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Ministero per la Disabilità e Inclusione Digitale

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Il post di Alessandra Servidori a partire dal rapporto “Una economia digitale inclusiva per le persone con disabilità” curato da Fundación ONCE e Ilo

 

Non solo l’Italia si deve muovere per iniziative per l’inclusione delle persone con disabilità. A livello internazionale infatti si sta muovendo il mondo.

Il rapporto “Una economia digitale inclusiva per le persone con disabilità” curato da Fundación ONCE e ILO Global Business and Disability Network esamina da vicino la trasformazione digitale del mondo del lavoro e il suo impatto sull’inclusione dei disabili. Gli strumenti digitali consentono a queste persone di ottenere un accesso diretto al recruiting e possono anche supportarle nelle loro attività lavorative. D’altra parte, in caso di strumenti digitali non accessibili oppure di competenze non adeguate, le persone con disabilità rischiano di essere lasciate indietro.

La rivoluzione tecnologica sta trasformando radicalmente il mondo del lavoro e questa tendenza non dovrebbe rallentare. In effetti, l’economia digitale è stata significativamente accelerata dalla pandemia di Covid-19. Le misure digitali sono state essenziali nella risposta immediata alla crisi, nel mitigare i focolai e nelle politiche di seppur difficile ripresa delle istituzioni e delle imprese. Considerando il ruolo che la digitalizzazione svolge nel futuro del lavoro, coinvolgere le persone con disabilità in ambito digitale è diventato un aspetto non negoziabile.

L’obiettivo del rapporto pubblicato è aumentare la consapevolezza dell’impatto di un mondo digitale del lavoro sulle persone con fragilità e individuare le azioni necessarie per plasmare un futuro di lavoro in modo più inclusivo per la disabilità. Lo studio esamina e approfondisce con suggerimenti opportuni i principali impatti di questa rivoluzione tecnologica nel mondo del lavoro: la creazione di nuovi posti di lavoro, occupazioni obsolete, cambiamenti nei posti di lavoro tradizionali e nei processi di assunzione e forme di lavoro dirompenti.

Questo nuovo scenario del mondo del lavoro per le persone con disabilità offre opportunità senza precedenti per la loro inclusione nel mercato del lavoro, ma anche molte barriere soprattutto digitali. Da un lato, gli strumenti innovativi consentono ai disabili di accedere direttamente all’occupazione attraverso piattaforme di reclutamento online e alcuni strumenti digitali possono anche supportarli nelle loro attività quotidiane sul posto di lavoro; al contrario, se non possiedono le competenze richieste, se trovano le TIC inaccessibili o se gli strumenti digitali non sono disponibili, le persone con disabilità non beneficeranno di queste opportunità e rischiano quindi di essere lasciate indietro.

Le sfide per loro in questo campo sono molteplici  quali: i nuovi requisiti di qualificazione, le barriere tecnologiche o le sfide associate a condizioni di lavoro come retribuzioni basse e irregolari, orari di lavoro lunghi o isolamento, possono essere superate con azioni appropriate per trasformarle in opportunità. Il rapporto traccia le principali per un mercato del lavoro digitale inclusivo per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità, promuovere le loro competenze digitali, e la loro occupazione. Gli strumenti digitali svolgono un ruolo centrale durante tutto il ciclo di vita dei dipendenti; se essi non sono inclusivi e accessibili, le persone fragili troveranno barriere in ogni fase del ciclo, poiché molti strumenti rimangono inaccessibili senza il supporto di speciali tecnologie assistive (AT). Tuttavia, sebbene gli AT possano consentire alle persone disabili di lavorare e costruire una carriera in condizioni paritarie rispetto alle loro controparti senza disabilità, si incontrano molte sfide in termini di accessibilità digitale. Poiché la rivoluzione tecnologica trasforma costantemente i posti di lavoro e ne crea di nuovi, cambiano anche le competenze richieste e la domanda di queste sia nei posti di lavoro esistenti che in quelli nuovi e di nuova generazione, sta crescendo a un ritmo costante.

Dati specifici sulle competenze digitali sia delle persone normodotate che delle persone con disabilità non sono disponibile a livello globale. Tuttavia, le persone fragili in genere sperimentano livelli di istruzione e formazione inferiori a quelli del resto della popolazione già dall’istruzione primaria che ancora oggi non è adeguata. La loro riqualificazione e il miglioramento delle loro competenze è quindi fondamentale per garantire che possano accedere a nuovi posti di lavoro. È importante garantire che le iniziative volte a promuovere l’occupazione di nuove tecnologie siano inclusive per le persone con difficoltà, con una maggiore attenzione verso la loro possibilità di stare od entrare nel mercato del lavoro. Per affrontare le sfide menzionate e abbattere le barriere, il coinvolgimento delle principali parti interessate è essenziale per garantire un futuro di lavoro inclusivo per tutti.

Le Autorità pubbliche devono promuovere strategie, regolamenti e iniziative specifiche ed inclusive, e promuovere la raccolta e il monitoraggio di dati disaggregati sulla disabilità e la digitalizzazione; stabilire requisiti di accessibilità e fornire regolamenti e linee guida e promuovere opportunità di lavoro dignitose con adeguate risorse economiche. Le aziende devono indirizzare le persone con disabilità nei programmi di acquisizione dei talenti, garantire l’accessibilità della formazione generale e delle infrastrutture fisiche e digitali, garantire che le politiche di telelavoro siano inclusive.

Le aziende inoltre devono stabilire requisiti di accessibilità ai fornitori di strumenti digitali e le industrie del settore devono integrare un approccio di progettazione universale per prodotti e servizi, fornendo formazione sull’accessibilità agli sviluppatori e ai fornitori. Indispensabile garantire che i prodotti e i servizi forniti siano accessibili a tutti i dipendenti e nominare persone con disabilità nei team tecnologici, condividendo i dati sull’uso delle piattaforme.

Le parti sociali ovvero sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro possono promuovere l’assunzione di persone con disabilità nell’economia digitale, assicurandone la riqualificazione e il miglioramento delle loro competenze sostenendo i loro diritti. Le scuole professionali e le università possono svolgere un ruolo fondamentale sviluppando programmi di formazione aperti e accessibili incentrati sulle competenze innovative tecnologiche richieste, sull’accessibilità, rivolti all’industria delle TIC in particolare alle persone con disabilità e alle loro organizzazioni rappresentative (RPD), per svolgere attività di sostegno in iniziative relative al mercato del lavoro tecnologico, sensibilizzare sulla necessità di lavorare su un ambito inclusivo e un opportuno sostegno per guidare le parti interessate sull’accessibilità e l’inclusione della disabilità. Solo attraverso la collaborazione e le alleanze tra le parti interessate può essere realizzato un mercato del lavoro solidaristico ed etico che non lasci indietro nessuno. Per tutti i protagonisti del mondo economico coinvolto il Rapporto è di una straordinaria attualità e utilità.

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