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Metaverso sarà un’enorme speculazione?

Metaverso

Metaverso: fatti, analisi e scenari

Il Metaverso ancora non esiste (ma c’è chi sostiene il contrario), eppure tutti stanno facendo a gara per comparirvi dentro, dalle big del tech agli streamer più famosi, passando per i semplici curiosi. La carica l’ha suonata ancora una volta Mark Zuckerberg, alle prese coi problemi di privacy di Facebook, col report interno di Instagram in cui si evince che la società era al corrente che le utenti più giovani, ossessionate da corpi statuari delle influencer cadano in depressione e smettano di mangiare e con la necessità di svecchiare la platea del suo social di riferimento, ormai soprannominato Boomerbook. Da anni si dice che Fb abbia i giorni contati, Zuck, che ha superato indenne perfino le audizioni al Congresso per sapere che ne facesse dei nostrii dati, sembra però essere riuscito a uscire ancora una volta dall’angolo. E ora si parla solo di Metaverso e, dunque, del suo Meta.

READY PLAYER ONE O SECOND LIFE?

Zuckerberg avrebbe dovuto mostrare un universo parallelo pronto ad accoglierci, soprattutto se la pandemia durerà ancora, stile Ready Player One, ma a conti fatti tutto è sembrato un Second Life 2.0, per chi se lo ricorda. Tanto però è bastato perché, appunto, si scatenasse la Metaverso – follia. E poco importa se, proprio in questo periodo, una serie tv su Amazon Prime, Upload, stia provando ad avvertire il grande pubblico dei rischi derivanti da una società sempre più connessa, perché la strada sembra appunto segnata. E porta dritta al Metaverso.

COS’È IL METAVERSO

Vai a capire però che sia. Ne parlano tutti, ma non l’ha visto nessuno. Quel che è certo, è che le Big del Tech, da Amazon in giù, per capirci, non vogliono perdersi l’opportunità di mettere su il proprio flagship store in quella che pare essere la nuova piazza dell’Internet. O forse sarà addirittura un Internet in cui entreremo ‘fisicamente’. Se le tecnologie lo permetteranno davvero, si aprirebbe un mercato sterminato, perché PC e smartphone non basteranno più per connettersi: serviranno occhiali per la realtà aumentata, ma anche guanti appositi per manipolare oggetti virtuali. Forse persino delle tute simili a quelle che nel cinema vengono utilizzate per il motion capture, così da trasmettere i nostri movimenti nel Metaverso con una fedeltà di riproduzione ottimale. Del resto, nel Metaverso si terranno spettacoli dal vivo e gli artisti dovranno apparire credibili, se vogliono mantenere i prezzi dei biglietti in linea con quelli del mondo reale.

LA CAMPAGNA ACQUISTI DI META

Ora che il grande annuncio è stato fatto, il buon Mark dovrà essere all’altezza delle aspettative, se vuole porre Meta al centro del Metaverso. Il gruppo sta facendo una campagna acquisti serrata e ha annunciato l’arrivo dell’ex amministratore delegato di DoorDash (la più grande piattaforma di food delivery – quota di mercato del 56% – degli Stati Uniti), Tony Xu, all’interno del consiglio di amministrazione.

Upload
Un fotogramma della serie Upload

Il Ceo di Meta, Mark Zuckerberg, ha commentato: “Ho sempre pensato che fosse importante avere grandi leader tecnologici nel nostro consiglio. Tony ha esperienza diretta sia nella gestione di un’azienda tecnologica che nella risoluzione di complesse sfide. Non vedo l’ora di imparare molto da lui mentre ci avviciniamo al lancio del metaverso”. Negli ultimi mesi, Microsoft ha perso almeno 100 dipendenti che si occupavano di realtà virtuale e aumentata: molti dei quali, secondo il Wall Street Journal, sarebbero passati sul libro paga di Zuck.

SI MUOVE PURE SONY

Se non puoi batterli, unisciti a loro. Sebbene il Metaverso abbia forti diramazioni videoludiche, anche un player del settore come Sony ha deciso di sfruttare quest’onda senza vederla come minaccia per la sua PS5 (introvabile, per colpa della crisi dei chip). In un brevetto emerso di recente online, datato 23 giugno 2021 e non ancora approvato, viene mostrato uno speciale scanner che può trasformare oggetti reali in file, che l’utente può trasferire nel proprio appartamento o ufficio di rappresentanza nel Metaverso.

CHI TROVEREMO NEL METAVERSO?

Secondo il ceo di Epic Games, Tim Sweeney: “La forza che trasformerà il Metaverso in un’unica piattaforma aperta sarà la volontà di partecipazione di tutti i marchi”. Il tema è proprio questo: ci sarà un solo Metaverso o ne saranno creati tanti, in competizione? Già oggi esistono diversi possibili Metaverso in germe, che però non riescono a germogliare fino a imporsi come reali piazze virtuali, agorà del domani (o anche solo del presente) e puntualmente si rivelano delle mode passeggere.

LA PROSSIMA BOLLA IMMOBILIARE SARA’ VIRTUALE?

Anzi, potrebbero essere bolle finanziarie pericolose, se si considera per esempio che su Sandbox, che già attualmente propone universi virtuali in cui bighellonare (e infatti rivendica il termine Metaverso), Republic Realm, società di sviluppo immobiliare virtuale di Janine Yorio, ha appena investito 4,3 milioni di dollari per un appezzamento di terra virtuale. Perché? Per rivenderlo magari al doppio del prezzo, se il mercato immobiliare digitale continuerà a salire. Alcune software house ingaggiano artisti della vita reale, donano loro una villa nel loro Metaverso e poi vendono gli appezzamenti nei dintorni: se non avete la fortuna di vivere sulle colline di Hollywood, potreste sempre rifarvi su Internet.

metaverso
L’ingresso della villa del rapper Snoop Dogg su Sandbox

C’è già chi ha sborsato 450mila dollari per essere il vicino di casa di Snoop Dogg: nel mondo reale probabilmente servirebbero alcuni zero in più, ma ha senso investire tanti soldi in qualcosa che rischia di essere spento – e cancellato – in caso di insuccesso?

COME CI VESTIREMO NEL METAVERSO?

Il rischio speculazione, insomma, sarà fortissimo nel Metaverso, dove il consumismo occidentale compirà il passo definitivo verso beni totalmente immateriali, perché bisognerà avere ville con piscina e uffici nei quartieri più cool ma pure auto di lusso e, soprattutto, tantissimi abiti firmati per il proprio avatar. I brand della moda si stanno già muovendo lungo questo binario: Balenciaga, marchio di lusso, ha annunciato una partnership con Epic Games, creando per il popolarissimo videogame Fortnite, skin (l’aspetto che si può dare al proprio personaggio) e armi griffate. Nike dal canto suo ha depositato una domanda di registrazione di un brevetto all’Us Patent and Trademark Office per un “metodo per fornire beni digitali crittograficamente protetti” e lo scorso 13 dicembre ha annunciato l’acquisizione della società americana Rrfkt, specializzata nella creazione di sneakers virtuali e oggetti da collezione.

E gli esempi potrebbero sprecarsi: una borsa di Gucci è stata venduta all’interno dell’universo virtuale di Roblox per oltre 4mila dollari, mentre nel 2019 Louis Vuitton aveva creato delle skin per League of Legends. Grandi marchi come Valentino sono apparsi pure in Animal Crossing di Nintendo, dove è perfino approdato l’alter ego 3D di Joe Biden per fare campagna elettorale durante le presidenziali.

UN INSIEME DI 1 E DI 0 DA 800 MILIARDI DI DOLLARI

E poco importa se tutto questo sia una rassegna apparentemente caotica di 1 e di 0, perché i soldi necessari ad acquistare file, aggiornamenti e upload saranno reali. La stessa vita reale si potrebbe trasferire, in massa, in quella virtuale e non vorrete mica che il vostro avatar sembri uno sfigato? Ma sul Metaverso non ci sarà solo chi ci spenderà fortune: c’è pure chi è pronto a scommettere di guadagnare. La piattaforma eToro ha lanciato MetaverseLife, un portfolio che offre agli investitori un’esposizione a lungo termine a progetti chiave, sia azionari sia cripto-asset, nell’industria del metaverso. “Il metaverso rappresenta l’evoluzione più probabile di Internet nei prossimi anni” ha detto Dani Brinker, responsabile dei portafogli d’investimento di eToro. “Il potenziale potrebbe sembrare infinito, ma l’adozione non sarà necessariamente facile non avverrà da un giorno all’altro. Mentre è ancora nelle sue fasi iniziali, l’industria potrebbe diventare un mercato da 800 miliardi di dollari, secondo gli analisti di Bloomberg”.

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