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Bayer chiuderà una volta per tutte la grana Roundup?

Per mettere la parola fine alle cause avviate e a quelle potenziali future relative ai casi di cancro imputati all'uso del suo diserbante Roundup a base di glifosato, Bayer propone un accordo da 7,25 miliardi di dollari, ma potrebbe non essere sufficiente. Tutti i dettagli

 

Una maxi–transazione da 7,25 miliardi di dollari, accantonamenti complessivi saliti a 11,8 miliardi di euro e un ricorso pendente davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti: con queste mosse Bayer punta a chiudere una delle più ampie e costose controversie legali della sua storia, legata alle accuse secondo cui il diserbante Roundup a base di glifosato avrebbe provocato migliaia di casi di linfoma non-Hodgkin negli Stati Uniti.

PROPOSTA DI ACCORDO E NUOVI ACCANTONAMENTI

Come riporta Bloomberg, la proposta di Bayer di transazione collettiva da 7,25 miliardi di dollari, depositata presso un tribunale statale del Missouri, punta a risolvere sia le cause già avviate sia le potenziali richieste future legate a Roundup. L’intesa necessita, tuttavia, dell’approvazione di un tribunale statunitense e dell’adesione di un numero minimo di ricorrenti.

Contestualmente, il gigante tedesco ha annunciato un accantonamento aggiuntivo di 4 miliardi di euro, portando il totale delle somme destinate a coprire costi e passività legali a 11,8 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 7,8 miliardi. La società prevede esborsi per circa 5 miliardi di euro nel 2026 e ha avvertito che l’operazione comporterà un “flusso di cassa libero negativo per quest’anno”. Per finanziare i pagamenti, il gruppo ha ottenuto una linea di credito bancaria da 8 miliardi di dollari, precisando che non sarà necessario un aumento di capitale.

CAUSE IN CORSO E RISARCIMENTI

Bayer deve ancora affrontare tra le 65.000 e le 67.000 richieste pendenti nei tribunali statali e federali statunitensi. I querelanti sostengono infatti di aver sviluppato il linfoma non-Hodgkin o altre forme di cancro dopo l’esposizione al glifosato contenuto nel diserbante.

Secondo i termini dell’accordo proposto, i risarcimenti saranno determinati attraverso un sistema a livelli che terrà conto dell’esposizione, dell’età alla diagnosi e del tipo di tumore. Gli importi individuali potrebbero arrivare fino a 198.000 dollari o più. I potenziali ricorrenti avranno la possibilità di aderire o di rinunciare e proseguire l’azione in tribunale, mentre l’azienda potrà ritirarsi dall’intesa se il numero di esclusioni sarà eccessivo.

Parallelamente, Bayer ha raggiunto accordi separati per almeno 3 miliardi di dollari relativi a casi già esistenti, inclusa una condanna da 2,1 miliardi di dollari pronunciata da una giuria della Georgia. In precedenza, il gruppo aveva già pagato oltre 10 miliardi di dollari per chiudere la maggior parte delle cause pendenti fino al 2020, senza però coprire quelle future.

IL RICORSO ALLA CORTE SUPREMA

La nuova iniziativa si affianca al procedimento davanti alla Corte Suprema, che lo scorso mese ha accettato di esaminare il ricorso di Bayer per un verdetto da 1,25 milioni di dollari emesso in Missouri contro la controllata Monsanto. L’azienda, spiega Bloomberg, sostiene che le azioni per omessa avvertenza promosse in base al diritto statale siano precluse dalla normativa federale, dal momento che la Environmental Protection Agency non richiede un avviso sul rischio di cancro per il prodotto.

“L’accordo collettivo proposto, insieme al procedimento davanti alla Corte Suprema, offre un percorso essenziale per uscire dall’incertezza del contenzioso”, ha dichiarato l’amministratore delegato Bill Anderson. La società ha definito l’accordo e il caso davanti alla Corte come “elementi indipendentemente necessari e reciprocamente rafforzativi” nella gestione del contenzioso.

LA REAZIONE DELLA BORSA

Dopo le indiscrezioni riportate da Bloomberg su un accordo imminente, il titolo Bayer è salito fino all’8% in una seduta, dopo precedenti oscillazioni che avevano visto un rialzo del 7,4% seguito da un calo del 7,1%. Negli ultimi dodici mesi, precisa il Financial Times, le azioni hanno più che raddoppiato il loro valore, raggiungendo i livelli più alti da oltre tre anni.

Bayer ha indicato che la dilazione dei pagamenti su un arco di 21 anni dovrebbe garantire “maggiore certezza e controllo sui costi legali relativi ai casi attuali e ai potenziali ricorrenti futuri”. Il gruppo pubblicherà i risultati annuali 2025 il 4 marzo, una settimana più tardi rispetto a quanto inizialmente previsto.

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