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Perché il Garante tampona Generali e Unipol sull’Rc auto

Unipolsai

Rc auto, l’Autorità Garante della Concorrenza ha multato UnipolSai e Generali per 5 milioni di euro ciascuna. I motivi e la replica di Generali. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Sanzionate le due principali compagnie assicurative del Paese per pratiche commerciali scorrette nella liquidazione dei danni RC Auto.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato UnipolSai e Generali per 5 milioni di euro ciascuna, il massimo consentito dalla legge per quanto riguarda la tutela del consumatore (il minimo è 10mila euro). Si ricorda che il Parlamento ha deciso – in sede di recepimento della direttiva Ue 2019/2161 – di non applicare alle violazioni del Codice del Consumo l’ampliamento previsto delle sanzioni dal 2 al 4 per cento del fatturato.

E di sanzione “decisamente insufficiente” parla l’Unione Nazionale Consumatori secondo cui “il danno per i consumatori in questo caso è davvero notevole e corrisponde a un guadagno delle compagnie assicurative che è frutto di questa pratica ingannevole e aggressiva. Andrebbe previsto per legge che le multe delle Authority debbano sempre superare l’illecito guadagno, altrimenti non possono avere alcuna efficacia deterrente”.

Mentre Generali replica alla decisione del Garante così: “Riteniamo infondati gli addebiti che ci vengono imputati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ‘per asserite pratiche scorrette relative alla liquidazione dei sinistri Rca’. Per questo motivo commerciali intendiamo impugnare il procedimento, confidando che la sua infondatezza verrà confermata, e ci riserviamo di tutelare la nostra reputazione aziendale in tutte le opportune sedi”.

Ecco tutti i dettagli sulla decisione dell’Antitrust e sulla replica del gruppo guidato dall’ad, Philippe Donnet.

LE PRATICHE SCORRETTE DI UNIPOLSAI E DI GENERALI

Piazza Verdi aveva avviato le due istruttorie a novembre 2020 e a maggio le aveva prorogate su richiesta delle due società. Sotto la lente dell’Authority guidata da Roberto Rustichelli era finita una pratica commerciale “realizzata – come si legge nella nota dell’Agcm – tramite condotte ingannevoli e aggressive” a partire da “comportamenti dilatori, ostruzionistici e/o di ingiustificato rifiuto, in relazione all’esercizio del diritto del danneggiato di accesso al fascicolo del sinistro”.

Da quanto emerge dai provvedimenti risulta che UnipolSai e Generali abbiano risposto in ritardo, rispetto ai termini fissati dalla normativa di settore, a numerose istanze di accesso agli atti. Nel caso di Generali, informano ancora dall’Antitrust, il riscontro o il rigetto tardivo delle istanze di accesso ha riguardato anche quelle formulate prima della presentazione da parte della società di una offerta risarcitoria o del suo rifiuto, momento in cui il danneggiato ancora non ha diritto all’accesso. In questi casi la compagnia non ha comunicato l’irricevibilità dell’istanza e non ha effettuato l’accesso una volta concluso l’iter di valutazione del sinistro. UnipolSai, invece, talvolta ha dato riscontro alla richiesta di accesso mettendo a disposizione la documentazione presso il proprio Centro di liquidazione nonostante il richiedente avesse chiesto di riceverla a casa.

Al momento di decidere il rimborso, poi, le due società non hanno dato informazioni rilevanti sull’ammontare o sui motivi di rifiuto del risarcimento. Infine, la pratica commerciale “è stata realizzata imponendo ostacoli di vario genere all’esercizio dei diritti derivanti dal contratto di assicurazione RC auto e senza rispettare i termini temporali fissati dal Codice delle Assicurazioni Private per la formulazione dell’offerta o per il suo rifiuto”. Sia nel caso di Generali, sia in quello di UnipolSai, ci sono stati numerosissimi incidenti in cui l’offerta o il rifiuto sono stati formulati in ritardo rispetto al termine previsto dalla legge. Nel caso di UnipolSai sono stati anche rilevati ulteriori ostacoli, come la mancata risposta a richieste provenienti dai consumatori sullo stato della pratica o la difficoltà nella presa di contatto con il liquidatore.

IL PARERE DELL’IVASS

Dal momento che le compagnie operano nel settore assicurativo, l’Agcm il 27 maggio scorso ha chiesto un parere all’Ivass, arrivato esattamente un mese dopo. Nel documento l’Istituto di Vigilanza ha evidenziato che “non vi è dubbio che il riconoscimento del diritto di accesso assuma grande rilievo ai fini della tutela degli assicurati e dei danneggiati e che pertanto le imprese stesse siano tenute a riscontrare le richieste di accesso pertinenti e complete nel rispetto dei termini di legge, senza che siano frapposti ostacoli di alcun tipo”.

Secondo quanto si legge in entrambi i provvedimenti di chiusura, “i rilievi dell’Autorità si pongono nel solco delle azioni che l’IVASS ha da tempo intrapreso per elevare il livello di chiarezza e trasparenza nella fase dell’offerta di liquidazione, con particolare riferimento alla necessità di indicare in maniera chiara le motivazioni sottese ad un eventuale diniego dell’offerta. In particolare, con la Lettera al mercato del 15 dicembre 2016 – ricorda l’Antitrust -, l’IVASS, tenuto conto dei reclami ricevuti, ha richiesto alle imprese di rivedere i processi liquidativi e di comunicare specificamente ai danneggiati i motivi della mancata offerta, e segue il grado di attuazione di tali indicazioni attraverso una costante attività di monitoraggio attraverso l’analisi dei reclami, verificando il rispetto dei termini di legge e applicando le relative sanzioni ove ne ricorrano i presupposti”. In generale, ha sottolineato l’Ivass nel parere fornito all’Autorità, “ogni ulteriore passo verso una maggiore chiarezza nel rendere noti i motivi di un eventuale diniego non può che arrecare maggiori benefici agli assicurati”.

LE DECISIONI DELL’ANTITRUST

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha dunque “accertato la scorrettezza di questa pratica commerciale, considerata idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore in relazione al risarcimento del sinistro”. In particolare, come si evince dai due provvedimenti di chiusura, i comportamenti attuati da UnipolSai e da Generali “integrano una pratica commerciale scorretta, contraria alla diligenza professionale, in violazione degli artt. 20, comma 2, 22, 24 e 25 lett. d) del Codice del Consumo”. Con le loro “condotte ingannevoli e aggressive”, in sostanza, le due compagnie hanno limitato “considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al risarcimento del sinistro o al suo diniego, facendogli assumere una decisione che non avrebbe altrimenti preso”.

Inoltre sia UnipolSai sia Generali – che sono risultate “consapevoli della sussistenza dei comportamenti ingannevoli e aggressivi descritti” – non hanno mostrato “il normale grado di competenza e attenzione che ragionevolmente ci si può attendere, avuto riguardo alla qualità del professionista (della società, ndr) ed alle caratteristiche dell’attività svolta”. Infatti, a causa “della inadeguatezza delle procedure adottate nella gestione delle richieste di accesso e delle richieste di risarcimento del danno e dell’assenza di sistemi di monitoraggio adeguati”, il consumatore danneggiato è stato costretto “a subire ritardi in violazione dei termini temporali previsti dalla normativa settoriale e/o ostacoli di vario genere nel riscontro all’accesso al fascicolo del sinistro e/o nella formulazione delle offerte o del loro diniego e, in conseguenza delle carenze informative che la caratterizzano, ad accettare o rifiutare l’offerta risarcitoria in maniera inconsapevole o ad accettare il diniego del risarcimento senza avere gli elementi necessari per reagirvi”.

LA NOTA E LA REPLICA DI GENERALI

“Riteniamo infondati gli addebiti che ci vengono imputati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ‘per asserite pratiche scorrette relative alla liquidazione dei sinistri Rca’. Per questo motivo commerciali intendiamo impugnare il procedimento, confidando che la sua infondatezza verrà confermata, e ci riserviamo di tutelare la nostra reputazione aziendale in tutte le opportune sedi”. Lo dichiara in una nota il gruppo capeggiato da Philippe Donnet: “Generali Italia – si precisa nella nota – garantisce sempre la più ampia cura e tutela di clienti e terzi danneggiati, anche promuovendo importanti e incisive azioni antifrode, prestando massima attenzione al rispetto delle norme in ogni fase del processo di liquidazione dei sinistri. Questo impegno si riflette in tutti i principali indicatori industriali e di servizio al cliente, ed è confermato anche dai molti dati pubblici disponibili”.

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