Economia

Banco Bpm, Ubi, Unicredit, Intesa Sanpaolo. Chi e perché soffre di più per lo spread

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Sono Banco Bpm, Ubi, Intesa Sanpaolo e Unicredit le banche che più soffono per lo spread che sale.

E’ una delle conclusioni alla quale giunge un report di Citi dello scorso fine settimana che ha fatto il punto sull’impatto dello spread per gli istituti di credito che dipende dalla quantità dei titoli di Stato nei portafogli delle banche.

IL REPORT DI CITI SULLE BANCHE ITALIANE

Gli analisti hanno calcolato che per ogni rialzo medio dello 0,5% (50 punti base) dello spread, il differenziale fra il rendimento dei Btp a 10 anni e dei Bund tedeschi, il Cet 1 ratio Fully loaded delle banche (i titoli considerati sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bper, Mediobanca e Banco Bpm) perde nel complesso 19 punti base. I calcoli di Citi sono stati fatti in base ai bilanci presentati al 30 giugno.

L’ANDAMENTO

Il 26 aprile scorso lo spread era a quota 115,5, il 29 maggio si è impennato fino a 303 per poi scendere a luglio ad una media di 250 con diverse fiammate a 280 e il 2 ottobre toccare il massimo di 301,1.

I MOTIVI DELLA GIORNATA DI PASSIONE IN BORSA PER LE BANCHE CON LO SPREAD

Chiusura in deciso calo a Piazza Affari, al termine di una giornata che si era gia’ aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un -2,43% a quota 19.851 punti, mentre l’Ftse Italia All Share cede il 2,47% a 21.901 punti. In ribasso anche l’Ftse Star, che lascia sul terreno il 3,01% a quota 34.956 punti. Milano, la peggiore in Europa, sconta una seduta contrastata e nervosa vissuta ancora una volta sull’andamento del differenziale fra i titoli italiani e tedeschi che ha toccato nuovi massimi sfondando quota 300 punti. Penalizzato il settore bancario con vendite generalizzate. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude infatti a quota 306 punti, con il rendimento del decennale al 3,60%.

CHI PERDE DI PIU’ TRA LE BANCHE A PIAZZA AFFARI

Sul listino milanese sono crollate le banche, secondo il Credit Suisse a rischio di aumento di capitale se lo spread arriva a 400. Nel corso della giornata – alle ore 15 – Carige sprofonda dell’8,5%, Banco Bpm cede il 5,6%, Mediobanca il 5%, Mps il 4,8%, Ubi il 4,7% e Unicredit il 4,6%. Male i titoli dell’auto con Pirelli, Brembo (entrambe -3,6%) ed Fca (-3,2%).

Penalizzato il settore bancario con vendite generalizzate alla fine della giornata. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude infatti a quota 306 punti, con il rendimento del decennale al 3,60%. Fra i titoli del listino milanese, con il segno positivo fra i maggiori rialzi la sola Recordati che guadagna circa mezzo punto. Fra i segni meno, invece, in calo Banco Bpm che cede 6,4 punti, ma in ribasso anche Ubi Banca, Finecobank, Moncler e Mediobanca.

QUANTI TITOLI HANNO INTESA, UNICREDIT, BANCO BPM, UBI E BPER

L’esposizione complessiva delle banche nei titoli di stato italiani era, al 30 giugno scorso, di 167,2 miliardi di euro, con una riduzione di 17,5 miliardi al 30 giugno rispetto all’anno precedente, ovvero un calo del 9%. Intesa ha ceduto, anno su anno, secondo i conti di Citi, l’11% del portafoglio Btp pari a 9,3 miliardi, Banco Bpm ha venduto 7,1 miliardi pari al 27% dei titoli in portafoglio, Ubi ha ceduto 2 miliardi, ovvero il 17% (e poi in estate è scesa ancora), Mediobanca ha ceduto 0,6 miliardi, pari al 19,5 del peso dei Btp in pancia, mentre Unicredit ha aumentato l’esposizione di 1,4 miliardi, ovvero il 3% in più del totale detenuto dalla banca.

IL PESO MAGGIORE DELLO SPREAD PER BANCO BPM, UBI, BPER, INTESA SANPAOLO E UNICREDIT

“Il peso maggiore è su Banco Bpm, che per ogni 50 punti di spread in più vede calare il Cet 1 di 33 punti base, sono 28 punti in meno per Ubi (che non a caso ha venduto di recente il 30% dei Btp, come ha raccontato due giorni fa il consigliere delegato Victor Massiah), Unicredit  ha un impatto di 18 punti base in meno, lo stesso dicasi per Intesa Sanpaolo  (il caso di maggior deleveraging in Italia, ha tagliato da 65 a 28,4 miliardi di euro i titoli di Stato dal 2013 al secondo trimestre di quest’anno), -13 punti per Bper  e solo 4 punti in meno nel caso di Mediobanca”, è la sintesi di Mf.

ECCO I RISULTATI DEL REPORT DI MORGAN STANLEY

Simili le conclusioni di un report di Morgan Stanley. La fiammata dei rendimenti sui titoli di Stato italiani sta avendo un impatto erosivo sul capitale dei gruppi bancari da 1 a 14 punti base, con effetti più pesanti su quelli che detengono la maggiore quantità di Btp e hanno un Cet 1 ratio più debole. Ovvero, secondo Morgan Stanley: Banco Bpm, Ubi e Mps, La banca d’affari americana, comunque, salva due tue titoli: Morgan Stanley è overweight su Mediobanca e Unicredit. Mentre su Intesa Sanpaolo esprime un giudizio equal weight nonostante il gruppo guidato dal ceo, Carlo Messina, “continui a offrire un potenziale di rialzo attraente grazie a un bilancio forte e alla promessa di pagare dividendi in contanti per i prossimi tre anni”. Tuttavia Intesa Sanpaolo deve confrontarsi in Europa oggi con banche con caratteristiche simili ma che si trovano in Paesi più solidi economicamente e più stabili sul fronte politico. (qui l’articolo completo sul report di Morgan Stanley)

 

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