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Donne ed Europa, Donne in Europa

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Il post dell’avvocato Angela Lupo, blogger di Start Magazine

A maggio del 2019, come noto, tutti i cittadini europei saranno chiamati ad esprimere il loro voto per il rinnovo del Parlamento, organo rappresentativo dell’Ue.

Il prossimo 19 dicembre, a Milano, all’interno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore avrà luogo un Seminario dal titolo “Donne ed Europa, Donne in Europa”, evento che non si prefigge di essere “luogo per sole donne”, ma momento da condividere, fra donne e uomini, pensando a come si potrebbero risolvere alcune problematiche, afferenti l’Europa di oggi, facendosi aiutare proprio dall’occhio e dalla visuale femminile. Un approccio di narrazione differente, inclusivo – tra donne e uomini, insieme – e non esclusivo per sole donne.
In modo semplice e immediato ci si potrebbe chiedere: cosa non va e cosa si potrebbe fare? Cosa può essere cambiato e cosa è preferibile (da suggerire quasi) che resti?

Parafrasando la bellissima frase di JFK “Cosa posso fare io per il mio Paese?”, verrebbe proprio da domandarsi: cosa può fare l’intuito, il senso pratico, la volontà di condividere, la cura – intesa alla maniera latina di sollicitudo, attenzione cioè all’Altro – delle Donne di oggi per questa Europa che viviamo?

Sarà forse un raccontarsi tra donne per cercare di rimuovere i famosi “soffitti di cristallo” che soverchiano le vite dei cittadini e, dunque, anche la vita dei Popoli, soffitti che, di fatto, ancora in parte, appaiono impenetrabili? In verità, pensando all’Europa, cioè al Continente Antico e alla Civiltà ivi custodita, dobbiamo pensare a un Nuovo Modo di concepire la vita dei Popoli e degli Stati dell’Unione Europea attuale. E, per farlo, per guardare a questo nuovo Modo di pensare (o ripensare) l’Europa, ci serviamo dello spirito femminile di Donne, ci approcciamo con la stessa cura per le cose e per le persone che contraddistingue la Donna, fondamentalmente Madre (anche qualora non fosse tale, per naturalità).

Per parlare proprio di questo ripensare l’Europa, come Continente e come insieme di Stati sotto una stessa bandiera, ci saranno quattro importanti donne italiane: Beatrice Covassi (Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea), Maria Silvia Sacchi (Giornalista economica del Corriere della Sera, Fondatrice di Family Business Festival, co-fondatrice de La27ora), Anna Maria Gandolfi (Imprenditrice, Consigliera di Parità Regione Lombardia, Fondatrice Premio Standout Woman Award), Milena Santerini (Docente Universitaria, Direttrice del Centro di Relazioni Interculturali, già deputata delegata al Consiglio d’Europa).

Sarebbe davvero bello partire da questo momento insieme per guardare all’Europa come dall’oblò di una nave: i contorni del mondo appaiono limitati, perché il visu, lo spazio visivo è limitato, ma, con coraggio, si potrebbero guardare le cose buone fatte dall’Unione Europea e quanto deve essere fatto ancora, in fretta e magari con un pizzico di spirito chirurgico. Le spinte drammatiche del sovranismo e del pseudo populismo (l’accezione vera non è propriamente negativa) impongono un cambio repentino di rotta, per evitare la “polverizzazione” dell’Europa e degli Stati Europei, evitando che tutto porti ad nuovo Feudalesimo dal sapore retrò.

L’Europa va ripensata da tutti, anche elaborando una nuova forma giuridica (ad esempio promuovendo gli Stati Uniti d’Europa), ponendo al centro di tutto la Politica Europea, che deve aiutare il senso di appartenenza comune. Portare a compimento questa Politica Europea garantirebbe la sopravvivenza della Civiltà Occidentale e, nel contempo, alle soglie del terzo millennio, aiuterebbe una diversa geografia che ben potrebbe aiutare il dialogo tra i Popoli europei, non solo secondo un criterio di bilancia commerciale comune, bensì promuovendo innanzitutto l’Identità Europea, quell’insieme cioè di Storia e di Cultura che i Padri fondatori ben avevano concepito. Essere Europei, sentirsi Europei davvero. Forse si dovrebbe partire da qui, portando a compimento l’Europa. Chissà se ce la faremo!

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