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Perché dobbiamo ringraziare Kamala Harris

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Kamala Harris

Chi è Kamala Harris e perché boccio il post rilanciato dal prof. Luigi Marco Bassani, ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Milano. Il post di Angela Lupo

 

Diverse le polemiche nate recentemente da un post social (apparso, ma sembrerebbe rimosso) del prof. Luigi Marco Bassani, ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Milano.

Oggetto di trattazione: la vita privata e l’ascesa politica di Kamala Harris, Senatrice per lo Stato della California e Vice Presidente eletta degli Stati Uniti d’America.

Focus sull’annosa questione di letti e relazioni di una donna. Sembrerebbe che il periodo cruciale da cui prende – almeno così sembra di capire – si riferirebbe al soggiorno di Kamala Harris nella San Francisco, quella dell’orgoglio omosessuale.

E quindi, verrebbe da dire?

Il post del prof. Bassani di per sé non avrebbe molta concretezza visto che insinua, senza dire; colpisce, senza colpire l’obiettivo. In un anno storico, invaso letteralmente da un patogeno sconosciuto, stupisce che nel 2020 si concentri l’attenzione politica su questioni ipotetiche, e già di per sé “smontabili”, senza neppure ricorrere ad alcuna legal ars oratoria. Ha dell’incredibile che il ruolo di una donna, Kamala Harris, Senatrice e Vice Presidente degli Stati Uniti d’America possa venire banalmente strumentalizzato con qualche boutade su talami inusitati. Sia chiaro, il cv del prof. Bassani merita rispetto, laddove si annovera, nella parte “Fellowships and Awards”, Collegio Ghislieri (1983-1985), Boston University (1985), Sheffield City Polytechnic (1989), European Community (1991), Ispi (1994), Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa (1995), Ludwing von Mises Institute (Jan-June 2002), International Center for Jeffersoniam Studies (June-October 20023), Florida Atlantic University (October 2012-February2013), Duke University (June-October 2015).

Manca San Francisco, però.

Per contro, il cv di Kamala Harris è a dir poco straripante, dal punto di vista personale-biografico, politico e professionale: nata a Oakland da madre americana immigrata da Tamil Nadu (oncolaga che si trasferisce in Usa per fare un dottorato presso la UC Berkeley) e da padre di origine giamaicana (professore emerito di Economia presso la Stanford University, dopo essersi laureato alla UC Berkeley), studia alla Howard University di Washington D.C. (conseguendo due specializzazioni in Scienze Politiche ed Economia) e all’Hastings College of the Law di San Francisco; dopo gli studi, lavora come Vice Procuratrice distrettuale della Contea di Alameda dal 1990 al 1998; nel 2003 è eletta Procuratrice distrettuale di San Francisco, sconfiggendo Terence Hallinan, Procuratore in carica, restando in carica fino al 2011 e, nel frattempo, risultando eletta Procuratrice generale della California fino al 2014; nel 2016 si candida e viene eletta (risulta la più votata nelle jungle primaries) Senatrice della California. Kamala Harris è vissuta e si è nutrita dell’aria e della cultura americana che solo Berkley e altri luoghi di studio degli Stati Uniti possono far “respirare”.

Colpisce tristemente che una donna americana, con un vissuto personale – padre e madre con curricula eccezionali – e con risultati professionali e politici a dir poco incredibili, sia stata “banalizzata” per l’annoso e antico “effetto talamo”. Un vero peccato non aver taciuto.

Tanto più che, in un tempo di sofferenza e di dolore come quello dell’emergenza pandemica, si dovrebbe dare “esempio” per infondere speranza e fiducia nei giovani studenti. Dai docenti, dai professori e dal mondo universitario in genere ci si deve aspettare di più di un riferimento allo spettegules.

L’Italia, siamo un Paese, siamo una Repubblica Democratica Parlamentare, siamo membro dell’Unione Europea e abbiamo gloriosi e autentici gioielli di storia universitaria.

Il macrocosmo delle Università italiane è il futuro che si dovrà formare ed educare per il Mondo Nuovo che sta crescendo: non si possono concepire scivoloni di stile, con ricadute non felici anche pensando solo alle nuove generazioni, neppure se a farlo è qualche docente con un buon curriculum.

Può piacere o non piacere il pensiero politico, ma Kamala Harris è un esempio per tutte e tutti, negli Stati Uniti d’America, in Europa e nel Mondo: la sua carriera, i suoi studi, la sua famiglia d’origine stanno in piedi come quel “Farinata degli Uberti” di dantesca memoria.

Kamala Harris è una Donna, una donna che va conosciuta perché ha anche una Storia da raccontare.

Thank you very much, Kamala Harris.

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