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L’essenza letteraria del populismo

di

Il Bloc Notes di Michele Magno

È un classico la storiella di quel parvenu che, approdato in un salotto dell’alta società, alla vista di una bellissima donna non riesce a trattenere il proprio entusiasmo ed esclama: “Ah, signora, quanto mi piacerebbe andare a letto insieme a lei!”. La sortita è cruda, imprevedibile. Brusio, sconcerto, scandalo e, peggio di tutto, l’occhiata sprezzante con cui la dama ricambia la dichiarazione del goffo ammiratore. Il quale, comprendendo di aver sbagliato, si affretta a rettificare e, con una mano sul cuore, soggiunge:“Pagando, s’intende”.

Con tutta evidenza, è solo l’ameno racconto della gaffe di un fesso. Ieri strappava con facilità un sorriso. Oggi probabilmente susciterebbe lo sdegno di quelli che “ ecco come l’élite si fa beffe degli umili”. È lo spirito del tempo presente. È l’essenza letteraria del populismo: ama la parodia feroce, la caricatura grottesca dei “nemici del popolo”, ma è incapace di autoironia.

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