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Terre virtuali a peso d’oro. La nuova corsa all’Ovest è nel Metaverso

Metaverso Horizon Meta

C’era una volta la corsa verso Ovest, verso il West, portata avanti da intrepidi – e disperati – coloni che, appena arrivati nel Nuovo Mondo provavano a spingere sempre più in là i confini della ‘frontiera’. Oggi il nuovo mondo è indubbiamente il Metaverso, la piazza virtuale 2.0 (o 4.0), che secondo alcuni sarebbe già tra noi, in portali come The Sandbox e Decentraland, che permettono di acquistare il proprio pezzettino di terra nella frontiera cibernetica. Il prezzo lo fa, nemmeno a dirlo, il mercato e dato che la domanda sta aumentando costantemente, non sono in pochi coloro che hanno deciso di investire in zolle virtuali nella speranza di poterci speculare.

A MAGGIO I PREZZI DEGLI APPEZZAMENTI VIRTUALI SARANNO ALLE STELLE

Secondo la società di analisi predittiva NWO.ai, che sostiene che i propri algoritmi avessero predetto le difficoltà finanziarie del colosso immobiliare cinese Evergrande, di lì a pochissimo, ovvero nel maggio 2022, la vendita di terreni in metaversi come Decentraland e The Sandbox raggiungerà il proprio zenit, mantenendo un interesse inferiore ma comunque elevato per il resto dell’anno: “Stiamo davvero vedendo aumentare i profitti di queste proprietà; stiamo vedendo che le persone possono fare soldi veri, che l’acquisto di questi terreni virtuali equivale a denaro contante. Questo guiderà quelle compravendite”, ha affermato l’ingegnere Julia Myers.

QUALE METAVERSO?

Non è ancora chiaro se l’Internet del futuro sarà un Metaverso unico o una composizione di metaversi, proprio come oggi è un insieme di siti, siterelli e portali. Intanto, tra chi si fregia già di quell’appellativo, Decentraland dovrebbe diventare il principale metaverso nel corso dei prossimi mesi grazie a una rapida crescita dell’interesse manifestato non solo dal semplice pubblico giocante, ma anche e soprattutto dagli investitori. “A mano a mano che le persone acquisiscono fiducia in queste piattaforme e nel fatto che il futuro è in esse, le vendite aumenteranno”, ha spiegato Julia Myers. Gli analisti danno in crescita pure The Sandbox e Axie Infinity mentre Horizon Worlds di Meta non sarebbe tra i favoriti.

GLI INVESTITORI METTERANNO IN FUGA I GIOCATORI?

C’è però un problema che finora non sembra essere stato preso in considerazione in nessuna analisi: tutti i metaversi che sono stati aperti finora sono videogames e, come tali, hanno tra i propri utenti soprattutto bambini e ragazzi. Questa tipologia di gamer può senza troppe difficoltà far fronte alle micro-transazioni in game come avviene già da tempo sulle app videoludiche per smartphone e tablet ma cosa accadrà quando saranno tagliati fuori dalla possibilità di acquistare qualunque cosa perché quelle lande virtuali saranno state saccheggiate dagli speculatori? E, soprattutto, se non entreranno gamer dall’adeguata disponibilità economica, chi oggi acquista già a caro prezzo appezzamenti e ville virtuali nella speranza che il mercato salga ancora, dovrà dichiarare bancarotta?

AL VIA LE SCOMMESSE

Republic Realm, società di sviluppo immobiliare virtuale di Janine Yorio, ha appena investito 4,3 milioni di dollari per un appezzamento di terra virtuale. Perché? Per rivenderlo magari al doppio del prezzo, se il mercato immobiliare digitale continuerà a salire. Alcune software house ingaggiano artisti della vita reale, donano loro una villa nel loro Metaverso e poi vendono gli appezzamenti nei dintorni: se non avete la fortuna di vivere sulle colline di Hollywood, potreste sempre rifarvi su Internet. C’è già chi ha sborsato 450mila dollari per essere il vicino di casa di Snoop Dogg: nel mondo reale probabilmente servirebbero alcuni zero in più, ma ha senso investire tanti soldi in qualcosa che rischia di essere spento – e cancellato – in caso di insuccesso?

IL COSTO ECOLOGICO DEL METAVERSO

E poi c’è un’altra questione: qual è l’impatto del Metaverso sul pianeta? Server costantemente online per avere sempre a disposizione miliardi di informazioni e circuiti tracciati in cui far girare contante vero: siamo sicuri di potercelo permettere? Già adesso l’impatto della Rete è mostruoso e ha pesanti ripercussioni sulla vita reale: il Web è la quarta nazione al mondo in termini di consumo energetico ed emissione di CO2, dopo Cina, Stati Uniti e India. Parliamo di 1.850 milioni di tonnellate di CO2 in un anno, stando ai dati del Global Carbon Project. Ne ha parlato di recente anche il ministro Roberto Cingolani.

 

Infine, c’è il problema della sicurezza. Lo scorso 21 gennaio un gruppo di hacker ha voluto bloccare un torneo di Twitch su Minecraft, mandando KO i computer di Andorra Telecom. Risultato? Per diverse ore il principato di Andorra è rimasto isolato dal resto mondo. E siamo solo all’inizio…

 

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