock. Questo vale anche per famiglie, aziende, banche e governi”. Il consiglio direttivo – si sottolinea – “farà tutto il necessario nel quadro del suo mandato” e si dice “pienamente preparato ad aumentare le dimensioni dei suoi programmi di acquisto di asset e ad adeguarne la composizione, per quanto necessario e per tutto il tempo necessario”.

Non viene neppure esclusa l’ipotesi che – laddove “alcuni limiti autoimposti possano ostacolare le azioni che la BCE è tenuta ad adottare per adempiere al proprio mandato” – il Consiglio direttivo possa “rivederli nella misura necessaria a rendere la sua azione proporzionata ai rischi che affrontiamo. La BCE non tollererà alcun rischio per la regolare trasmissione della sua politica monetaria in tutte le giurisdizioni dell’area dell’euro” conclude la nota dell’Eurotower.

Giovedì scorso Lagarde aveva detto che”non è compito della Bce ridurre gli spread”.

IL TWEET DI LAGARDE

IL TWEET DEL PREMIER CONTE

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