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Tutti gli effetti su Anima e Arca con le nozze fra Banco Bpm e Bper

Banco Bpm

Prende sempre più quota l’ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Bper. Il punto della situazione con le ultime indiscrezioni, le dichiarazioni delle banche, i commenti degli analisti e gli scenari per Anima e Arca

 

Che cosa succede sul dossier Banco Bpm-Bper? Ecco fatti, numeri, indiscrezioni e analisi, con gli scenari su Anima e Arca.

CHE COSA HA SCRITTO REUTERS SU BANCO BPM E BPER

Banco Bpm e Bper, secondo Reuters, potrebbero fondersi nel primo semestre del 2021. L’ipotesi di aggregazione si è accesa con le parole di Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, principale azionista della banca emiliana con il 20% circa, secondo cui una fusione tra le due ex popolari sarebbe affascinante. Il Ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha subito accolto con piacere le dichiarazioni di Cimbri. L’amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli, non ha frenato sul fronte dell’M&A ma ha comunque detto che il gruppo al momento è focalizzato sull’integrazione delle filiali di Ubi Banca acquisite nell’ambito dell’Opas di Intesa Sanpaolo. Per gli analisti una fusione tra Banco Bpm e Bper  avrebbe senso sia dal punto di vista industriale che da quello strategico e apporterebbe benefici a entrambe le banche. A detta degli esperti ci sarà comunque da affrontare il tema della modalità con cui potrebbe avvenire l’aggregazione considerando le valutazioni differenti di Banco Bpm e Bper. Inoltre, per alcuni analisti un’operazione tra i due istituti di credito, indipendentemente dalle modalità, potrebbe innescare un deal tra Anima Holding (detenuta per il 19,4% dal Banco) e Arca Sgr (controllata da Bper con il 57,1%).

LE ULTIME INDISCREZIONI SULLA FUSIONE TRA BANCO BPM E BPER

Reuters ha riferimento la scorsa settimana che Banco Bpm e Bper nel secondo trimestre del 2021 potrebbero raggiungere un accordo per una fusione alla pari da effettuare carta contro carta.  I lavori per l’aggregazione dovrebbero iniziare concretamente il prossimo anno. L’operazione tra i due Istituti di credito darebbe vita a un grande polo bancario con 300 miliardi di attivi e un assetto azionario stabile. Al momento comunque, scrive il Sole24Ore, non risultano nominati advisor da parte di Bper, mentre Banco Bpm avrebbe già selezionato Lazard.

CIMBRI (UNIPOL) ACCENDE L’IPOTESI DI AGGREGAZIONE

L’ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Bper si è accesa in seguito a un’intervista che l’amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, ha rilasciato il 20 novembre al Sole24Ore. In questa occasione il Ceo del principale azionista della banca emiliana con una quota del 20% circa ha definito l’idea di un’aggregazione tra le due ex popolari “affascinante” e da approfondire con “grande attenzione”.

BANCO BPM ACCOGLIE CON PIACERE LE PAROLE DI CIMBRI

L’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha subito accolto con piacere le dichiarazioni di Cimbri evidenziando che la banca è interessata a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale volte a creare valore per gli azionisti. L’ambizione di Castagna è proprio quella di trovare un partner ben posizionato nel Nord Italia e con un progetto forte nelle regioni in cui Banco Bpm è presente.

BPER NON FRENA M&A MA ORA FOCUS SU INTEGRAZIONE FILIALI UBI

L’Amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli, ha accolto le parole di Cimbri come uno stimolo alla crescita, specificando comunque che la banca emiliana al momento è concentrata esclusivamente sull’integrazione delle filiali di Ubi Banca acquisite nell’ambito dell’Opas di Intesa Sanpaolo. Nel corso di una conferenza stampa di inizio dicembre Vandelli ha poi specificato di non voler accelerare né frenare sull’attività di M&A, “voglio solo dire che il nostro focus totale è sull’integrazione del ramo di azienda di Ubi Banca”, un percorso molto lungo che verrà finalizzato a inizio del 2021.

PER INTESA SANPAOLO LA FUSIONE DI BANCO BPM CON BPER E’ UNO SCENARIO REALISTICO

Intesa Sanpaolo ritiene che la fusione tra Banco Bpm e Bper sia un’opzione realistica nello scenario attuale. L’operazione avrebbe infatti senso industriale e farebbe nascere il secondo gruppo bancario italiano con una quota di mercato del 15% circa e una presenza capillare in Italia, un polo sostenuto da una cultura aziendale comune e da una solida base di capitale. In uno scenario di aggregazione gli analisti stimano sinergie di costo per 400 milioni di euro, con i costi di integrazione e di riduzione dell’Npe ratio al 5% che potrebbero essere quasi interamente compensati dalla trasformazione delle Dta (Deferred Tax Asset) in crediti di imposta.

MEDIOBANCA APPREZZA L’IPOTESI DI AGGREGAZIONE

Mediobanca Securities pensa che la possibile fusione tra Banco Bpm e Bper avrebbe senso sia dal punto di vista industriale che da quello finanziario anche alla luce dei benefici legati alla trasformazione delle Dta in crediti di imposta. Una fusione tra pari, che valuta Bper 0,45 volte il multiplo prezzo/Tangible equity, consentirebbe ad entrambe le banche di avere un aumento di oltre il 30% dell’utile per azione. In uno scenario di aggregazione il prezzo di Banco Bpm potrebbe salire del 25% circa (2,25 euro il prezzo obiettivo di Mediobanca Securities), mentre quello di Bper del 35% circa (2 euro il target price degli analisti).

FUSIONE TRA PARI POTREBBE NON PIACERE A TUTTI

Anche Equita Sim apprezza l’ipotesi di fusione tra Banco Bpm e Bper ma tiene a fare una precisazione sulla modalità con cui potrebbe avvenire l’aggregazione. L’ipotesi di un’operazione alla pari carta contro carta riportata da Reuters potrebbe infatti far nascere l’opposizione della frammentata base azionaria di Banco Bpm considerando le diverse valutazioni degli Istituti di credito (Bper presenta una capitalizzazione di Borsa di circa 2,1 miliardi di euro e scambia a 0,36 volte il multiplo prezzo/Tangible equity, mentre Banco Bpm ha una capitalizzazione di circa 2,8 miliardi di euro e tratta a 0,26 volte il prezzo/Tangible equity).

Detto questo, anche Equita Sim riconosce i benefici potenziali di una possibile fusione, indipendentemente dalle modalità con cui potrebbe avvenire. Per gli analisti l’aggregazione avrebbe senso dal punto di vista industriale considerando la complementarità delle reti distributive delle due banche. Inoltre, proseguono gli esperti, l’entità combinata che nascerebbe dall’operazione avrebbe una solida posizione patrimoniale  (Cet1 ratio in area 13%), una qualità dell’attivo in linea con i concorrenti (Npe ratio al 5% dopo il processo di riduzione del rischio) e un ottimo posizionamento competitivo (quota di mercato in Lombardia del 20% circa), motivi per i quali la combined entity continuerebbe ad avere un certo appeal speculativo in un orizzonte di medio termine.

OPERAZIONE TRA BANCO BPM E BPER PUO’ INNESCARE DEAL ANIMA-ARCA

Inoltre, Equita Sim pensa che con la fusione tra Banco Bpm e Bper aumenterebbero le probabilità di assistere a un conferimento di Arca in Anima, operazione che avrebbe senso dal punto di vista industriale, sarebbe sostenibile senza aumento di capitale, avrebbe la possibilità di estrarre sinergie di costo e creare valore per gli azionisti di Anima.

Concorda Mediobanca Securities, che in uno scenario di fusione tra le due ex popolari giudica un’aggregazione tra Anima e Arca “altamente probabile”, un’operazione che apporterebbe benefici rilevanti ad Anima. Gli analisti pensano che Anima potrebbe auto-finanziare il deal grazie ai 350-400 milioni di euro di cassa disponibile. Arca Sgr è controllata da Bper e Banca Popolare di Sondrio che detengono rispettivamente il 57,1% e il 36,8% del capitale, mentre Banco Bpm ha il 19,4% di Anima.

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