Circular economy

Che cosa faranno Bei e Intesa Sanpaolo per la circular economy

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Tutti i dettagli sull’intesa fra Bei (Banca europea per gli investimenti) e Intesa Sanpaolo

 

“Si tratta del più grande investimento fatto dalla Bei (la Banca europea per gli investimenti, ndr) in tema di lotta al cambiamento climatico”. Dario Scannapieco, numero 2 dell’istituzione comunitaria, saluta con queste parole l’accordo da 1 miliardo di euro siglato in mattinata a Milano con Intesa Sanpaolo. Per la precisione, una prima linea di credito destinata alle imprese Midcap e un Framework Loan Circular Economy (il maggiore sinora in Europa per importo) destinato a progetti di economia circolare (leggi anche: Bei, tutti i numeri del Fondo europeo per gli investimenti strategici).

L’ACCORDO BEI – INTESA SANPAOLO NEI DETTAGLI

L’accordo siglato oggi nella sede milanese di Intesa Sanpaolo dal presidente della banca, Gian Maria Gros-Pietro, e dal vicepresidente della Bei, Scannapieco, prevede due nuove linee di credito per un valore complessivo di 500 milioni di euro ai quali Intesa Sanpaolo aggiungerà risorse proprie per pari importo, facendo così aumentare il plafond complessivo a un miliardo di euro.

I BENEFICIARI: PMI E MIDCAP

Il primo finanziamento di 250 milioni di euro è messo a disposizione da Bei per il funding delle imprese Midcap, quelle che, a livello consolidato, contano tra i 250 e i 3 mila dipendenti. “Abbiamo voluto concentrarci sulle pmi  -ha dichiarato Gros-Pietro – in quanto sono le prime a reagire ai cambiamenti e alle sfide. E quella del cambiamento climatico è senz’altro la madre di tutte le sfide che abbiamo di fronte. Ma – ha proseguito il numero 1 dell’istituto di credito – con un po’ di impegno e di lungimiranza possiamo trasformare la situazione attuale in una grande opportunità. Tuttavia, è importante muoversi per tempo”.

COME FUNZIONERA’

Le risorse saranno rese disponibili tramite l’intermediazione di Mediocredito Italiano, la banca del gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nel sostegno allo sviluppo delle imprese. Oggetto dei prestiti saranno progetti sia nuovi sia in corso, di importo non superiore ai 50 milioni di euro, con durata massima di 12 anni. Gli interventi sono destinati ad aziende attive in tutti i settori produttivi: agricoltura, artigianato, industria, commercio, turismo e servizi; sono esclusi dall’ambito dell’accordo i progetti di puro investimento finanziario e/o immobiliare. Mediocredito Italiano si impegna a fornire prestiti di importo pari a quelli di Bei, portando il totale delle risorse disponibili per le aziende Midcap a 500 milioni di euro e impegnandosi a trasferire alle imprese destinatarie dei prestiti le condizioni vantaggiose del funding Bei.

LA LINEA A FAVORE DELLA CIRCULAR ECONOMY

La seconda linea di credito è una novità per il mercato italiano: un Framework Loan per interventi nell’ambito della circular economy dedicato a pmi e Midcap innovative operanti nel manifatturiero, nell’agricoltura, nel settore energetico e nella gestione dei rifiuti. Per il varo in Italia di questa operazione dedicata a una nuova linea di credito circular, la più importante per importo sinora realizzata in Europa, BEI ha scelto come partner Intesa Sanpaolo, unico financial services global partner della Fondazione Ellen MacArthur, principale organizzazione mondiale per la promozione del modello circolare. Anche in questo caso, Mediocredito Italiano duplicherà il plafond di 250 milioni della BEI con altri 250 milioni di euro a valere sul Plafond Circular Economy da 5 miliardi di euro previsto dal Piano di Impresa 2018-2021 del Gruppo. Saranno finanziati progetti di economia circolare, nuovi o già in corso, selezionati in collaborazione col Team Circular Economy di Intesa Sanpaolo Innovation Center. I prestiti, della durata massima di 12 anni, potranno essere utilizzati per finanziare progetti inferiori ai 50 milioni di euro, coprendo fino al 50% dei costi complessivi.

NUVOLE IN VISTA A CAUSA DELLA PROCEDURA DI INFRAZIONE?

E ai cronisti che gli domandavano se questa iniezione di liquidità a favore dell’imprenditoria italiana rischi di essere l’ultima della Bei dato che un’eventuale procedura di infrazione rischierebbe di congelare ogni attività della Banca europea per gli investimenti a favore del Paese ritenuto inadempiente, Scannapieco ha rassicurato: “Anzitutto, la procedura di infrazione non è ancora partita. In secondo luogo, troverei contraddittorio congelare gli investimenti nei confronti di un Paese che ha tra i suoi mali principali quello di investire troppo poco nell’industria e nella ricerca & sviluppo”.

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