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Cloud computing, la guerra del low cost è appena iniziata

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Dropbox è nata nel 2008 ad Houston per opera di Arash Ferdoesi, nel suo cda vede la presenza persino di Condooleezza Rice e ha di recente raggiunto i 300 milioni di utenti, ma è entrato per ultimo nella guerra dei prezzi. A fine agosto ha annunciato che gli utenti “professionali” avranno un terabyte di spazio di archiviazione, ovvero 1024 Gigabyte, al prezzo di 10 euro al mese (10 dollari per il mercato americano) o cento dollari/euro all’anno anziché i soli 100 Gigabytes offerti prima con lo stesso prezzo.

Anche ICloud di Apple ha rivisto al ribasso le sue tariffe passando dai tradizionali abbonamenti annuali a quelli mensili. Ora i Gigabyte gratuiti diventano 5, con 99 centesimi di euro al mese si hanno 20 GB, con 3,99 euro al mese si può avere 200 GB a disposizione, con 9,99 euro mensili 500 GB. Infine con 19,99 euro mensili si può avere un terabyte (1024 gigabyte). Apple ha annunciato anche l’arrivo di iCloud Drive, un disco virtuale che permette di archiviare e vedere tutti i documenti nel cloud rendendoli disponibili a tutte le applicazioni del Mac, mettendosi così alla pari dei suoi concorrenti ed evitando l’inconveniente di avere più copie duplicate di uno stesso documento.

 

One Drive di Microsoft ha invece aumentato lo spazio gratuito da 7 a 15 GB per tutti e da 20 GB a 1 tetrabyte per tutte le versioni di Office 365. La revisione dei prezzi ha portato le tariffe di abbonamento mensile da 5,99 euro a 1, 99 euro il costo per 100 GB e da 8,99 euro a 3,99 euro per 200 GB. Un’offensiva che segue la politica di abbassamento dei prezzi già perseguita  da Google e da Amazon. La prima, infatti, nello scorso aprile aveva effettuato uno sconto tra il 32 e l’85% per la sua clientela, mentre la seconda  ha da poco annunciato un taglio che potrebbe oscillare tra il 28 e il 51%. D’ora in poi, insomma, far viaggiare i nostri documenti nel cloud sarà sempre più low cost.

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