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Una riforma della Pubblica amministrazione può servire al turismo

di

turismo pubblica amministrazione

Il blog “Economia del gusto” di Gianandrea Abbascià

Il turismo è certamente un mix di viaggi e svago, “prodotto” finale per il cliente frutto di un complesso motore che vede coinvolti un elevatissimo numero di ingranaggi, ivi compresa la Pubblica Amministrazione.

Probabilmente ciò può suonare non consono al tema turismo, forse anomalo, ma in realtà c’è un forte nesso tra il turismo e la Pa. Riformare, rafforzare, rendere efficiente la macchina operativa della Pa significa rendere efficiente il Paese, quindi anche il turismo. Ad ogni livello — Comuni, Province, Regioni e Stato — troviamo specifiche competenze. Per citarne alcune: l’accertamento dei requisiti di legge per svolgere attività di operatore turistico; la competenza dell’Ordine Pubblico, specie per quelle mete con una elevata concertazione di flussi turistici ad esempio, la valutazione e l’erogazione di contributi alle imprese turistiche; il rilascio di autorizzazioni e licenze per alberghi/agriturismi e professioni specializzate; la classificazione alberghiera o l’imposizione di vincoli di destinazione; la tutela-difesa del suolo; la valorizzazione dell’ambiente, la viabilità e i trasporti di territorio; la protezione di flora e fauna, la salvaguardia di parchi e riserve naturali. Si potrebbe continuare, l’elenco sarebbe lunghissimo.

La Pubblica amministrazione, e una conseguente riforma per renderla più efficiente, può certamente avere un impatto positivo sull’intero sistema, quindi anche sul turismo.

Durante una cena, in una località turistica, prima che la pandemia ci travolgesse, mi son trovato a parlare con un ristoratore che mi raccontava che nell’area antistante il suo ristorante, essendoci davvero molto spazio tra il locale e la strada, avrebbe voluto posizionare 4 piccoli tavoli e un piccolo gazebo, (un dehor). Mi raccontava che dopo essere trascorse alcune settimane dalla sua richiesta di informazioni, gli erano pervenute una serie infinita di richieste e annotazioni, tali per cui la rinuncia all’idea era la cosa più proficua. Bene, al di là delle legittime richieste presentate al ristoratore, se immaginassimo di moltiplicare l’episodio su scala nazionale, il sistema andrebbe in tilt. Sicuramente migliaia di richieste, non solo in ambito turistico, sono recapitate ai molteplici uffici della Pa.

Sia chiaro, le regole sono doverose ed opportuno è osservarle. Se però il sistema diviene snello ed efficiente, poter ottenere un permesso o finanche il poter presentare una richiesta, un’istanza con celerità, senza imbattersi nelle ormai note lungaggini burocratiche, sarebbe già un grande risultato.

Siamo rimasti tutti particolarmente entusiasti di vedere arrivare Perseverance su Marte. Non ci si aspetta di certo riscontrare la stessa felicità ed entusiasmo per una possibile riforma efficiente della Pa, ma già poter sapere di aver intrapreso il corretto percorso per rinnovare un permesso di soggiorno per un addetto ai lavori, il poter ottenere un celere riscontro per una richiesta di modifica per uno stabilimento balneare, il sapere qual è il corretto iter per avviare un attività o sapere qual è il corretto interlocutore a cui rivolgersi, renderebbe il comparto del turismo, e non solo, efficiente e adeguato ai tempi odierni.

Il turismo non pretende di sbarcare su Marte. Più semplicemente si aspetta certezza, efficacia ed efficienza, confidando che questo percorso potrà essere intrapreso correttamente nel prossimo futuro!

 

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