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Balla lo Spread? Avanti con i Cir per i titoli di Stato. Il piano del governo con le banche

Puntare sul risparmio degli italiani per finanziare il debito pubblico, rendendo i titoli di Stato il più attraenti possibile per tutte le famiglie.

E’ l’obiettivo del governo che, in vista della chiusura del programma di acquisti della Bce e dello Spread all’insu, si sta attrezzando per introdurre in manovra nuovi strumenti di investimento per la clientela retail.

Sul tavolo ci sarebbe una versione rivista e corretta dei Pir, ancora una volta orientati alla crescita, e una novità assoluta, i conti individuali di risparmio (Cir).

L’idea dell’esecutivo, in particolare degli esponenti della Lega nell’esecutivo, è quella di detassare totalmente gli acquisti privati di Btp e di garantire in aggiunta anche un credito d’imposta al 3,5%.

Rispetto al sistema attuale di tassazione al 12,5% (già agevolato rispetto al prelievo del 26% sul capital gain) il guadagno sarebbe netto.

L’unica condizione sarebbe però quella di mantenere in portafoglio i titoli del debito pubblico fino alla loro scadenza naturale.

Il primo motore per avviare la macchina dei Cir è il premio fiscale. Oltre all’esenzione totale su rendimenti ed eventuali plusvalenze, l’ingresso sarà accompagnato da una deduzione che di fatto toglierà 690 euro (il 23% di 3mila) dall’imponibile, con uno sconto effettivo che quindi andrà da 158 a 296 euro a seconda del reddito complessivo, scrive il Sole 24 Ore: “Il Cir dovrebbe essere poi escluso dalle imposte di donazione e successione a patto di vincolare le somme per almeno 18 mesi, e sarà fuori dal raggio d’azione di pignoramenti e sequestri”.

I Cir sarebbero lo sviluppo dei piani individuali di risparmio (Pir) introdotti dall’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, come strumento di finanziamento per le Pmi e che finora hanno riscosso un buon successo, tanto da raggiungere in totale 18 miliardi di raccolta. Dal prossimo anno, il campo d’azione potrebbe allargarsi alle infrastrutture, per affiancare l’azione pubblica di rilancio degli investimenti.

Il “Pir infrastrutture” è la versione dei piani individuali di risparmio rivista e tagliata su misura dei piccolissimi investitori.

A ogni emissione di titoli di Stato, le banche potranno acquistarne una quota da destinare ai Cir, che saranno proposti ai risparmiatori.

Ognuno – è l’idea che circola nell’esecutivo – ne potrà sottoscrivere una quota da 3mila euro, ottenendo lo sconto fiscale e l’esenzione Irpef in cambio dell’impegno a mantenere l’investimento fino a scadenza del titolo.

Un programma del governo indicherà per ogni emissione le opere specifiche (scuole, strade, ferrovie, ponti eccetera) che saranno finanziate così: e nelle intenzioni un monitoraggio periodico informerà gli investitori sull’avanzamento dei lavori.

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