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Riders Just Eat Assunzioni

Just Eat, si moltiplicano gli annunci e si dimezzano le assunzioni

Che cosa nascondono gli ultimi annunci di Just Eat

“Duemila assunzioni in un anno”, ovvero nel periodo tra maggio 2023 e maggio 2024. È questo l’ultimo proclama che il country manager di Just Eat Italia, Daniele Contini, ha affidato negli scorsi alle agenzie di stampa.

IL MISTERO SUI NUMERI DELLE ASSUNZIONI ITALIANE DI JUST EAT

Annunci del genere si sono moltiplicati negli ultimi mesi e hanno avuto come solo effetto quello di dimezzare, di volta in volta, le assunzioni promesse. Si era partiti  il 4 dicembre 2021 quando tutti i giornali avevano ripreso le promesse di Jitse Groen, fondatore e ceo di Just Eat: «In Italia 6 mila rider con contratto» e si finirà con 2mila spalmati tra il 2023 e buona parte del 2024. Salvo ulteriori rettifiche.

Non va dimenticato poi che le seimila assunzioni erano già scese a 4mila dopo pochi mesi. Si legge infatti in un articolo del Sole andato in pagina nell’aprile 2022: “Just Eat assume 4mila rider fissi e avvia percorsi di carriera”. Dettagliava il quotidiano di Confindustria: “Just eat rilancia, annunciando 4mila assunzioni nel corso del 2022. «Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nelle ventiquattro città in cui operiamo», afferma il country manager per l’Italia, Daniele Contini. «Il nostro modello sta funzionando bene dopo una prima fase di assestamento e vogliamo continuare in questa direzione»”.

Attenzione, però, perché sempre il Sole 24 ore precisava che non si trattava di 4mila nuove assunzioni: “L’ingresso di 4mila nuovi rider, tuttavia, non comporterà un analogo saldo netto nel numero di dipendenti, perché in parte i nuovi ingressi andranno a sostituire lavoratori in uscita. Il turn over è piuttosto consistente dato che, precisa la società, normalmente un courier resta in azienda circa sei mesi, anche se ci sono persone che sono in Just eat dall’inizio”. Ma anche quei quattromila si sono presto volatilizzati tra una consegna e l’altra. All’inizio di quest’anno, Wired, intervistando il CM italiano, spiegava: Just Eat conta su 2.500 fattorini in 24 città. Nessuna traccia, dunque, delle quattromila assunzioni.

LA FINE DEL MODELLO SCOOBER

Non sembrano esserci invece dubbi sui numeri dei fattorini lasciati a casa in Gran Bretagna, dove Just Eat a marzo ha tagliato quasi 1.900 unità, di queste, circa 1.700 rider assunti, facendo così terminare nel modo più mesto l’avventura, iniziata in piena pandemia (e, dunque, grazie ai lockdown in pieno periodo d’oro per il comparto) il modello di impiego ‘Scoober’, che prevedeva l’inquadramento dei corrieri come lavoratori dipendenti, con garanzia di una paga minima oraria, pagamento dei giorni di malattia, ferie e contributi per la pensione. L’azienda, riporta la testata britannica BBC, ha dichiarato che l’utilizzo di dipendenti anziché di lavoratori autonomi nel Regno Unito la pone in una posizione di svantaggio competitivo.

La riorganizzazione in Gran Bretagna pone alcuni quesiti sulla sostenibilità del modello. Just Eat ha dichiarato che manterrà il modello di corriere dipendente nella maggior parte dell’Europa continentale.

Ma, guardando la questione più da vicino, il modello Scoober viene applicato a macchia di leopardo. In Irlanda e Slovacchia l’azienda utilizza il modello gig.  In Francia, Just Eat utilizza corrieri dipendenti “Scoober” a Parigi, ma non in altre città. Nel resto dell’Unione Europea l’azienda assume i propri corrieri. Proprio in Gran Bretagna, oltre il 90% delle consegne viene effettuata da lavoratori autonomi.

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