Economia

Banco Bpm, ecco perché Castagna preferisce Fonspa-Elliott a DoBank-Fortress sugli Npl

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Tutti i dettagli sull’operazione con cui Banco Bpm ha ceduto uno stock di crediti deteriorati a Credito Fondiario (Fonspa) ed Elliott. Numeri, commenti e analisi

 

Banco Bpm sceglie Credito Fondiario e il suo azionista Elliott per l’ultima cessione massiva di crediti deteriorati. Sul piatto c’è un portafoglio da 7,8 miliardi di euro (che può scendere a 7 miliardi) e la piattaforma di gestione.  Ecco tutti i dettagli dell’operazione tra numeri, commenti, analisi e scenari.

COME E PERCHE’ BANCO BPM HA PREFERITO ELLIOTT E CREDITO FONDIARIO

Ieri il consiglio di amministrazione dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha accettato l’offerta della cordata composta dall’istituto romano e dal fondo americano che ha così surclassato gli altri due concorrenti, cioè la cordata DoBank -Fortress-Illimity e quella Christofferson Robb & Company-Davidson Kempner-Prelios.

CHE COSA FARANNO CREDITO FONDIARIO ED ELLIOTT

Credito Fondiario, per finanziare l’ operazione di partnership con Banco Bpm sugli Npl e procedere con l’esecuzione delle attività previste dal piano industriale “completerà un ulteriore, significativo rafforzamento patrimoniale, garantito dal socio Elliott, con il supporto degli altri azionisti della banca e del top management”, si legge in una nota dopo l’accordo secondo cui Credito Fondiario acquisterà una quota del 70% della piattaforma di servicing Npl e Banco BPM manterrà una partecipazione pari al 30%.

ECCO COME SI MUOVERA’ LA SOCIETA’ DI BANCO BPM E FONSPA

Questa società gestirà come servicer il portafoglio acquisito da Elliott, lo stock residuo degli NPL di Banco BPM e, nei prossimi 10 anni, l’80% dei nuovi flussi di crediti deteriorati, rafforzando così significativamente la posizione di Credito Fondiario quale leader in Italia nel settore del credit management.

IL COMMENTO DEL CREDITO FONDIARIO

“Con questa operazione, Credito Fondiario rafforza a tutti gli effetti la sua posizione di leadership nel settore. Questa partnership si inquadra nella strategia di Credito Fondiario di posizionarsi al fianco di primarie banche italiane quale debt purchaser e debt servicer di riferimento”, ha commentato Iacopo De Francisco, Direttore Generale di Credito Fondiario. “Siamo onorati di poter lavorare a fianco di Banco BPM e ci impegneremo a migliorare ulteriormente i nostri standard di servizio e le nostre performance. Il servicing è la nostra linea di business primaria: impegno e investimenti saranno profusi in formazione e rinnovamento di strumenti e sistemi a disposizione della piattaforma di gestione NPL di Banco BPM, affinché insieme ai nuovi colleghi si possa contribuire a consolidare un’eccellenza del mercato”.

ECCO TUTTI I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

Il corrispettivo finale del portafoglio” da 7,8 miliardi di euro di sofferenze che Banco Bpm smaltirà in partnership con Credito Fondiario (Cf) ed Elliot “sarò determinato sulla base della dimensione definitiva del portafoglio, dell’accesso allo schema Gacs e del riscontro che sarà fornito dalle agenzie di rating in relazione all’ammontare massimo di titoli senior con un rating Investment Grade”, comunica in una nota per la stampa Banco Bpm.

I PERCHE’ SECONDO BANCO BPM

“L’offerta vincolante – viene spiegato dalla banca guidata da Castagna – prevede un corrispettivo minimo a copertura dei diversi scenari. Banco Bpm, Elliott e Cf coopereranno e porranno in essere quanto necessario con l’obiettivo comune di incrementare il livello di titoli senior e, quindi, il corrispettivo di cessione”. L’accordo prevede “la creazione di una piattaforma per il recupero di Npl in partnership con Cf, un servicer specializzato con licenza bancaria, avente le seguenti caratteristiche: 70% della nuova piattaforma detenuto da Cf e 30% da Banco Bpm; gestione del portafoglio ceduto nel contesto dell’operazione di cartolarizzazione e un contratto di durata decennale per il servicing dell’80% dei nuovi flussi di sofferenze generate dalla Banca”. Banco Bom, “avvierà il confronto” con i sindacati per “assicurare il pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali”.

L’ANALISI DI MILANO FINANZA

Molti fattori avrebbero giocato a favore di Fonspa, a partire dalla forchetta di prezzo che prevederebbe un floor al 21% del nominale (livello su cui ci sarebbe di fatto un backstop) e un prezzo massimo prossimo al 25%. Il valore finale dipenderà della dimensione definitiva del portafoglio, dall’applicazione della garanzia pubblica alla cartolarizzazione (prima operazione di questo genere seguita da Fonspa) e dal riscontro delle agenzie di rating, ha scritto Luca Gualtieri di Mf/Milano Finanza: “Non c’è dubbio comunque che il prezzo sia generoso. Il premio offerto rispetto ai concorrenti sarebbe del resto legato alla volontà di Fonspa di crescere nel credito deteriorato”.

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