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Bce

La Bce sarà sempre follemente aggressiva?

"Prevediamo che la Bce aumenterà di 50 punti base a febbraio e marzo e concluderà il ciclo di rialzi al 3,5% nel secondo trimestre". L'analisi di Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments

Un sentore di primavera circonda le prospettive economiche dell’area euro, abbiamo così nettamente rivisto le nostre aspettative di crescita per il 2023 allo 0,7% (dallo 0,2%), ben al di sopra della previsione di consenso dello 0,0%.

Il PMI Flash Composite di gennaio (pari a 50,2) indica una crescita non negativa per la prima volta da giugno 2022 e diversi indicatori (Sentix, ZEW) sono migliorati significativamente, suggerendo che la produzione non diminuirà nel primo trimestre.

I PREZZI DELL’ENERGIA E LA SITUAZIONE IN CINA

Riteniamo che questo miglioramento del sentiment sia ben fondato. Le preoccupazioni per l’interruzione dell’energia sono quasi diventate un rischio di coda poiché le scorte di gas sono ben consolidate (fino all’80% circa). Ciò ha contribuito a un forte calo dei prezzi dell’energia e ci ha indotto a rivedere le nostre prospettive di inflazione per il 2023 al 5,5% (dal 6,0%). Nel secondo trimestre prevediamo un calo più marcato dell’inflazione, che impatterà meno sui redditi reali.

Vediamo poi anche un rimbalzo dell’economia cinese. Inoltre, la criticità dei colli di bottiglia ha già perso un po’ del suo peso e si attenuerà ulteriormente. Il PMI è migliorato a un livello solo leggermente inferiore al gennaio del 2020, poco prima della pandemia. Con il mercato del lavoro forte, la fiducia dei consumatori ed i consumi reali dovrebbero migliorare più fortemente di quanto attualmente previsto.

Detto questo, l’attività non andrà alle stelle. I tassi di crescita trimestrali non dovrebbero superare il potenziale (0,3% su base trimestrale) poiché l’inasprimento monetario si fa sentire (ad esempio, i prestiti alle famiglie sono scesi al 3,8% anno su anno a dicembre, dal 4,1% anno su anno). Tuttavia, riteniamo che sia giunto il momento di passare da uno scenario dominato dalla recessione e dal rischio di ribasso ad un contesto di crescita.

LA BCE SI CONFERMERÀ AGGRESSIVA

Riteniamo che la BCE darà seguito al discorso da falco della riunione di dicembre e alzerà il tasso di deposito di 50 punti base a febbraio e marzo, seguito da ulteriori aumenti fino ad un picco del 3,5% nel secondo trimestre.

L’inflazione rimane ancora troppo elevata, l’inflazione core non è destinata a recedere in modo duraturo nel 2023, le aspettative di inflazione sono ancora al di sopra dell’obiettivo e le “colombe” nel Consiglio direttivo accetteranno probabilmente aumenti in un territorio ben restrittivo in cambio di un approccio più accomodante al Quantitative Tightening.

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