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Mps, ecco perché l’Antitrust indaga su Widiba

Istruttoria dell’Antitrust in corso per Mps. Nell'occhio del ciclone la banca on line Widiba. L'articolo di Emanuela Rossi.

Istruttoria dell’Antitrust in corso per Montepaschi. La notizia emerge dalle risposte fornite ai soci da Rocca Salimbeni in vista dell’assemblea del 12 aprile. Sotto la lente dell’Authority guidata da Roberto Rustichelli è finita Widiba, la banca online di Mps che a maggio 2021 aveva inviato una lettera ai propri correntisti in cui annunciava una modifica unilaterale delle condizioni per aumentare i costi dal luglio successivo. Ancora in corso, poi, il procedimento relativo alla remunerazione del servizio SEDA (SEPA Electronic Database Alignment), il servizio opzionale aggiuntivo degli schemi di addebito diretto SDD: dopo Antitrust e Tar del Lazio, è ora al terzo e definitivo step presso il Consiglio di Stato.

BANCA WIDIBA

Tornando a Widiba, Montepaschi – rispondendo al quesito “vorrei conoscere se vi sono cause in corso con varie antitrust” – scrive: “Si segnala che in data 10 dicembre 2021 l’AGCM ha notificato a Banca Widiba l’apertura di un procedimento, ai sensi dell’art. 27 comma 3 del Codice del Consumo, per possibili profili di illiceità nelle pratiche commerciali con riguardo ad un intervento di modifica unilaterale delle condizioni, che ha interessato clienti possessori di conto corrente”. L’istituto di credito online, sottolinea Siena, ha “fornito gli approfondimenti richiesti” e ha “formulato le relative proposte di impegni”. Dunque Banca Widiba è “in attesa della decisione conclusiva da parte di AGCM” che a questo punto, visto anche il periodo trascorso, non dovrebbe tardare ad arrivare.

IL SERVIZIO SEDA

Nella stessa risposta Mps parla anche del procedimento relativo alla remunerazione del servizio SEDA, iniziato con provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 21 gennaio 2016 nei confronti dell’Abi. “Tale procedimento – scrive la Rocca – è stato poi esteso (con provvedimento del 13 aprile 2016) alle undici principali banche italiane, tra cui BMPS”. Secondo l’Autorità, riferisce ancora Montepaschi, “l’accordo interbancario per la remunerazione del servizio SEDA avrebbe costituito un’intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, in quanto implicante ‘l’assenza di ogni pressione concorrenziale’, con conseguente possibile aumento dei prezzi complessivi a carico delle imprese, suscettibili di essere trasferiti a valle ai consumatori”.

Il procedimento si è concluso con provvedimento dell’AGCM del 28 aprile 2017 con cui si è deliberato che le parti – compresa Mps – hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza (violando l’articolo 101 del TFUE), che le stesse dovessero porre fine al comportamento e che dovessero presentare una relazione in cui dar conto delle misure adottate per far cessare l’infrazione entro il 1° gennaio 2018. A causa della non gravità dell’infrazione, comunque, l’Antitrust ha deciso di non irrogare sanzioni.

Montepaschi è ricorsa al Tribunale amministrativo regionale che ha annullato il provvedimento (sentenza pubblicata il 1° luglio 2021) e l’AGCM in seguito ha impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato. Mps si è costituita nel giudizio di appello ed ora attende che venga fissata l’udienza.

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