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“Il Signor CEO. Cinguettii dalla Città Proibita”. Il libro di Ruggeri per i lettori di Start

di

Forum Davos

Il regalo di Natale di Riccardo Ruggeri, fondatore di Zafferano News, ai lettori di Start Magazine

Cari amici mi permetto, come editore e coautore con Tommy Cappellini, di donarvi questo libro: “Il Signor CEO. Cinguettii dalla Città Proibita”.

È il primo libro figlio diretto di un social network. Di solito gli editori classici reclutano blogger o influencer, li aiutano a confezionare un volume qualsiasi e glielo pubblicano sperando nel gran botto editoriale. Qui è andata tutta al contrario. Senza Twitter, questa «fucina di sputi intellettuali» come la chiamo io, e gli «sputi» sono i tweet, Il Signor CEO, personaggio e libro, non esisterebbe.

Il Signor CEO è un CEO al quadrato, metà whistleblower metà pallone gonfiato, che come i giullari di corte nel Medioevo ha il permesso di dire al Re, cioè al Ceo capitalism, le verità più terribili sul suo conto, mettendo così a nudo un modello che ci vuole non più cittadini-lavoratori ma consumatori-zombie.

Detto questo, Il Signor CEO non ha connotazioni politiche, non si pone nessun obiettivo, è a metà fra il divertissement e le riflessioni profonde, ed è pure portatore di preziose cripto-citazioni letterarie.

Tommy ed io siamo partiti dalla constatazione che la lettura «convenzionale» di libri tradizionalmente confezionati stia perdendo la presa sui lettori. La prima cosa da accettare serenamente è che, oggi, la pratica della lettura si sta rivoluzionando sotto i nostri occhi. Da questo punto di vista Il Signor CEO è un UFO, è un drone letterario, un libro per lettori veloci e allo stesso tempo attenti ad ogni sillaba, ad ogni retro-pensiero, proprio come accade su Twitter.

Ma alla fine, vi chiederete, chi è questo Signor CEO? È un mix di una ventina di CEO reali (lo confesso, ci sono anch’io) ed è il classico CEO di successo, di quelli un po’ psicopatici, che con l’avvento della Brexit e di Donald Trump comincia ad avere qualche certezza in meno sulla validità del Ceo capitalism di cui è un alto rappresentante. E allora, in alcuni momenti di consapevolezza, ne diventa un critico, tanto più feroce quanto più ne conosce alla perfezione i meccanismi che lo governano.

La capacità del Signor CEO di fare fulminanti analisi di business e di management lo sta portando a considerare l’editoria giornalistica non più un business ma una commodity, all’interno della quale si perde un’anima antica. Pensare che metà dell’aristocrazia giornalistica italiana vale come un giocatore di calcio deve far riflettere. A volte mi chiedo: come è riuscito il Signor CEO, un prodotto di Twitter, ad assumere sembianze così umane? Il signor CEO è un robot-piattaforma digitale, una specie di bot umanoide. Oppure con la seconda edizione che seguirà nel 2020 si trasformerà definitivamente in un uomo 4.0?

Solo vivendo lo sapremo, perché questo è un libro aperto sul mondo che cambia, o pensa di cambiare.

Buon Natale e buona lettura a tutti.

Riccardo Ruggeri

 

“IL SIGNOR CEO. CINGUETTII DALLA CITTÀ PROIBITA” IL MIO REGALO DI NATALE PER I LETTORI DI START

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