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Il futuro dei bitcoin tra PayPal e HiPay

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HiPay gestisce oltre 10 milioni di transazioni al mese e fa parte  del Gruppo HiMedia che opera anche nel campo 

della pubblicità digitale con HiMedia. Il Gruppo nel 2013 ha avuto un fatturato di 185.000.000 €.  Si stima che per HiPay il bacino potenziale di questa operazione possa essere attorno ai 6 miliardi di euro, stando all’attuale tasso di conversione. Inizialmente si partirà con un periodo di prova ristretto a pochi merchant e poi si estenderà il servizio a tutti i siti di e-commerce clienti. L’aspetto più importante per i clienti è che il prezzo sarà in euro e l’importo totale dei Bitcoin sarà subito convertito in euro.

Anche Paypal si sta muovendo in questa direzione ed è di fine settembre, infatti, la notizia, divulgata da Scott Ellison, senior director of corporate strategy della società, che in tutto il Nord America le aziende potranno accettare la moneta virtuale. I clienti di Paypal non potranno però ancora gestire i bitcoin dal proprio conto ma, grazie un accordo con BitPay, Coinbase e GoCoin (tre società che si occupano di transazioni Bitcoin), potranno vedersi accettare la nuova valuta dalle aziende. Anche in questo caso i clienti non saranno i privati o i risparmiatori ma le piccole e grandi società. La società di Palo Alto, poi si sta muovendo anche nel campo dei pagamenti con mobile e di recente ha introdotto anche in Italia i Check-in la possibilità di fare acquisti nei negozi fisici convenzionati, semplicemente grazie all’applicazione PayPal.

Per quanto riguarda l’uso delle monete e dei pagamenti virtuali nel nostro Paese, Bankitalia, nel suo Rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, ha spiegato che i loro fruitori non sono immuni da rischi. «Vi sono  – spiega nella relazione – circa 12,5 milioni di unità di bitcoin in circolazione, per un controvalore in euro pari a circa 6 miliardi. Bitcoin, come le altre monete virtuali, ha un valore puramente fiduciario, che non è controllato o garantito da alcun istituto di emissione centrale. Anche per questa ragione è molto variabile, con rischi non trascurabili per i detentori».

 

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