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BCE e Grecia. Domani scadenze delicate

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BCE e Grecia

BCE e Grecia. A ragione dell’elezione del Capo dello Stato e di numerosi altri avvenimenti nazionali ed internazionali, pochi ricordano che domani 4 febbraio il Consiglio della Banca centrale europea (Bce) dovrà decidere se approvare o meno la concessione, da parte della Banca Nazionale Greca, di prestiti di emergenza a istituti di credito in serie difficoltà.

Per BCE e Grecia la decisione presenta non poche difficoltà e, per certi aspetti, ha maggior mordente della proposta del Governo di Atene di uno swap tra i titoli di debito attualmente nei confronti di istituzioni pubbliche e private con obbligazioni collegate in vario modo alla crescita reale dell’economia.

Oggi la banche greche, anche se malconce sono in una situazione tutto sommato migliore rispetto a quella del 2 maggio 2010 quando Bce, Commissione Europea, e Fondo monetario dovettero correre al capezzale della Repubblica Ellenica per impedire il collasso del sistema bancario, la corsa agli sportelli ed il tracollo dell’economia reale.

Non solo la situazione in Grecia non né rosea – e si teme che il nuovo Governo prospetti programmi molto più radicali di quelli delineati. Ma all’interno della Bce, il gruppo nordico ha ingoiato, quasi per necessità, e non digerito affatto bene il Quantitative Easing approvato a maggioranza circa due settimane fa.

La richiesta di Atene potrebbe dare adito ad una rivincita nei confronti di Mario Draghi, accusato di essere molto ‘presidenziale’ e poco ‘collegiale’.

 

(Giuseppe Pennisi)

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