Economia

Banche, che cosa sta studiando il governo su Gacs, interessi passivi e Bail-in

di

banche italiane centrali

Gacs, interessi passivi e Bail-in. Sono alcuni dei dossier al vaglio del governo sulle banche che emergono dalle bozze dei documenti di finanza pubblica limati in queste ore fra Palazzo Chigi e Tesoro

C’è un dossier bancario nelle cartelline del governo sul Def. Secondo quanto emerge dalle bozze dei documenti che faranno parte della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il Tesoro con Palazzo Chigi ha al vaglio alcune ipotesi che riguardano il mondo creditizio.

Obiettivo? Non solo trovare risorse per le coperture finanziarie di alcune misure che comportano spese (come la revisione della legge Fornero e il reddito di cittadinanza) ma anche per andare incontro ad alcune richieste del sistema bancario e per dar corso a quanto da tempo sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle sul percorso dell’Unione bancaria europea.

BOZZE E INDISCREZIONI SULLE BANCHE

E’ dalla bozza del Pnr, il Programma nazionale di riforma, ossia uno dei documenti che fanno parte del Def, che arrivano alcune indicazioni su come il governo ha intenzione di affrontare il capitolo “bancario” (oltre a quello delle concessioni pubbliche di autostrade ed energia, come svelato ieri da Start Magazine in questo articolo).

CAMBIARE MARCIA IN EUROPA

L’Italia contribuirà fattivamente alla discussione in corso a livello europeo sul completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione del mercato dei capitali per rafforzare l’Unione monetaria europea, mettono per iscritto i tecnici del governo nella bozza in via di limatura, ma “rivedendo nel contempo alcune delle modalità stabilite negli anni passati”, si precisa nel testo in fieri, prefigurando quindi una cambiamento di impostazione e di approccio rispetto ai passati governi su questi temi.

GLI OBIETTIVI DEL GOVERNO

Obiettivo del governo giallo-verde? “Evitare l’introduzione di elementi di rigidità nella riduzione e condivisione dei rischi, conciliando la necessità di evitare l’azzardo morale connesso all’aspettative di bail-in con i rischi per la stabilità finanziaria”, si legge.

DOSSIER CREDITI

A livello nazionale, l’esecutivo punta in particolare alla “riduzione dei crediti deteriorati intrapresa dal sistema bancario italiano”. Nell’anno in corso è continuato il progressivo miglioramento della qualità del credito bancario. L’incidenza delle esposizioni deteriorate, al netto delle rettifiche di valore, sul complesso di prestiti, calata di circa 4 punti percentuali tra il picco del 2015 e la fine del 2017, si è ridotta ancora di circa un punto percentuale nel primo trimestre del 2018, attestandosi al 5,3%, attestano i tecnici del Mef.

DOSSIER GACS

Secondo il governo, come si evince dalle bozze del Pnr, si valuterà la possibilità di “introdurre una nuova normativa relativa alle Gacs (quella vigente verrà a scadenza nel marzo 2019), verificando anche la fattibilità tecnica dell’estensione alle cartolarizzazioni dei crediti classificati come inadempienze probabili”.

I RAPPORTI CON BRUXELLES

Non solo su questa materia sarà decisiva l’interlocuzione con la Commissione di Bruxelles che sta per iniziare, “al fine di concordare le caratteristiche del meccanismo, per evitare la qualificazione come misura di aiuto di Stato”.

IL CAPITOLO INTERESSI PASSIVI

Se queste direttrici sono condivise dalle banche italiane, meno apprezzato sono altri provvedimenti allo studio del governo.

Infatti, secondo le indiscrezioni circolate ieri, a concorrere alle coperture delle nuove spese ci sarà anche una stretta sugli istituti di credito. Nel mirino ci sarebbero la deducibilità degli interessi passivi, che scenderebbe dall’attuale 100% all’86%; lo spostamento su più anni della deducibilità delle maggiori svalutazioni previste dall’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 9 sulle cosiddette perdite “attese”; l’addio all’Aiuto alla crescita economica meglio noto come Ace.

IL COMMENTO DEL SOLE

Sulla deducibilità degli interessi passivi la stretta, almeno al momento, non sembrerebbe produrre particolari effetti negativi in quanto gli istituti di credito sono in larga misura in perdita, commenta il Sole 24 Ore: “Il discorso cambia, invece, sulla revisione delle modalità di applicazione per il primo anno del nuovo principio contabile Ifrs 9. Secondo questo principio le banche, nel primo anno della sua adozione, devono svalutare i crediti in bilancio secondo un nuovo modello cosiddetto delle “perdite attese” – aggiunge il quotidiano economico-finanziario – In base a questo principio l’importo della svalutazione crescono sensibilmente. Con la stretta in arrivo il Governo gialloverde punta a rendere deducibili queste “maggiori svalutazioni” non più in un anno ma negli anni successivi spalmandole su due o dieci anni o altrimenti posticipandole ulteriormente”.

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