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Il 22% dei giovani italiani vuole avviare una start up

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crescita economica

 

Boom di occupati over 50, giovani con lavori “ibridi” e ripetuti periodi di inattivita’ lavorativa. E’ questa la fotografia del mondo del lavoro che emerge nel rapporto annuale sulla situazione sociale del paese, elaborato dal Censis. Dal 2011 a oggi si registra un boom di occupati over 50 (+19,1%), in concomitanza del crollo osservato tra quanti hanno un’eta’ inferiore (-11,5%).

Se da un lato – spiega il Centro Studi Investimenti Sociali – e’ un effetto diretto delle riforme previdenziali entrate a regime, dall’altro contiene in se’ le disfunzioni di un mercato del lavoro che chiude le porte alle nuove leve e le spalanca ai lavoratori piu’ anziani, oltre ai numerosi casi di chi sceglie di restare al lavoro pur avendo maturato i requisiti per il pensionamento per non intaccare il livello di reddito e di coloro che si erano chiamati fuori dal mercato del lavoro ma sono stati indotti a rimettersi in gioco dal peggiorare delle condizioni economiche.

E’ pari al 50,7% la quota dei lavoratori “ibridi” tra gli occupati di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni. Quest’area di lavoro comprende temporanei, intermittenti, collaboratori, finte partite Iva e prestatori d’opera occasionale. La quota degli “ibridi” scende progressivamente all’aumentare dell’eta’ (il 22,9% tra i 25 e i 34 anni) e risale in prossimita’ dell’uscita definitiva dal mercato del lavoro (il 20,6% tra gli over 65).

Il 14% degli occupati si e’ trovato negli ultimi tre anni a interrompere il proprio percorso professionale, incorrendo in uscite temporanee o ripetute dall’attività lavorativa. Tale rischio e’ maggiore nelle fasce generazionali piu’ giovani (tra i 16 e i 24 anni), dove ben il 20,5% degli occupati si e’ trovato a vivere periodi di non lavoro. Lo sottolinea il Censis riportando i dati dell’Istat. Spiragli incoraggianti emergono pero’ grazie alla voglia di fare dei giovani italiani, i quali aspirano in piu’ casi a creare da se’ un business.

Il 22% di loro, infatti, ha già avviato una start up o intende seriamente farlo nei prossimi dati. Il Censis sottolinea che il dato e’ perfettamente in linea con il resto d’Europa. Tale universo di giovani intraprendenti sarebbe ancora piu’ ampio se solo ci fosse un tessuto di imprese e istituzioni pronto a dare loro sostegno nell’avvio di una nuova attivita’, il 38% sarebbe infatti interessato ad avviare un proprio business ma ritiene che sia troppo complicato mentre in Europa tale quota scende al 22% e in Germania al 12%. (fonte: Agi)

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