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Internet delle cose, quanto crescerà nei prossimi anni?

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L’Internet delle cose che vede sempre più oggetti connessi alla rete, dalla Tv al frigo al termostato, cresce e alcuni big dell’hi-tech hanno deciso di unire le loro forze per mettere a punto degli standard tecnologici comuni. Tra i campi di applicazione di internet delle cose anche l’ambiente, per esempio: con la connessione degli elettrodomestici si potranno risparmiare 8 miliardi di tonnellate all’annodi CO2.

Intanto, sul versante industriale è nato l’Open Interconnect Consortium (OIC), che vede insieme Samsung ma anche Dell e Intel, solo per citare alcune delle aziende che vi fanno parte. Secondo la societa’ Gartner entro il 2020 gli oggetti connessi nel mondo saranno 26 miliardi.

Questo consorzio arriva a pochi mesi dalla creazione di un’associazione analoga anche negli obiettivi, la AllSeen Alliance, che vede uniti Microsoft, Qualcomm, LG, Sharp, Panasonic, solo per citare alcune aziende. L’Open Interconnect Consortium ha il compito di creare un codice ‘open source’ che “si occuperà dei requisiti specifici per le soluzioni smart di casa e ufficio”. Le aziende che ne fanno parte definiranno, dunque, una metodologia di comunicazione comune tra gli oggetti, basato su tecnologie standard.

L’Internet of Things e’ un fenomeno sempre più sotto l’attenzione di tutti, esperti e anche utenti perché cambia il nostro modo di intendere e usare la rete. Secondo la societa’ di analisi Gartner tra sei anni il valore generato dal fenomeno supererà i 19 trilioni di dollari statunitensi. (fonte: Ansa)

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