Neom, l’enorme e futuristico progetto da 1500 miliardi di dollari ideato dal principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, si è rivelato troppo ambizioso. Così, dopo anni di ritardi e di sforamenti di budget, verrà ridimensionato “drasticamente”, secondo il Financial Times, e trasformato in qualcosa di diverso.
DA CITTÀ FUTURISTICA NEL DESERTO A HUB PER I CENTRI DATI
Stando alle fonti del quotidiano, il principe Mohammed vuole adesso realizzare qualcosa di “molto più piccolo” rispetto ai piani originari: The Line, per esempio – cioè la città lineare che rappresentava il cuore del progetto -, avrà delle dimensioni ridotte, mentre Neom stesso potrebbe diventare un hub per i centri dati.
La decisione di rivedere il progetto non è soltanto un’ammissione dell’errore di pianificazione iniziale, ma anche una necessità dettata dalla situazione dei conti pubblici. Dopo un decennio di grosse spese, infatti, la liquidità è limitata e i bassi prezzi del petrolio – da cui dipende il bilancio statale – non sono d’aiuto. Peraltro, Riad è chiamata a sostenere degli investimenti importanti per ospitare l’Expo 2030 e i Mondiali di calcio del 2034.
LA VERSIONE DI NEOM
In un comunicato di risposta all’articolo del Financial Times, Neom ha dichiarato di stare “valutando costantemente come suddividere in fasi e dare priorità alle [sue] iniziative, in modo che siano in linea con gli obiettivi nazionali e creino valore a lungo termine”.
“Essendo uno sviluppo destinato a durare per generazioni”, si legge, “Neom sta portando avanti progetti in linea con le priorità strategiche, la maturità del mercato e l’impatto economico sostenibile”.
TUTTI I PROGETTI CANCELLATI O RIVISTI
Il megaprogetto Neom è stato lanciato nel 2017, ma i lavori sono entrati in una fase di stallo a seguito delle dimissioni dell’amministratore delegato Nadhmi al-Nasr nel novembre del 2024. Il suo sostituto, Aiman al-Mudaifer, ha deciso di avviare una revisione completa delle varie iniziative.
The Line, come detto, è stata così trasformata in un progetto ben più modesto che potrebbe riutilizzare delle infrastrutture già esistenti: in origine, invece, era stata concepita come una città lunga 170 chilometri, dalla costa del mar Rosso fino alle aree montuose dell’entroterra. Anche il resort sciistico Trojena verrà ridimensionato e non ospiterà più i Giochi asiatici invernali del 2029, come previsto inizialmente.
FOCUS SUI DATA CENTER
Stando alla fonte del Financial Times, il “nuovo” Neom sarà maggiormente focalizzato sui settori industriali e punterà innanzitutto a diventare un polo per i centri dati. Per raggiungere l’intento, farà leva sulla sua posizione geografica: i data center hanno bisogno di acqua per i sistemi di raffrescamento e Neom, sorgendo sulla costa, potrà sfruttare l’acqua del mare.
Neom avrebbe da offrire anche terreni molto ampi e un elevato potenziale di generazione solare ed eolica, tanto che l’Arabia Saudita contava di sfruttare queste caratteristiche per diventare una grande produttrice di idrogeno verde, un combustibile pulito ricavato dall’elettricità rinnovabile e in grado di decarbonizzare l’industria pesante. In teoria, Neom dovrebbe produrre 600 tonnellate di idrogeno al giorno appoggiandosi su impianti rinnovabili da 4 gigawatt; nella pratica, però, il progetto è a rischio per mancanza di acquirenti.
LE PAROLE DI MOHAMMED BIN SALMAN
Le difficoltà di Neom sono state riconosciute dallo stesso Mohammed bin Salman che, lo scorso settembre, ha dichiarato al consiglio della Shura che “non esiteremo a cancellare o apportare modifiche radicali a qualsiasi programma o obiettivo qualora l’interesse pubblico lo richiedesse”.
Neom è di proprietà di Public Investment Fund (Pif), il fondo sovrano presieduto sempre da Mohammed bin Salman con 925 miliardi di dollari in gestione. Il Pif è l’ente attuatore di Vision 2030, il progetto per ridurre il peso del petrolio nell’economia saudita e stimolare la crescita dei settori dell’intrattenimento, dello sport, del turismo, dell’urbanistica e delle nuove tecnologie.



