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TikTok e gli altri social. Come deve intervenire l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

di

osservatorio infanzia

Il post di Alessandra Servidori

 

Emergenza bambini e adolescenti: non solo mancanza di istruzione e solitudine, delittuosi rapporti con i social seguiti e sfide per gareggiare che non sono una follia, ma pura realtà per giochi orribili durante prove estreme.

Porta la data del 18 febbraio 2020 ed è in carica per 3 anni il ri-costituito Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza che ha il compito di predisporre documenti ufficiali relativi all’infanzia e all’adolescenza e si avvale del Centro Nazionale analisi e documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, costola finanziato dal ministero e dipartimento per la Famiglia, centro il cui ultimo rapporto annuale è risalente al 2017.

L’Osservatorio ricostituito dalla ex ministra Bonetti – che conta ben 50 componenti tra rappresentanti istituzionali sindacali ed esperti – ha come compito di elaborare il Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, elaborato ogni due anni con l’obiettivo di conferire priorità ai programmi riferiti ai minori e di rafforzare la cooperazione per lo sviluppo dell’infanzia nel mondo.

Il Piano nazionale, acquisito il parere obbligatorio della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, è approvato dal Consiglio dei ministri, adottato con decreto del Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Esso deve produrre la Relazione biennale sulla condizione dell’infanzia in Italia e sull’attuazione dei relativi diritti nonché collaborare con Onu per redarre lo schema del Rapporto del Governo all’Onu sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989, alle scadenze indicate all’articolo 44 della Convenzione.

A parte i lavori del Centro analisi e documentazione di cui sul sito non ritroviamo notizia, in tempi in cui i problemi maggiori sono sulla pelle dei nostri bambini e adolescenti, i componenti dell’Osservatorio avevano nell’aprile 2020 individuato la necessità di intervenire con tempestività a favore dei bambini e dei ragazzi e deciso l’importanza di un lavoro di medio periodo, teso alla stesura del nuovo Piano d’azione in materia di infanzia e adolescenza. Un alert particolare era stato lanciato sui processi di impoverimento in atto, conseguenti all’emergenza sanitaria e al lockdown, che colpiscono in primo luogo i bambini e gli adolescenti. Anche la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza in collegamento con il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza al quale sono attribuiti una serie di compiti, funzioni e poteri: tra i quali si ricordano la facoltà di proporre l’adozione di iniziative per assicurare la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare riferimento al diritto alla famiglia, all’educazione, all’istruzione, alla salute e la competenza ad esprimere un parere sul piano nazionale di azione prima della sua trasmissione alla Commissione parlamentare per l’infanzia.

Il Garante deve esprimere osservazioni circa l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali relativi all’infanzia e all’adolescenza, sempre al Garante che ha sede e struttura presso il ministero della Famiglia spetta di vigilare in merito al rispetto degli stessi, la collaborazione con gli altri organismi nazionali e internazionali aventi competenze sull’infanzia e con i garanti regionali già istituiti, la facoltà di esprimere pareri sui disegni di legge, sugli atti normativi del Governo e sui progetti di legge all’esame del Parlamento in materia di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Significativa dunque è la competenza dell’Autorità garante a determinare, fatte salve le funzioni dei servizi territoriali, le procedure e le modalità con cui ogni singolo soggetto può segnalare ad essa i casi di violazione ovvero situazioni di rischio di violazione dei diritti dei minori. Il Senatore Andrea Cangini ha proposto una legge che salvi i bambini minori di 14 anni dall’uso di smartphone perché la polizia postale fa il massimo ma lo scudo dei colossi del web non evita le tragedie e mette nella trappola della morte i minori.

Intanto però l’Osservatorio Nazionale insieme alla Commissione parlamentare e al Garante devono intervenire immediatamente bloccando l’accesso ai web e non solo momentaneamente come ha fatto la procura di Palermo, ma creando dei filtri che devono usare le famiglie per evitare ai loro figli dipendenze letali. Poi una legge, certo, ma se non tutti insieme e subito, quando?

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