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A Ischia 3 milioni, mai spesi, contro il dissesto idrogeologico

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Il ministero dell’Ambiente 12 anni fa aveva stanziato 3 milioni contro il dissesto idrogeologico a Casamicciola. Fondi mai spesi. Fatti, numeri e approfondimenti emersi dall’audizione parlamentare del ministro Gilberto Pichetto Fratin

 

Per la messa in sicurezza del Comune di Casamicciola il Ministero dell’Ambiente aveva stanziato più di 3 milioni di euro, risorse mai spese. A dirlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nel corso della sua audizione alla Camera.

FRATIN: “NON È PIÙ TEMPO DI PASSARE SU ILLECITI URBANISTICI”

Il ministro, intervenuto alla Camera per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero, ha dedicato la parte iniziale del suo discorso all’ultimo, drammatico, disastro idrogeologico nel comune di Casamicciola. Un disastro che è costato molto in termini di tragedia umana, 8 morti e 4 dispersi, per i quali, come ha detto anche il ministro Fratin, non ci sono speranze. “Non è più tempo di passare su illeciti urbanistici che possono trasformarsi in elementi di nuove tragedie – ha detto il ministro -. Ho detto più volte in questi giorni e qui ribadisco che ci sono abusi e abusi, taluni gravi, altri ancora veniali. Chi ha compiti di vigilanza a tutti i livelli sul territorio deve evitare che si creino o che si aggrevino situazioni di rischio. Il dissesto idrogeologico è un’emergenza nazionale che lo Stato non ha saputo affrontare efficacemente”.

LA LOTTA CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO DEVE RIGUARDARE ANCHE I CITTADINI

La procura di Napoli sta indagando per accertare eventuali responsabilità sul disastro. Sulle carte il rischio idrogeologico “incredibilmente non esisteva” ha detto l’avvocato Bruno Molinaro, tra i maggiori esperti di abusivismo edilizio sull’isola, a Repubblica. “Non esisteva perché proprio la zona interessata dall’alluvione era indicata come “bianca”, cioè a rischio zero, nei documenti ufficiali. Come questo sia stato possibile è veramente un mistero”. Il ministro Fratin ha detto che quella per la lotta contro il dissesto idrogeologico “non è una battaglia di parte” e ha chiamato tutti a fare la loro parte “Governo, Parlamento, Regione, Enti Locali ma anche di tutti i cittadini di buon senso attenti alla legalità”. Il lavoro che ci attende nei prossimi anni deve essere proiettato verso il futuro. Abbiamo il dovere di dare delle risposte concrete per limitare l’impatto dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sulla salute umana, evitando l’errore che è stato fatto in precedenza nel rincorrere l’emergenza. Secondo alcuni dati, infatti, affermano che spendiamo uno nell’adattamento e quattro nell’emergenza.

A ISCHIA IL 49% DEL TERRITORIO È A PERICOLOSITÀ ELEVATA

Come scrive Repubblica, nel piano preliminare di ricostruzione della Regione, la zona invasa dal fango era stata individuata come sicura, tanto da aver previsto nuove case. Una circostanza sulla quale la Procura dovrà fare chiarezza perché, come detto dal ministro in audizione, “a Ischia il 49% del territorio dell’Isola è classificato a pericolosità elevata e molto elevata per frane nei piani di assetto idrogeologico. E sono oltre 13mila gli abitanti residenti nelle aree a maggiore pericolosità di frane”.

12 ANNI FA IL MINISTERO DELL’AMBIENTE STANZIÒ 3 MILIONI DI EURO CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO DELL’ISOLA

Una situazione ben chiara e conosciuta dal Ministero dell’Ambiente che 12 anni fa, quando il ministro dell’Ambiente era Stefania Prestigiacomo, aveva stanziato 3 milioni e 100mila euro. “Purtroppo è amaro ricordare che per la messa in sicurezza della zona costiera e per la riduzione dell’erosione e la stabilizzazione dei versanti nel comune di Casamicciola sono stati stanziati 12 anni fa, dal Ministero dell’Ambiente, complessivamente 3 milioni e 100mila euro – ha detto il ministro -. Ma gli interventi al monitoraggio del Ministero risultano ancora in fase di progettazione, altri sono fondi che arrivano dal Ministero degli Interni”.

LA DIFFICOLTÀ DELLE PICCOLE AMMINISTRAZIONI DI SPENDERE RISORSE

Il nodo, così come rilevato dal ministro, è “la difficoltà strutturale del sistema nello spendere le risorse, un problema paralizzante che nasce da meccanismi autorizzativi farraginosi dall’impossibilità di molte Pubbliche amministrazioni, soprattutto le più piccole, di fare progettazione di interventi importanti con le risorse umane e professionali di un comune di poche migliaia di abitanti”. Tali difficoltà, come ricordato dal ministro, “derivano anche dalla stratificazione di strumenti, anche finanziari, spesso non coordinati e che si intralciano a vicenda”.

IL RUOLO DELL’ISPRA NEL SUPPORTO ALLE PICCOLE AMMINISTRAZIONI

Il ministro ha ricordato la necessaria collaborazione, nelle fasi di supervisione e progettazione, dell’ISPRA. “I buoni amministratori, lo ribadisco, vanno aiutati e non caricati di adempimenti senza strutture tecniche e amministrative per farvi fronte – ha detto il ministro Fratin -. Su questo sarà importante il contributo delle attività strategiche dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dell’autorità di bacino distrettuale che sono e devono essere supportati con strumenti specifici che il Ministero ha disposto con la legge di Bilancio e poi valuterà il Parlamento”.

DAL PNRR FONDI CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

Una quota importante dei fondi del PNRR sono dedicati alla messa in sicurezza dei territori e alla lotta al dissesto idrogeologico. “La conoscenza dell’aspetto geologico di superficie e del sottosuolo è fondamentale in quanto in grado di fornire dati e un quadro di insieme per orientare le politiche pubbliche. Accanto al completamento della carta geologica e geotematica del territorio nazionale – ha detto il ministro chiudendo questa sezione della sua audizione -. Il PNRR prevede la realizzazione di un sistema di monitoraggio integrato che consentirà di rafforzare la capacità di previsione dei fenomeni di dissesto idrogeologico anche legati alla dinamica e alla morfologia evolutiva dei corsi d’acqua”.

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