Economia

Come Amazon Prime Video farà gol sul calcio anche in Italia

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Che cosa cambierà nel calcio dopo l’ingresso di Amazon nel mercato italiano come broadcaster di eventi sportivi con le migliori partite del mercoledì sera di Champions League dal 2021. Fatti, numeri e scenari

 

Ora è ufficiale. Dopo le indiscrezioni degli ultimi mesi, arriva la conferma dell’ingresso di Amazon nel mercato italiano come broadcaster di eventi sportivi con le migliori partite del mercoledì sera di Champions League dal 2021 e per i successivi tre anni.

IL COMUNICATO

“Amazon non vede l’ora che inizi la prossima stagione della Uefa Champions League, uno dei tornei a squadre più prestigiosi del mondo. Siamo lieti di offrire ai nostri clienti in Italia le migliori partite del mercoledì sera dal 2021 in avanti. Sappiamo che i tifosi italiani sono tra i più passionali d’Europa e daremo il massimo per offrire una fantastica esperienza calcistica capace di portarli ancora più vicino all’azione”.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

Amazon Prime Video dunque ha giocato il ruolo di nuovo incomodo in una battaglia, quella per i diritti Champions in Italia, che negli ultimi anni aveva visto Sky, Mediaset e Dazn come contendenti. Il colosso di Jeff Bezos si è assicurato le migliori partite del mercoledì sera europeo per una cifra stimata intorno agli 80 milioni annui. Il pacchetto acquistato prevede in totale 16 partite che, fin quando rimarranno nella competizione, vedranno protagoniste squadre italiane.

AMAZON E LO SPORT

Amazon sbarcherà in Italia con il calcio solo dalla prossima stagione, ma sono ormai anni che il colosso di Seattle lavora per aumentare la varietà di intrattenimento offerto ai propri abbonati. Tutto è partito dagli Stati Uniti, dove Bezos si è inserito nel mercato sportivo più redditizio in assoluto, la NFL (National Football League) inizialmente con 10 partite di cartello comprate per 50 milioni di dollari totali .

In seguito, in Europa, il campo di prova è stato il campionato più seguito al mondo, la Premier League, del quale Amazon ha acquistato i diritti per l’esclusiva streaming di 20 partite per 105 milioni di euro, con particolare attenzione per quelle giocate a Santo Stefano, il cosiddetto “boxing day”. Inoltre, per i clienti Prime nel Regno Unito sono previsti molti tornei di tennis tra cui Us Open e diversi Master 1000. Anche in Francia e in Germania Prime Video prevede eventi sportivi: per i primi ci sono diversi incontri del prestigioso slam di Parigi, il Roland Garros, per i secondi la Bundesliga, la serie A tedesca, e dall’anno prossimo anche i migliori incontri del martedì di Champions League.

QUANTO COSTA PRIME NEGLI ALTRI PAESI

La ragione principale dietro gli investimenti di Bezos (oltre agli eventi sportivi non vanno dimenticati i film, gli show e le serie tv originali e non messe a disposizione con Prime, per cui sono stati stanziati circa 7,5 miliardi) sembra quella di diversificare l’offerta per i propri abbonati, cercando di acquisire e fidelizzare un numero sempre maggiore di clienti per il servizio Prime. Amazon, pur avendo la disponibilità economica, non pare davvero interessata a diventare leader nel mercato dei diritti televisivi. Infatti aumentare e diversificare l’offerta agli utenti significa poter chiedere una cifra maggiore per l’abbonamento a Prime. Ciò accade negli Usa dove un abbonamento costa 119$ l’anno (circa 100€), In Uk 79£ (equivalenti a 87€), in Germania 69€ e in Francia 49€. In Italia, fino a oggi, la sottoscrizione a prime costa 36€ l’anno. Niente di strano se la quota venisse ritoccata verso l’alto dopo la notizia dell’acquisizione dei diritti Champions.

LA SCOMMESSA DI BEZOS

Amazon dunque con questa mossa scommette sulle potenzialità di crescita nel mercato Italiano. Il colosso americano ha deciso di inserirsi nell’asta per i diritti della Champions che negli ultimi anni era stato territorio quasi esclusivamente di Sky. (che, dopo avere incluso Netflix, accoglierà nei suoi decoder anche l’applicazione di Prime Video, raccogliendo in un unico dispositivo l’offerta di sei piattaforme con Dazn, Mediaset Play e YouTube).

Se la risposta in termini di abbonati Prime dovesse essere positiva non ci sarebbe da stupirsi nel vedere Amazon entrare di prepotenza nel mercato per i diritti relativi al campionato di Serie A che, proprio per ottenere il massimo da queste future contrattazioni, si è messo nelle mani della cordata di società di fondi private equity composta da CVC-Advent-Fsi, che ha acquisito il 10% della media company fondata dalla Lega Serie A. L’ingresso nelle trattative di un player del calibro di Amazon potrebbe far crescere di non poco la cifra destinata alla lega di Serie A, penalizzando però gli appassionati che in futuro potrebbero trovarsi costretti a sottoscrivere 2 o 3 abbonamenti in contemporanea per non perdere nessuna partita della propria squadra del cuore.

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