Circular economy

Aquafil, Danone, Saes e non solo. Chi vincerà e chi perderà in Borsa con lo stop Ue alla plastica monouso

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Le novità della direttiva Ue che limita l’uso di diversi articoli monouso in plastica. I tempi e gli effetti della direttiva. E le ricadute sulle società quotate in Borsa interessate al provvedimento secondo un report degli analisti. L’articolo di Paola Valentini, giornalista di MF/Milano Finanza

Dopo il via libera definitivo, ieri a Strasburgo, da parte del Parlamento europeo alla direttiva che limita l’uso di diversi articoli monouso in plastica, gli analisti di Equita Sim si concentrano sugli effetti di questa normativa sulle società italiane quotate coinvolte dalla rivoluzione varata nel nome di una maggiore sostenibilità dell’ambiente.

ECCO LE NOVITA’ DELLA DIRETTIVA USA SULL’USO DELLA PLASTICA

Le nuove disposizioni infatti puntano a ridurre drasticamente l’inquinamento marino, vietando o sottoponendo ad altre restrizioni, a partire dal 2021, i 10 prodotti di plastica monouso che rappresentano da soli il 70% dei rifiuti in mare: bastoncini cotonati, posate, piatti, bicchieri usa e getta, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini.

TUTTI GLI EFFETTI DELLA DIRETTIVA UE PER I PRODOTTI

Tutti questi prodotti dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. In più, i contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore.

GLI OBIETTIVI DELLA DIRETTIVA

La direttiva fissa anche un obiettivo di raccolta del 77% al 2025 e del 90% entro il 2029 per le bottiglie di plastica, ad esempio mediante l’introduzione di sistemi di cauzione-deposito, come quelli già esistenti per alcune bottiglie di vetro.

CHE COSA CAMBIA DOPO GLI EMENDAMENTI

Entro il 2025, inoltre, grazie agli emendamenti aggiunti dall’Europarlamento, il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere composto da materiali riciclati, quota che salirà al 30% entro il 2030. La proposta prevede anche obiettivi di riduzione del consumo per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. Gli Stati membri potranno ridurne il consumo fissando obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente.

IL REPORT DI EQUITA

“La direttiva passa ora al Consiglio dei ministri per l’adozione formale, quindi sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea. Da quel momento, i Paesi membri avranno due anni per integrarla”, ricorda Equita.

ECCO LE AZIENDE CHE GIOISCONO PER LA DIRETTIVA

La sim ritiene che questa direttiva abbia risvolti positivi ma anche negativi per alcune società italiane quotate. Tra le prime Equita cita Aquafil per la maggior domanda di prodotti riciclati, Ima per le opportunità che possono emergere dalla modifica del processo produttivo per realizzare tappi e coperchi solidali, Gima TT grazie alla necessità di macchinari per produzioni alternative ai prodotti mono-uso in plastica, Hera e A2A per il business del riciclo, Saes Getters che può beneficiare di investimenti in nuove divisioni per la creazione prodotti biodegradabili, Zignago per le potenzialità del vetro come prodotto sostitutivo della plastica, e Maire grazie al nuovo veicolo per promuovere progetti nel riciclo meccanico della plastica e nel riciclo chimico.

LE OPPORTUNITA’ SECONDO EQUITA

Gli analisti si concentrano in particolare sulle opportunità per Aquafil (buy e target price di 14 euro). “E’ una notizia decisamente positiva per questa azienda. Tra le decisioni Ue c’è anche l’introduzione della responsabilità estesa del produttore per alcuni manufatti in plastica, tra i quali le reti da pesca. La normativa impone obblighi di riciclo molto elevati e un contenuto minimo di prodotto riciclato nelle bottiglie di plastica”.

CHE COSA SOSTIENE LO STUDIO

Per Aquafil questi interventi potrebbero tradursi “in un minor costo per procurarsi le reti da pesca per la produzione di Econyl, in maggiori ordinativi di prodotto riciclato, soprattutto per i prodotti destinati all’engineering plastic, recentemente indicata dalla società come una opportunità di sviluppo con numerosi contatti già attivi nelle ultime settimane”, aggiungono gli analisti della sim. L’Econyl è un nylon ecologico sviluppato da Aquafil e creato con il riciclo di reti da pesca abbandonate negli oceani, di tappeti domestici, rifiuti plastici industriali e scarti di tessuti utilizzati dall’industria tessile.

LE AZIENDE PENALIZZATE

Tra le aziende il cui business invece rischia di avere meno vantaggi dalle nuove norme Ue la sim cita tutte quelle attive nel settore del food & beverage esposte al business to consumer, come Danone e Ivs, “che avranno necessità di trovare soluzioni sostitutive e passare i maggiori costi ai clienti finali”, avverte Equita.

(estratto di un articolo pubblicato sul sito di Mf/Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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