Circular economy

Come si muoverà Eni sull’economia circolare

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Eni chiama a raccolta anche i cittadini all’insegna della decarbonizzazione e dell’economia circolare.

E’ questo tra l’altro uno degli obiettivi della campagna “Eni +1”, lancia al pubblico per unire le forze con il fine di ridurre le emissioni di CO2, continuando nel contempo a garantire l’energia per lo sviluppo a una popolazione mondiale in costante crescita.

Eni – si legge in una nota del gruppo – “ha avviato da tempo un percorso di decarbonizzazione e quest’anno ha ulteriormente rilanciato il proprio impegno con un nuovo obiettivo ancora più sfidante: raggiungere le zero emissioni nette dell’upstream entro il 2030”.

I TARGET

La compagnia capitanata dall’ad, Claudio Descalzi, conta di raggiungere questo target innanzitutto attraverso importanti interventi mirati all’ aumento di efficienza, al fine di minimizzare le emissioni dirette di CO2 dell’upstream: entro il 2025, infatti, la compagnia a ridurre di circa il 45% l’intensità emissiva delle nostre attività upstream, ad azzerare il flaring di processo e ridurre dell’80% le emissioni fuggitive di metano.

I PROGETTI

Inoltre, “Eni realizzerà progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie che andranno a compensare le emissioni residue: si tratta di iniziative che si inquadrano nel cosiddetto schema REDD+ (Reduction Emission from Deforestation and Degradation) delineato dalle Nazioni Unite, che comprendono progetti di conservazione delle foreste e miglioramento della capacità di stoccaggio naturale di CO2 e il supporto allo sviluppo delle comunità locali attraverso la promozione di attività economiche e sociali, e che favoriscono la conservazione della biodiversità”.

LA STRATEGIA

Altri elementi della strategia di decarbonizzazione di Eni? “La crescita delle fonti low carbon, con l’aumento della quota di gas e biofuel nel portafoglio della società; un aumento delle fonti a zero emissioni, come il solare, l’eolico e i sistemi ibridi; infine, ma non ultimo, un approccio circolare che massimizza l’uso dei rifiuti come feedstock e che trasforma ed estende la vita utile degli asset”.

LE PROSSIME TAPPE

Nei prossimi quattro anni, Eni investirà oltre 950 milioni di euro, più altri 220 milioni in ricerca e sviluppo, per sviluppare soluzioni industriali circolari. In questo ambito la compagnia ha già raggiunto primati e risultati importanti.

LA RAFFINAZIONE

Per fare alcuni esempi, nel campo della raffinazione, oltre a essere la prima compagnia al mondo ad avere convertito una raffineria tradizionale in bioraffineria (a Venezia e presto anche a Gela), Eni – sottolinea il gruppo – “è impegnata nel recupero degli oli vegetali usati e di frittura per produrre green diesel a supporto della mobilità sostenibile e sta sviluppando soluzioni tecnologiche che consentono di generare olio microbico da rifiuti di biomassa lignocellulosica (per esempio la paglia di grano o quella del mais)”.

LA TECNOLOGIA

Sempre sull’economia circolare, Eni ha sviluppato e brevettato la tecnologia Waste to Fuel, “che consente di utilizzare la frazione organica dei rifiuti urbani per produrre energia, trasformandoli tramite un processo di liquefazione in un bio‐olio che può essere utilizzato direttamente come combustibile nel trasporto marino”.

GLI ESEMPI

Un circolo che è stato avviato con un impianto pilota a Gela, finalizzato alla realizzazione di impianti industriali presso altri siti italiani di Eni, tra i quali Porto Marghera. Anche nella Chimica abbiamo avviato diversi progetti, che includono soluzioni per la diversificazione dei feedstock, il riciclo dei polimeri, e iniziative di eco-design per massimizzare il riciclo dei prodotti e ottimizzare il consumo di materie prime.

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