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Etanolo

Alcol, perché i distillatori italiani picchiano contro il Pakistan

Secondo Assodistil, l'associazione italiana dei distillatori, la concorrenza sleale dell'etanolo importato dal Pakistan sta danneggiando la filiera italiana. Tutti i dettagli.

Secondo Assodistil, l’associazione che rappresenta l’industria nazionale della distillazione, la concorrenza dell’etanolo proveniente dal Pakistan sta danneggiando le aziende italiane, con un danno stimato in 30 milioni di euro nel 2023.

L’etanolo – anche detto alcol etilico o alcol alimentare – è un composto che funge da base per le bevande alcoliche.

IL PROBLEMA DELL’ETANOLO PAKISTANO, SECONDO ASSODISTIL

Nel 2023, rispetto al 2021, l’Italia ha importato il 160 per cento in più di etanolo pakistano, nei confronti del quale non vengono applicati dazi.

A detta di Assodistil, si tratta di concorrenza sleale perché le condizioni di lavoro in Pakistan – che permettono al paese di vendere a prezzi molto bassi – non sarebbero accettabili sotto il punto di vista sociale e ambientale. L’associazione ha chiesto alla Commissione europea di rivedere il regime commerciale preferenziale applicato nei confronti del paese, che lo esenta dai dazi e che negli ultimi cinque anni lo ha trasformato nel fornitore preferito dei produttori europei.

“Siamo in attesa che Bruxelles ripristini immediatamente i dazi”, ha dichiarato Antonio Emaldi, presidente di Assodistil, “indispensabili per ristabilire la competitività dei produttori europei nei confronti di un paese che non rispetta le regole sul lavoro”.

COME VA LA PRODUZIONE DI ALCOLICI IN ITALIA

Nonostante le problematiche legate alla concorrenza dell’etanolo pakistano, nel 2023 la produzione italiana di alcoli e acquaviti è aumentata dell’1,5 per cento, a 104,6 milioni di litri. È diminuita invece sensibilmente la produzione di grappa IG, scesa a 8 milioni di litri, il 3,3 per cento in meno.

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