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Monopattini Elettrici Parigi

Parigi dirà adieu ai monopattini elettrici (Lime, Tier e Dott sbandano)

A Parigi c’è stato un referendum sui monopattini elettrici a noleggio e quasi il 90% dei votanti si è detto contrario. La sindaca Anne Hidalgo sarà dunque la prima in Europa a metterli al bando. Fatti, commenti e critiche (di Lime, Tier e Dott)

 

Dopo l’estate, a Parigi scompariranno i monopattini elettrici a noleggio. A esprimersi al riguardo è stata la volontà popolare. Ieri infatti si è tenuto un referendum consultivo in cui quasi il 90% dei parigini ha votato per la loro abolizione.

La sindaca della capitale francese, la socialista Anne Hidalgo, che si era ugualmente pronunciata contro, aveva promesso che avrebbe rispettato il risultato della consultazione.

IL REFERENDUM

“È un referendum che si trasforma in un plebiscito”, scrive Le Monde commentando i risultati del voto: ieri l’89,03% dei parigini ha votato contro i monopattini elettrici a noleggio.

Nonostante l’indiscutibile risultato, Le Parisien osserva che solo 1,3 milioni di persone che si erano iscritte alle liste elettorali prima del 3 marzo avrebbero potuto esprimere il proprio voto nei 21 seggi aperti per l’occasione, ma alla fine hanno votato soltanto 103.084 di loro.

Dunque, meno dell’8% degli elettori registrati si è recato alle urne e solo i contrari si sono dimostrati interessati a esprimere la loro opinione.

LA POSIZIONE DI HIDALGO

Sebbene la prima cittadina avesse apertamente dichiarato di essere contro i monopattini elettrici – poiché il loro utilizzo causa troppa anarchia e troppi incidenti – si è detta “sorpresa” da questo massiccio rifiuto.

In un’intervista rilasciata lo scorso gennaio, Hidalgo aveva dichiarato che non aveva nulla in contrario ai monopattini di proprietà dei cittadini ma che quelli a noleggio rappresentano un “problema reale”, che “non è rispettoso dell’ambiente” e i “dipendenti di queste aziende non sono adeguatamente tutelati”.

CHI E PERCHÉ È CONTRARIO AI MONOPATTINI

Dalle testimonianze raccolte da Le Figaro si apprende che la platea dei contrari è abbastanza variegata. Si va dagli adulti che vogliono proteggere i più anziani, i quali in alcuni casi si dicono addirittura terrorizzati da chi sfreccia per strada con i monopattini tanto da evitare di uscire, ai più giovani che si dichiarano indignati per la mancanza di rispetto e l’inciviltà di coloro che li usano e li abbandonano in malo modo in qualsiasi angolo della città o peggio nella Senna.

INQUINAMENTO E INCIDENTI

Dal loro arrivo nella capitale nel 2018, i monopattini elettrici hanno spaccato l’opinione pubblica. Alcuni, per esempio, scrive Les Échos, li considerano troppo inquinanti. Secondo uno studio condotto a Parigi e citato nell’articolo, emettono 60 grammi di CO2 per chilometro, meno dell’auto o dell’autobus, ma più della metropolitana.

Un altro studio affronta invece il tema della sicurezza. È emerso infatti che il 26% degli utenti ha già avuto un incidente, il 9% dei quali si è rivelato grave.

LA RISPOSTA DI LIME, DOTT E TIER

Ma né la corsa gratuita offerta il giorno del voto né gli influencer arruolati da Lime, Tier e Dott sono bastati agli operatori per farsi benvolere.

Le tre società, infatti, stando a Le Figaro, seppur ritenendo “poco rappresentativo” il voto di ieri, ne hanno “preso atto” e hanno confermato che dal 1° settembre il loro servizio non sarà rinnovato.

LE CRITICHE

Tuttavia, prima del referendum avevano voluto condividere alcune critiche alle condizioni in cui si sarebbe svolta la consultazione. “Sarebbe stato interessante integrare il voto online – ha detto Erwann Le Page, direttore degli Affari pubblici di Tier – a Parigi l’80% dei nostri utenti ha meno di 45 anni, chiaramente sono i più digitalizzati e i giovani tra i 18 e i 24 anni sono anche i più lontani dalla vita civile”.

Per Hadi Karam, direttore generale di Lime France, la possibilità di votare avrebbe dovuto essere data a un pubblico più ampio poiché i monopattini vengono spesso utilizzati nelle zone periferiche per raggiungere i trasporti pubblici che collegano al centro. Matthieu Faure, direttore della Comunicazione e degli Affari pubblici di Dott, ha criticato invece sia la scelta del giorno, poiché era in corso la maratona di Parigi, sia la decisione di aprire di un solo seggio elettorale per arrondissement.

LE CONSEGUENZE ECONOMICHE PER GLI OPERATORI

Come riporta Les Échos, per i tre operatori “Parigi è un grande mercato”. “Perdere Parigi sarebbe un brutto segnale, rappresenta circa il 15-20% del nostro business”, diceva Faure di Dott.

Bfmtv e HuffPost parlano di più di 800 posti di lavoro minacciati dal risultato del voto.

CHE SUCCEDE ORA

Trattandosi di un referendum consultivo la decisione spetta all’amministrazione locale e poiché Hidalgo aveva dichiarato che avrebbe rispettato il risultato del voto, Parigi diventerà la prima capitale europea a bandire i monopattini elettrici.

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