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Vivendi e banda ultralarga italiana

Vivendi

Vivendi diventa il nuovo azionista di maggioranza relativa di Telecom e prevede in futuro di crescere ancora all’interno del gruppo. I francesi hanno ufficializzato di essere saliti al 14,9%, grazie ad un investimento di un miliardo di euro. 

I francesi del gruppo Vivendi diventano gli azionisti di maggioranza relativa del gruppo Telecom Italia. Il gruppo francese è salito al 14,9% in seguito all’entrata in possesso delle quote detenute da Telecom Italia da parte di Mediobanca, IntesaSanpaolo, Generali e Telefonica.

Vivendi diventa così il nuovo azionista di riferimento del gruppo italiano. I francesi hanno investito un miliardo per comprare sul mercato un altro 1,9%, salendo così al 14,9% di Telecom. Nulla esclude che Vivendi possa accrescere ulteriormente le proprie quote. Prudente si è mostrato il Ceo Arnaud de Puyfontaine in un’intervista al Corrire della Sera, ma non ha escluso la possibilità di crescita: “Lo dirà il tempo. Mai dire mai”.

Videndi Banda larga
Il Ceo Vivendi Arnaud de Puyfontaine

Con il rafforzamento nel capitale della società tlc italiana,  secondo Puyfontaine Vivendi da’: “un segnale forte, per indicare la volontà di costruire una relazione solida e di lungo periodo con Telecom Italia, che ha grandi prospettive soprattutto in vista dello sviluppo della banda ultralarga“, prosegue il Ceo, ribadendo di essere un investitore industriale di lungo termine. “Non ci muoviamo per conto terzi”. La strategia vivendi è quindi chiara e punta a diventare un attore centrale nello scenario italiano, il che rende Vivendi un player importante nella partita della banda ultralarga.

Ed è proprio la banda ultralarga uno dei temi più caldi del momento. Per la realizzazione dell’infrastruttura si innesca così una competizione tra due gruppi, da un lato Wind, Vodafone e Metroweb, dall’altro Telecom Italia e Fastweb dall’altro. Il piano previsto dal governo per l’adeguamento dell’infrastruttura prevede di collegare entro il 2020 tutta la popolazione italiana con la rete a 30mbps e la metà di essa con la rete 100mbs. Solo nel 2016 si arriverà al 60% della popolazione coperta dal servizio a 30 Mbps. Attualmente l’Italia è una delle peggiori in Europa (e al mondo) con una media di connessione di 9,18 Mbps. Il raggiungimento sarebbe tuttavia vincolato dall’apporto degli investitori privati.

Sul tema il Ceo Vivendi, prende tempo e non si espone: “è troppo presto per esprimere la mia posizione ufficiale, perché ogni paese ha la sua logica. Posso dire però che Italia e Grecia sono gli unici paesi europei senza cable network”. Per ora Telecom Italia ha deciso di non partecipare al progetto banda larga con Metroweb, Vodafone e Wind.

Altro tema caldo nell’agenda di Telecom resta la questione legata a Tim Brasil. Alla domanda se Vivendi chiederà a Telecom di vendere Tim Brasil de Puyfontaine risponde: “so che è una questione molto calda. Sono open e molto flessibile: l’importante è prendere una decisione che porti valore nel lungo periodo”.

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