Economia

Che cosa farà (e cosa non farà) Assicurazioni Generali in Colombia, Panama e Germania

di

Generali mediobanca

Tutte le ultime novità fra Vecchio e Nuovo Continente per le Assicurazioni Generali. L’articolo di Luigi Pereira

Sommovimenti di azionisti in Italia, forse per preparare le difese in caso di attacco “straniero” al capitale di Assicurazioni Generali, novità sulla presenza del Leone in America e in Germania. Ecco tutti i dettagli sulle ultime che arrivano dal gruppo assicurativo con sede a Trieste a latere della crescita di soci italiani come Francesco Gaetano Caltagirone nell’azionariato del colosso guidato dall’ad, Philippe Donnett. Ma andiamo con ordine partendo dal Sud America e spostandoci poi nel Vecchio continente.

CHE COSA HA DECISO GENERALI A PANAMA E COLOMBIA

Generali ha completato la cessione delle proprie attività a Panama e in Colombia: le operazioni, annunciate nel corso del secondo semestre del 2017, hanno portato a un corrispettivo complessivo pari a circa 170 milioni. E’ quanto ha annunciato una nota del gruppo con sede a Trieste nella quale si ricorda che le attività di Panama sono state cedute a Assa Compaia de Seguros mentre la partecipazione in Colombia è stata venduta al gruppo Talanx. Assicurazioni Generali rimarrà comunque operativo in entrambi i Paesi tramite le sue Global Business Lines, ovvero Generali Employee Benefits, GeneraliGlobal Corporate & Commercial e Generali Global Health, nonche’ tramite le operazioni del gruppo Europ Assistance.

COME SI RICONFIGURA ALL’ESTERO IL LEONE

Non si arrestano dunque la riconfigurazione estera del gruppo assicurativo. Finora Generali ha ceduto, oltre a Colombia e Panama, le attività in Guatemala, Olanda (circa 143 milioni) e in Irlanda (286 milioni ancora da perfezionare), dove opera ancora la società Pan Europe: “Da queste dismissioni ha incassato circa 600 milioni. Mancano all’appello ancora cessioni per 400 milioni, visto che il piano originario prevedeva un incasso di almeno un miliardo”, ha scritto La Stampa.

TUTTE LE PROBABILI NOVITA’ IN GERMANIA

Novità sono in vista anche nel Vecchio Continente per il colosso delle polizze con sede a Trieste. Il gruppo, con oltre 70.000 dipendenti e 55.000 milioni di clienti in tutto il mondo, ha annunciato di voler rivedere la sua strategia in Germania, o meglio di allentare fortemente la sua presenza nel business Vita tradizionale di quel Paese. In Italia il quotidiano MF/Milano Finanza ha dato conto di uno degli scenari possibili: “Entro l’estate, come ha annunciato il ceo di Generali Deutschland e country manager per la Germania, Giovanni Liverani, all’Handelsblatt, la compagnia dovrebbe cedere il business vita tradizionale tedesco dopo aver ricevuto due offerte vincolanti per rilevare il portafoglio vita tedesco in capo alla controllata Generali Leben.

LE INDISCREZIONI FRA ITALIA E GERMANIA

Secondo le ultime indiscrezioni, le proposte sono arrivate da Athene Holding (controllata dal fondo Apollo Global Management) e da Viridium (gruppo assicurativo tedesco posseduto dal fondo Cinven)”. Poi successivamente lo stesso giornale ha attribuito allo country manager Liverani uno scenario lievemente diverso: “Potremmo decidere di cedere la maggioranza mantenendo però una piccola quota a garanzia della gestione dei contratti per i clienti e per le reti di vendita”.

CHE COSA SI DICE A BERLINO E DINTORNI

L’accoglienza della dipartita di Generali dalla Germania, sulla stampa tedesca, è stata caratterizzata da toni più drammatici. Il quotidiano finanziario Handelsblatt ha scritto per esempio che se il Leone dovesse davvero cedere le sue quattro milioni di polizze tedesche, il Paese si troverebbe di fronte al “più grande deal del genere nella sua storia” e soprattutto a “un test case per tutto il settore assicurativo”. Handelsblatt lega la vicenda direttamente a uno dei crucci maggiori degli assicuratori tedeschi: “In questo tempo, con i tassi di interessi a zero ormai da anni, gli assicuratori del settore Vita continuano a non centrare i propri obiettivi sui guadagni che hanno promesso o garantito ai detentori delle polizze. Ciò ha costretto gli assicuratori, nell’emissione di nuove polizze, ad abbandonare la pratica che consisteva nell’assicurare delle guadagni garantiti. Li ha spinti inoltre a liberarsi delle loro polizze più vecchie e meno convenienti, lasciandole a specialisti delle economie di scala” che si occupano di risolvere il problema. (QUI L’APPROFONDIMENTO DI START MAGAZINE)

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